XXV.
Appena egli ebbe impostato questa sfuriata arruffona di amor figliale, due minuti dopo egli aspettava già la risposta; poi gli veniva un dubbio di uno scrupolo amaro, il dubbio di avere sbagliato la soprascritta della lettera e di avere messo Firenze, che aveva sempre per il capo, in luogo di Torino.
— Ma no! Ho proprio scritto Torino e non posso aver scritto Firenze; mi ricordo dell’o, un o largo così, che sembrava lo avessi fatto con l’imbuto.... Ed ho proprio messo Via..., N. 14, sì, sì! Sì.... sono certo che ho fatto il 4 alla mia maniera....
Assicurato sul ricapito della sua lettera, egli andò a farsi radere la barba, accorciare e ravviare i capelli, rovinò una spazzola sfregacciandola sopra i suoi abiti rifiniti. Egli faceva tutta una acconciatura da tritino, voleva farsi bello più che poteva, per far festa alla risposta di sua mamma.
— E se mia mamma venisse in persona?... Sicuro.... Verrà.... Essa stessa... con Carolina. Le ho scritto io, proprio io che avevo patito la fame, che ero ammalato:... A sentire queste coso, le poverette non potranno tenersi dal volare a trovarmi,... oh verranno, verranno anche se non istessero troppo bene le meschinelle! Avranno paura che io sia ancora affamato.... Povere donne! E la nota tenera del cane! Chi sa come le avrà toccate! Oh che buon politicone sono mai stato io! E che poscritto da Cavour! Cavour del cuore sono stato io!... Purchè non si confondano nel prendere il treno e non vadano a Venezia o a Innspruck!... Chi sa che cosa diranno a trovarsi qui in una Roma?.. a vedere San Pietro, il Colosseo e il Mosè del Michelangelo, esse che credono che la chiesa dei SS. Martiri a Torino e il Cavallo di marmo sullo scalone del Palazzo Reale siano le principali meraviglie del mondo?... Scommetto che mia mamma sosterrà sempre che il Cavallo di marmo è più bello del Mosè di Michelangelo. La Venere Capitolina non la farò nemmanco loro vedere.... Esse si scandalizzerebbero e nessuno potrebbe toglier loro dalla testa, che siano stati i Garibaldini quelli che hanno portato lassù quella ribalderia, — come direbbero, — per fare vieppiù dispetto al povero Papa, dopo che lo hanno messo in prigione.... Oh, le mie povere donne e care semplicione!... Oh verranno.... Verranno... Sì, che verranno! —
Così pensando, batteva palma a palma con gioia infantile.
Nell’amore della mamma gli pareva di avere trovato la leva di Archimede e il punto di appoggio per far muovere a suo modo il mondo; e dava a divedere pubblicamente questa sua persuasione intima col modo glorioso, con cui egli incedeva per via.
Fido poi non era da meno di lui: tutto pieno di sè stesso e della contentezza del suo nuovo amico, se qualche cagnolino schizzinoso gli ringhiava contro, esso non si degnava nemmanco di rispondergli con uno sguardo: de minimis non curabat praetor.