SCENA SETTIMA.

MARIO e detti.

MARIO.

Vai di là che la signora ha bisogno di te.

Via Maddalena—a Paolo.

L'ho persuasa.

PAOLO.

Che fortuna avere un buon avvocato.

MARIO.

E come vedi non c'è voluto molto.

PAOLO.

Scommettere che indovino come te la sei pigliata?

MARIO.

Oh, semplicissimo! Le ho….

PAOLO.

No—lascia dire a me. Lo voglio anch'io il mio piccolo trionfo. Hai rinunciato agli affari che ti trattenevano e ti sei deciso a partire con noi.

MARIO.

Anche questo.

PAOLO.

Eh? Se lo sapevo? Quando andavi di là stavo per dirtelo, e poi ho voluto vedere. E allora Anna si è subito disposta?…

MARIO.

Ti dispiace?

PAOLO.

Figurati! Quanti più siamo…. Non andiamo per distrarci?—I luoghi, il viaggio, gli alberghi…. sì, sta bene!… Ma la compagnia!—È per fuggire che bisogna essere in pochi.

MARIO.

Cosa dici?

PAOLO gli mette le due mani sulle spalle e gli parla viso a viso scuotendolo.

È per fuggire, intendi? che bisogna essere in pochi. Per fuggire, come abbiamo fatto Anna ed io l'anno passato.

MARIO.

Non capisco.

PAOLO.

Non me l'hai mica detto che Luciano era stato qui l'anno passato—nè il giorno che c'è stato.

MARIO.

Non so—non ricordo….

PAOLO.

Va là, va là, va là—lo sapevi. E sapevi che Anna s'era fatta condur via per fuggirlo.—E io fuggivo con lei tutto beato!—Lo vedi questo marito che piglia il treno e…. via! innanzi che arrivi quell'altro.

MARIO.

Metti che sia vero. Ciò ti dice nè più ne meno di quello che ti hanno detto le lettere.

PAOLO.

No. Un po' di più. Tutto dice un po' di più.—Vedi un granellino sull'altro, uno sull'altro, si fanno delle macine che ti schiacciano. Dice un po' di più. Altro è tener lontano, altro è fuggire. Si allontana un importuno, senza supplicarlo però!—Ma si fugge per paura.

MARIO.

Uh!

PAOLO.

E guarda, guarda, guarda, facciamo un po' di esame, così per fare. Vediamo. È improbabile che lui le avesse scritto che stava per venire. Anzi è certo che non le aveva scritto, perchè lei avrebbe risposto:—Mi scrivi che vieni…. amo mio marito—ti supplico di rimanere.

MARIO.

Oh!

PAOLO.

Era dunque stata lei—a prevedere le intenzioni…. lo sentiva arrivare…. per quella divinazione….

MARIO.

Sei il primo marito che si cruccia perchè la moglie ha fatto il suo dovere.

PAOLO.

Uhum! Dovere! Brutta parola!

MARIO.

Se c'è al mondo un'onesta donna!…

PAOLO.

Donna o moglie?

MARIO.

Fa lo stesso.

PAOLO.

No, no. Donna è per tutti: moglie è per me solo. Credi tu che si sposi una donna perchè è onesta? Mai più! La sposo perchè l'amo e perchè credo che mi ami. Ci sono mille donne oneste—ce n'è una che amo, una sola che mi ama…. se c'è!

MARIO.

Paolo!

PAOLO.

E se lo amava? Di'. Se lo amava? E se lo ha respinto per virtù, per dovere? Di'.—Cosa resto io?—Se fosse vivo, potrei lottare, potrei vincerlo—ma è morto—ma si è ucciso per amor suo.—Se lo amava nessuna forza glielo strappa più dal cuore.

MARIO.

Tu pensi….

PAOLO.

Non lo so.—È ben questo! Che non lo so.—E voglio saperlo—voglio sentirmelo gridare da lei sulla faccia.—E me lo dirà….—Oh ne ho avuto il sentimento appena ho letto la prima lettera.—Non capivo ancora nulla, anzi, credevo: «Amo mio marito.» Ma sentii subito un martello qui, che mi faceva un male! un male! E non sapeva cosa fosse. Oh prima che certe paure prendano corpo, ce ne vuole del tempo.—Prima mordono, mordono…. e non si sa che cosa sia.—Ero contento…. ti dicevo che ero contento, volevo persuadermene, ma tu hai veduto che mi mordeva la paura.—E se lo amava? Oh! sicuro! Tanto più ammirevole, eh? Tutto il mondo l'ammirerebbe.—Bella grazia!… Anch'io l'ammirerei in ginocchio se fosse la moglie di un altro. Ma è la mia.—Non sono il giudice di mia moglie, io. Sono in causa, non posso giudicare, sono il possessore…. è mia, è cosa mia! Devo ammirarla perchè potendo frodarmi tutto, mi ha frodato solo una parte!—Io guardo quello che mi ha tolto non quello che mi rimane.

MARIO.

Sei pazzo, va.

PAOLO.

Ma non vedi che le sono odioso!

MARIO.

Oh Dio!

PAOLO.

Odioso! Tu non eri qui un momento fa. Non ha forse bisogno che tu l'aiuti a sopportare la mia presenza?

MARIO.

Oggi. Perchè sa che hai letto—te lo dicevo io?
Perchè è imbarazzante.

PAOLO.

Non oggi soltanto. Tu non ti muovi mai di qui, mai.—In quindici anni che fai il campagnuolo non sei stato fuori una settimana. E quindici giorni fa ti è venuta improvvisamente l'idea di girare il mondo.—Te ne aveva pregato essa.

MARIO.

Ti giuro….

PAOLO.

Non ti credo a te.—Me lo dirà Anna.

Si avvia.

MARIO.

Cosa fai?

PAOLO.

Vado a domandarglielo.

MARIO.

No, Paolo.

PAOLO.

Lasciami andare….

MARIO.

Ma no…. c'è di là Maddalena.

PAOLO.

Oh per questo.

Chiama ad alta voce.

Anna! Anna!

MARIO.

Sei un ingrato!

PAOLO.

Se amava me, non le è costato molto respingerlo.—Se amava lui non le devo riconoscenza.