SCENA I.

Elena, Teodoro, Filippo.

FILIPPO

Programma. — Le corse saranno Domenica; arriveremo a Napoli sabato notte. Gli appartamenti all'Hôtel Royal sono lesti; avremo per andare alle corse due stages a quattro cavalli, alla postigliona; ho fatto richiesta qui al capo stazione di un vagone-salon; lo champagne lo porteremo con noi per essere sicuri della marca. Ho provvisto, ordinato, fatto i conti e vergato colla mia bianca mano altrettante circolari, quanti siamo della partita. Ora voi mi fate la grazia di firmarle in modo intelligibile, non senza prima avermi proclamato benemerito del genere umano.

ELENA

Siete un gran Filippo!

FILIPPO

A voi.

(Elena siede allo scrittoio e si mette a firmare
le lettere
).

TEODORO (a Filippo, traendolo in disparte, sottovoce)

Se non l'avvertite non si fa in tempo. A che ora viene la contessa?

FILIPPO

Alle tre.

TEODORO

Fra un'ora. Con tutti gli altri?

FILIPPO

Tutta la banda. E due domestici che porteranno la statuetta della Tuffolina.

ELENA

Parlate pur forte, non mi disturbate.

TEODORO

Oh! si parlava d'inezie. (piano a Filippo) Bisogna avvertirla.

FILIPPO

Non è facile, non ne vuol sapere. Ha già dichiarato alla contessa Gemma che la scommessa era assurda. Io contavo di lasciarli arrivare senza dir parola. A cose fatte.....

TEODORO

Bravo! e se piglia fuoco e ci fa una sfuriata? È donna da rimandarli via tutti.

FILIPPO

D'altronde.....!

ELENA

Ma che state congiurando?

TEODORO

Nulla. (c. s. a Filippo) Se Elena incaparbisce in presenza di quegli altri a ricusare il pagamento della scommessa, se ne fa una coda che non finisce più. Si discorre già troppo del Dottore. Andiamo..... coraggio!

FILIPPO

È un'ambasciata difficile..... vedrete.

ELENA

Ecco fatto.

TEODORO (c. s. a Filippo)

Proponete di aggregare il Sarni alla nostra partita e poi secondatemi. (Elena si alza).

FILIPPO

Vediamo. (va allo scrittoio) Benissimo. (conta le lettere) Una... due... tre...

ELENA

Giusto, quanti siamo?

FILIPPO

Tredici.

ELENA

Oh!

TEODORO

Bisogna trovarne un altro subito.

ELENA

Certo.

FILIPPO

Vediamo un po': Elvira Francofonte.

ELENA

No, siamo già tre donne..... bastano.

TEODORO

Della Carraia.

ELENA

Oh Dio! Sa di muschio come un parrucchiere.

FILIPPO

Pippo Termini.

ELENA

Quello non sa di nulla.

FILIPPO

Ma dite un po'..... E il dottor Sarni, non per far quattordici..... ma.....

TEODORO

Giusto. Diavolo! Come mai non ci si è pensato?

FILIPPO

Mettiamo quello, eh?

ELENA

Se volete.

FILIPPO

Se n'avrebbe per male e con ragione.

TEODORO

E poi è un uomo!...

FILIPPO

Oh! un uomo...!

TEODORO

Ma..... ci vorrà venire?

FILIPPO

Che ne dite, Marchesa?

ELENA (sorridendo)

Credo di sì.

FILIPPO (con malizia)

Lo credo anch'io.

TEODORO

Dicevo per via della spesa.

ELENA

Della spesa?!

TEODORO

Non se n'esce a meno di tre o quattrocento lire caduno.

ELENA

Ebbene?

TEODORO

Io non so gl'interessi del Sarni, ma abita una cameretta ad un quarto piano.

FILIPPO

Quinto, quinto; proprio sotto i tetti.

ELENA

Ci siete stato?

FILIPPO

Una volta con D'Almèna.

ELENA

D'Almèna?!

TEODORO

Sono inseparabili. D'Almèna ci va ogni giorno.

FILIPPO

È del Club alpino. Sono cento quarantotto scalini.

TEODORO

Cento.....

FILIPPO

E quarantotto. Un campanile. Non ho mai tanto soffiato in vita mia.

TEODORO

C'è della gente che ama la vista.

FILIPPO

Sì bella. Dirimpetto la finestra c'è due soffitte, dove abita, credo un cenciaiuolo ambulante che sciorina all'aria dei panni fantastici.

TEODORO

Povertà non è vizio. Il Sarni ama figurare, va in società.....

FILIPPO

Però. (ad Elena) Posso dire?

ELENA

Chi ve l'impedisce?

FILIPPO

Ecco, trovo che se spendesse in pigione la metà di quello che getta in guanti.....

TEODORO

Ah sì, inguantato lo è.

FILIPPO

E di che pelle se reggono a serrarlo come fanno! Scommetto che a levarseli ci dura mezz'ora, e quando li ha levati, la mano gli fa paff per distendersi; non gli deve parer vero.

TEODORO

Per questo non li leva mai.

FILIPPO

Che ci dorma dentro? Diciamo che se anche spreca in guanti.....

TEODORO

Fa economia di cravatte.

FILIPPO

Io glie ne conosco una sola.

TEODORO

Sarà un ricordo di qualche parente morto.

FILIPPO

Diffatti è nera. E come se l'annoda!

TEODORO

Ma ha dei buoni sentimenti.

FILIPPO

Ah questo sì..... per Dio.

ELENA

Sì..... Non ha pratica di mondo.

FILIPPO

Ma l'acquisterà.

TEODORO

Ammogliandosi.

ELENA

Vale a dire.....

TEODORO

Nulla. Dico che acquisterà la pratica del mondo prendendo moglie. Gli istinti signorili ce li ha. Sta pur certa che non sposerà una borghesuccia senza dote. E io l'approvo. È un uomo che ama di salire.

FILIPPO

Difatti si tiene in esercizio. Cento quarantotto scalini.....

TEODORO

Tu dovresti aiutarlo.

ELENA

A far che?

TEODORO

A trovare la sposa.

FILIPPO

E senza cercar lontano.....

TEODORO

Anzi. Senza uscire di casa.....

ELENA

Che significa questa scena? L'avete combinata or ora. Capivo bene che stavate macchinando. Non mi piace. Finiamola.

TEODORO

È vero, l'abbiamo concertata or ora. Perchè devi sapere..... (scampanellata di fuori) Oh Dio! delle visite. (a Filippo) Che siano loro già?

FILIPPO

No, no, è troppo presto.

TEODORO

Non puoi far dire che non ricevi?

ELENA

A quest'ora il portinaio ha già fatto passare. Quello era il campanello del portinaio che avverte quassù. Filippo, guardate dalla veranda chi è.

FILIPPO (corre al fondo, s'affaccia alla finestra)

Il dottor Sarni.

ELENA

A quest'ora?

TEODORO

Mandalo via, fammi il piacere, ho assolutamente bisogno di parlarti.

ELENA

Come si fa?

TEODORO

Gran cosa! Lo congedi.

ELENA

Sì, e voi altri che siete qui e rimanete?

FILIPPO

Noi andiamo di là..... non ci si fa vedere. Sul serio, abbiamo urgente bisogno di parlarvi.

ELENA

Che seccatura.

FILIPPO

Venite, Marchese?

TEODORO

Non ti concedo più di dieci minuti.

ANSELMO

Il dottor Sarni. (Teodoro e Filippo scappano per la veranda mentre entra Andrea).