X.

Pinotto non potendo più resistere a quel panegirico cagnesco lo troncò:

— Basta, basta! Ho inteso; mi rallegro tanto.... —

In quel punto, se avesse ascoltato la sua voglia, avrebbe pigliato in una bracciata tutta quella canaglia e l’avrebbe scaraventata nella via a costo di contravvenire a qualche regolamento municipale fracassando il cielo di un omnibus o la testa dei passaggieri, ma seppe frenarsi e domandò licenza di uscire subito, per andare a vedere qualche amico.

Appena disceso nella strada, inciampò un sergente furiere, suo fratello di latte, a cui piaceva ubbriacarsi.

— È la Provvidenza che mi ti ha mandato innanzi, Teodoro. Se non avessi incontrato te, sai, sarei ritornato indietro e avrei commesso un canicidio di sette persone. —

Al caffè, dopo la sbornia, trovò Edoardo ed altri amici, che lo invitarono con loro in campagna. Così egli poèò sottrarsi per un mesetto alla stucchevole necessità di vivere con tanta cagneria.

Ma ritornato finalmente fra le mura domestiche, egli fu condannato a pensare cento volte al giorno: — Come sono felici coloro, che vivono lontani dalla famiglia! Escono dall’ufficio, vanno a pigliare il vermouth, vanno a pranzare in pensione. Chi ne racconta delle più grosse è più bravo; alla sera al caffè, e sempre allegri! Essi non hanno mai fra i piedi un cane casalingo, o il malumore di una madre o di una sorella o altro accidente di famiglia che loro rivolti l’anima. —

Per la noja dei cani egli non poteva più nemmanco soffrire la dieta di casa. — Sempre spinacci! Sempre spinacci! Sempre zuppa! Sempre zuppa! —

L’immagine delle bistecche del caffè del Cambio gli pareva il non plus ultra della felicità terrena.

Ogni anno, ogni mese, ogni giorno, ogni minuto, gli facevano vieppiù afa quel continuo parlare e quel continuo preoccuparsi dei cani, in cui infierivano sua madre e sua sorella. — Guarda, Pinotto! Dear ha un mantello così fino che sembra seta. — Quest’oggi davanti al caffè Fiorio due signori si voltarono per guardare Come te. — Ah! Se volessimo vendere Roma, ci darebbero per lo meno novanta lire! Quante contesse la vorrebbero questa brutta leccapiatti! — Anzi la comprerebbero gli inglesi, la comprerebbero!...

A tutto questo mare di fastidio diede il trabocco un avvenimento da gazzettino della città.