SCENA V.

Anselmo, D'Almèna e detti.

ANSELMO (dalla comune)

Il cavaliere D'Almèna.

ELENA

Oh! buon giorno.

D'ALMÈNA

Vengo a riscattare il mio onore.

ELENA

L'avete perduto in casa mia?

D'ALMÈNA

Ieri sera devo esservi sembrato supremamente ridicolo. Ho fatto l'hidalgo Don Chisciotte della Mancia, e vengo a pregarvi di scordare la mia spagnuolata.

ELENA

È bell'e scordata e non se ne parli più. Stamattina vi ho veduto a cavallo.

D'ALMÈNA

Ci tenevo più tanto a farvi questa dichiarazione.

ELENA

Non avete più quel bel sauro?

D'ALMÈNA

L'ho venduto; dicevo che...

ELENA

Non parliamone altro.

D'ALMÈNA

Scusate, ma non mi basta riconoscere il mio torto, devo anche proclamare che avevate ragione.

ELENA (tra sè)

Dove mira costui?

D'ALMÈNA

Figuratevi che stamane ebbi delle informazioni sul conto di quel dottor Sarni.

ELENA

Ah!

D'ALMÈNA

È proprio vero che bisogna andare adagio a pensar bene del prossimo.

FILIPPO

Un intrigante, eh? L'avrei giurato.

D'ALMÈNA

No, un intrigante non si può dire, ma via, se lo tratterrete a Roma, l'umanità non ci perderà molto.

ELENA

Che vi hanno detto sul conto del Dottore?

D'ALMÈNA

Che è un vanitoso, che vuol far parlare di sè. Già un'altra volta ha menato gran scalpore di un viaggio che i balenieri fanno ogni anno.

ELENA

Non pare un gradasso, e ad ogni modo dacchè si dispone ad affrontare i rischi è giusto che goda i benefizi.

D'ALMÈNA

Qui sta il punto. Pare che sappia già fin d'ora di non potersi imbarcare. Ma ha tanto strombazzato il suo proposito, che ora va fino a Stoccolma, per aver l'aria di non cedere che alla forza delle cose.

ELENA

Chi vi ha dato queste informazioni?

D'ALMÈNA

Oh, Dio!... mezza Roma.

ELENA

Val quanto dire nessuno. Dite la verità, persistete a volermi salvare?

FILIPPO

Devo andarmene?

ELENA

No — D'Almèna è uomo da farmi la predica in vostra presenza.

D'ALMÈNA

Infatti, Filippo è vostro amico; e mi stupisce che non capisca.

FILIPPO

Io non ho intelligenza.

ELENA

Filippo capisce che non amo sentirmi protetta.

D'ALMÈNA

Sempre l'orgoglio!

ELENA

Non è orgoglio, è stanchezza della continua frivolità che mi circonda.

D'ALMÈNA

Perciò fate frivole le cose serie?

ELENA

Chi ci crede?

D'ALMÈNA

Che sarà di voi se rimane?

ELENA

Avrò una ragione di più per disprezzare il mio mondo.

D'ALMÈNA

Badate a scherzare col fuoco!

ELENA

Sentite, D'Almèna: dicevo or ora a Filippo che invece di farmi la predica dovreste mettere sull'avviso il vostro protetto. Io in voi l'avrei fatto...

D'ALMÈNA

È troppo tardi. Vi farei troppo torto,

ELENA

Ah! seguitate a proteggermi? (scampanellata di fuori).

Ecco il signor Sarni. La vostra protezione cavalleresca mi umilia e la respingo. Parlategli o accettate la complicità.