SCENA VII.

Orazio e detti, poi Carletto

GARBINI

Oh! il dottore.

ORAZIO

Non sei partito?

GARBINI

No.

LIVIA (ad Orazio)

Ancora in collera?

ORAZIO (serio)

Oh no!... perchè in collera?

GARBINI (piano ad Emilia)

Ma come mai quello scialle...?

EMILIA (c. s.)

E osate domandarmelo?

GARBINI

Io!

ORAZIO

Signori, una novità!

TUTTI

Oh! Che cos'è?... una novità?

ORAZIO

Un fatto strano, quasi meraviglioso, quasi fantastico, seguito ieri sera.

BALDASSARRE (da sè)

Diavolo!

EMILIA

Ah!

GARBINI

Sentiamo.

LIVIA

Dunque?

ORAZIO (che li ha tutti osservati, da sè)

Fingono. (forte) Sissignore ieri sera... mentre pioveva a rovescio ed alla mezza luce dell'alba lunare, ai pochi indigeni di Gressoney che rimanevano sull'uscio di casa a respirare l'aria piovana, toccò la rara sorte di assistere ad una apparizione!

BALDASSARRE

Un'appariz...

EMILIA (a Garbini piano)

Fatelo tacere.

GARBINI

Ma...

ORAZIO

Anzi a due apparizioni.

LIVIA

Come due! (subito)

ORAZIO

(che non la perdeva di vista, credendo che siasi tradita)

Ah!... Due fantasmi, due forme di donna, le quali a pochi minuti d'intervallo l'una dall'altra e dai due lati opposti dell'albergo...

EMILIA (c. s.)

Fatelo tacere.

GARBINI

Ma... (ad Orazio) per chi ci pigli a raccontarci di simili storie? (piano) Sta zitto.

ORAZIO

Sei tu che mi dici...?

GARBINI (c. s.)

Sta zitto! (forte) E la passeggiata...?

BALDASSARRE

Sì, sì, a passeggio... il dottore vuol ridere.

ORAZIO

Può darsi... dacchè ne so abbastanza.

BALDASSARRE

Ne sa...

LIVIA

Lo lascino dire.

BALDASSARRE

Andiamo? Garbini, dà il buon esempio.

GARBINI

Subito. (s'avvia).

LIVIA

Non prende il cappello?

GARBINI

(Diavolo!)... Ah sicuro... il cappello.

BALDASSARRE

Presto.

ORAZIO (a Livia)

Spero non mi negherete una spiegazione.

LIVIA

Ma quante ne vorrete.

ORAZIO

Peccato che vi siate tradita da voi stessa!

LIVIA

Che farci? non si è perfetti.

GARBINI

Non lo trovo.

LIVIA

Che cosa?

GARBINI

Il mio cappello.

BALDASSARRE

L'avrai lasciato in camera.

GARBINI

No, no, l'avevo un momento fa. (da sè) Come faccio adesso?

CARLETTO (entrando col cappello di Garbini)

Ecco qui... (vedendo gli altri si trattiene) Ah!

ORAZIO

Che cos'è?

CARLETTO

Nulla, portavo al signore...

GARBINI

Ah bravo! (prende il capello).

ORAZIO

Come mai l'aveva Carletto?

GARBINI

Glielo aveva dato per farlo spazzolare.

LIVIA

Oh! in quale stato!

GARBINI

Che cosa?

LIVIA

Il suo cappello. Ha l'ala mezzo bruciata...

GARBINI

Oh!

EMILIA (impaurita).

Oh mio Dio!

CARLETTO

Sissignore, è stato per la furia nel farlo asciugare.

ORAZIO e BALDASSARRE

Asciugare!!

GARBINI

Patatrach!

EMILIA

(Sono perduta!)

LIVIA (da sè).

Che vuol dir ciò?

BALDASSARRE (a Garbini)

Fa vedere.

GARBINI

Ecco... dirò... perchè...

CARLETTO (da sè).

L'ho fatta!... Scappo (p. p.).

ORAZIO

Carletto?

CARLETTO

Mi comanda.

ORAZIO

Rimani un momento.

LIVIA

Si va o non si va?

ORAZIO

Che fretta!

LIVIA

Signor Baldassarre...?

BALDASSARRE

Eh? ho altro in testa adesso.

LIVIA

Sanno che finirò per andar sola?

ORAZIO (piano)

Avete paura?

LIVIA

Signora Emilia, mi vuol tenere compagnia?

EMILIA

Grazie, non sto troppo bene.

LIVIA

Nessuno si muove?... A rivederli.

ORAZIO (piano)

Questa spiegazione...?

LIVIA

Ve l'ho detto, quando vorrete. Signori... (s'avvia).

GARBINI

L'accompagno.

ORAZIO

Ti prego di rimanere.

GARBINI

Come vorrai. Signora Livia... (Livia esce).