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Uffizio del Camerlengo che vi era un tempo nella città di Ruvo in che consisteva pag. [269].

Usi civici pieni di legnare e di pascere l’erba estiva del bosco di Ruvo guadagnati con decreto del S. R. C. dell’anno 1798, e risega fatta a favore del Comune per effetto di questo giudicato di carri trentatre del bosco suddetto pag. [247] e [248] — Pessimo stato in cui è ridotta quella parte del bosco che spetta al Comune, senza dare alcun profitto alla Cassa Comunale per effetto degl’intrighi pag. [259] e [260].

Utili possessori in feudo della città di Ruvo che si son potuti conoscere — Al tempo di Ruggiero fu posseduta da Tancredi di Conversano pag. [114] e [115] — Costui la perdè per ribellione pag. [117] — Fu dappoi conceduta a Roberto di Basavilla Conte di Conversano e di Loritello pag. [118] e [119] — Passò poi a Berardo Conte di Loritello e di Conversano di cui non si conosce il cognome detta pag. [119] — Carlo I d’Angiò nell’anno 1269 la concedè ad Arnolfo de Colant pag. [123] e [124] — Da costui passò al suo figliuolo Giannotto pag. [135] — Fu indi posseduta da Arnolfo II de Colant pag. [136] — Passò indi a Roberto de Juriaco pag. [137] — Dopo di lui la possedè Galeraimo de Juriaco che la perdè per contumacia pag. [137] e [144] — Oppressioni usate da uno di questi due alla città di Ruvo, e Lettera Regia del Re Carlo II dell’anno 1307 per reprimerle pag. [138] e [139] — Il Re Roberto ne investì la Regina Sancia sua consorte che nell’anno 1337 la possedeva ancora pag. [144] e [145] — La Regina Sancia la vendè al Conte di Terlizzi Gazone de Denysiaco che morì giustiziato come complice della morte del Re Andrea pag. [147] — Dopo di lui la possedè a vita la sua vedova Margherita Pipina pag. [147] e [148] — Lodovico Re d’Ungheria impossessatosi del Regno la concedè in feudo a Giovanni Chucz valoroso Ungaro pag. [149] — Non è chiaro se la Regina Giovanna I l’abbia conceduta contemporaneamente a Roberto Sanseverino suo partigiano pag. [156] — Al tempo del Re Ladislao la possedeva in feudo Villanuccio de Vrunforti suo Consigliere — Morto costui senza successori in grado e devoluta alla Corona, il detto Re Ladislao la concedè ai nipoti del detto Villanuccio Antonio de Sancto Angelo e Federico Vrunforti pag. [157] — Nell’anno 1404 Federico Vrunforti divenuto Conte di Bisceglia la possedeva ancora pag. [157] e [158] — Si vede dopo conceduta a Carlo Ruffo, senza conoscersi l’epoca di tal concessione detta pag. [158] — Al tempo della Regina Giovanna II Giovanni Antonio Orsini la unì al Principato di Taranto detta pag. [158] — La possedè dopo Gabriele del Balzo Orsini Duca di Venosa, da cui la ereditò nell’anno 1454 Donata del Balzo Orsini unica di lui figliuola maritata con Pirro del Balzo Principe di Altamura pag. [164] e [165] — Isabella del Balzo figliuola di questi due, e maritata con Federico di Aragona figliuolo allora secondogenito del Re Ferdinando I venne ad ereditarla per essere i di lei genitori trapassati senza figliuoli maschi detta pag. [165] — Il detto Federico divenuto già Re, nell’anno 1499 vendè a Galzarano de Requesens Conte di Trivento e di Avellino detta pag. [165] — Questo contratto fu confermato da Ferdinando il Cattolico nell’anno 1504 pag. [185] — Al Conte di Trivento succedè l’unica sua figliuola Isabella che fu moglie di D. Raimondo di Cardona Vicerè di questo Regno. Li conjugi suddetti nell’anno 1510 venderono la città di Ruvo al Cardinale Oliviero Carafa, da cui passò nell’anno 1520 al Conte Antonio suo Nipote e da questi nell’anno 1528 al Conte Fabrizio di costui figliuolo, ed indi agli altri successori della famiglia Carafa che l’hanno posseduta fino ai nostri giorni detta pag. [185].