SCENA II.

Laura e Servo.

(Laura siede daccanto al fuoco, poi s'alza e si dispone a scrivere, poi smette e suona un campanello. Pausa).

SERVO

La signora ha suonato?

LAURA

E la cena?

SERVO

La signora ha dato ordine che si anticipasse?

LAURA

No... Ma neppure ho ordinato un ritardo... e voglion esser le dieci e mezzo.

SERVO

Il pendolo della signora non segna che le otto.

LAURA (guarda all'orologio).

È vero. Che serate eterne... andate.

SERVO

Debbo sollecitare in cucina?

LAURA

Sì..... no... fate come volete. (Servo via — Laura torna a sedere accanto al fuoco). Berta e Laurina avrebbero dovuto scrivermi almeno... povere bambine! Come piangerà la Laura, a non veder più la sua madrina! Oh! che...! vita nuova... paesi nuovi... ed io... Farò fuoco delle mie legna... Le otto soltanto! (Prende un giornale). Prima rappresentazione della Famiglia..... commedia..... (smette). La famiglia!

Quanto tarderò a scoprirne in me pure dei capelli bianchi?! Povero Nordi... Con questo tempaccio e con questa melma, mezz'ora di sentiero fra i prati..... Se ci avessi pensato..... l'avrei fatto ricondurre in carrozza... Smemorata! Ma e perchè, anche lui, andarsene così presto e di sbalzo?... buonasera e via... senza nemmanco toccarmi la mano..... Poveretto! (Va al tavolino e si mette a ricamare).