VIII.
Andato a scuola, — mentre il professore di matematica, che aveva il vizio di ripetere per avventura ogni due minuti, spiegava sulla lavagna una formula per avventura più lucida del cristallo e mentre dominava nella scolaresca il più religioso silenzio, Pinotto emise una voce parlamentare.
— Domando la parola.
— Che cosa vuole? — gli chiese il professore, interrompendo la sua formula, con un viso da carceriere spaventato.
E Pinotto con la placidità angelica di chi ha mille ragioni dalla sua:
— Favorisca scusarmi, signor professore, se l’ho per avventura disturbato. Voleva dirle soltanto che dal mio posto non si possono vedere le cifre che ella scrive per avventura sulla lavagna.
Il professore, sentendo nelle vibrazioni sicure della voce di Pinotto e vedendo nella faccia invetriata del medesimo risorgere l’antico e terribile suo persecutore, per quietarlo, fu lestissimo a restringersi in un angolo della lavagna, riducendosi tutto storto, e più sottile che potè.
— Così ci vedrà per avventura....
— Grazie, egregio signor professore!
Intanto, profittando della nuova positura dell’egregio signor professore, gli soffiò nella schiena da un cannoncino di penna d’oca quattro scarafaggi. Quindi immediatamente:
— Signor professore....
— Ebbene! che cosa c’è di nuovo adesso? Io per avventura....
— Si guardi.... Ella ha per avventura una bestiolina sul colletto....
— Grazie, grazie! — rispose il bersagliato professore, vieppiù oscurandosi e spingendo via da sè l’animaletto con la punta della penna.
— Signor professore....
— Ma.... per avventura....
— Ella ha un’altra bestia, anzi due bestie.... tre bestie, signor professore, che si arrampicano per avventura sulla sua schiena.
— Sì! sì! Grazie.
Così dicendo la povera vittima diede una scrollatina alla giubba per liberarsi di tutto quanto il bestiame appiccicatogli, che cascò sul piedestallo della cattedra, poi lo pestò, strisciando i piedi con fretta rabbiosa.
— Oh, signor professore.
— Auff! mio Dio!... Mi lasci stare.... Voglia terminarla finalmente di....
— Scusi.... Ella non ha più per avventura veruna bestia.... Desideravo soltanto pregarla, che stesse pure comodo, avendo scoperto finalmente la vera ragione, per cui dal mio banco io non posso vedere le cifre, qualunque sia la posizione che ella si degni di prendere, egregio signor professore, per avventura, alla lavagna.... Sono.... le orecchie del mio amatissimo amico Aurelio Auricola nel banco dinanzi, quelle che mi impediscono per avventura la visuale. Quindi la prego in cortesia di voler traslocare l’onorevole (frugando con il dito mignolo in un orecchio) Auricola dal primo banco e di mettervi nel suo posto un altro compagno di orecchie per avventura più decenti. —
La scolaresca zittiva con una voglia frenetica di ridere.
Il professore si sentiva scappare dalla testa persino la soluzione della sua formola, e le trottava dietro in silenzio per raggiungerla; onde Pinotto, fatto più baldanzoso nella sua canzonatura, riprese:
— Signor professore, se ella per avventura..., — strisciando con un languore ineffabile su quel per avventura.
A questo punto il professore si riscosse, illuminato dalla necessità di porre un argine a tante offese sue e del suo intercalare, e proruppe:
— Taccia, signorino, e... faccia silenzio. Mi sono accorto, sa, che ella vuole disturbare l’ordine della scuola con i suoi motteggi.... Ella vuole compromettermi.... Ho capito.... Impertinente! Che cosa vogliono dire tanti per avventura detti a marcio sproposito? Ella m’intende e mi capisce.... Ma io saprò far rispettar me ed i miei per avventura...... Io farò chiamare il preside.... il bidello.... La farò cacciare dal Liceo.... Così le insegnerò io ad essere per avventura meno discolo.... Impertinente! —
Lo scolare con la solita sua calma da diplomatico:
— Non salti, egregio signor professore.... Non dia ne’ lumi.... Io impetro puramente e semplicemente l’esercizio di un diritto che per avventura mi spetta... Mia mamma paga la minervale, ed io venendo a scuola ho diritto di vedere e di imparare ciò che ella ha la bontà di scrivere sulla lavagna, facendo eziandio tesoro delle sue frasi da ritenersi. È un diritto che io sono disposto a far valere per avventura davanti a tutte le autorità, vuoi civili, vuoi scolastiche, sì militari, sì politiche, deliberato eziandio a porgere una acconcia petizione alle Camere.... Ella capirà....
— Taccia... e parli.....
— Farò così.... Ella capirà che io non posso esercitare il mio diritto e il mio dovere di apprendere l’umano scibile, che per avventura nelle scuole si imparte, se dovunque il guardo io giro, Immenso Dio! veggomi davanti l’amico Auricola, che mi nasconde ogni scienza ed arte con il padiglione delle sue orecchie. —
A questo padiglione la scolaresca scoppiò in una risata, che teneva da lungo tempo repressa: e rise per avventura lo stesso professore, il quale spinto dal desiderio di ritornare alla sua formula e di sfogarsi sopra un facile paziente, non che di stornare da sè la parte di ridicolo, che gli spettava, si rivolse ad Aurelio con una durezza da croato:
— E lei si alzi, Macaruffo Lasagnone! Lasci il suo posto, sciocco! e vada a sedersi nell’ultimo banco sotto il Crocifisso.... Così per avventura non farà più ombra a nessuno con le sue vele, orecchiuto asinello. —
Il povero capro espiatorio, verde come un ramarro, fece il trasporto della capitale, fra il tumulto delle risa dei compagni, che movevano le loro mani nella vicinanza delle orecchie, come fossero palette, dando alla vista un effetto di conigli; tumulto che il professore fece tosto cessare, ripigliando la spiegazione della sua formula.
Terminata la scuola, quando gli studenti uscirono fuori a respirare l’aria libera, Pinotto quatto quatto prese d’assalto le orecchie di Aurelio, e tirandole con grande forza si mise a ragliare come un asino di cartello: — Ij.... à.... Ij.... à.... Ij.... à — frammettendo agli Ij... à il fischio rantoloso dei cantori di maggio.