SCENA VI.
Teodoro, poi secondo le indicazioni tutti gli altri, cioè: Gemma, Del Sannio, Rubaconti, Sarni, Lerici, poi Elena e Filippo, poi di nuovo Teodoro.
TEODORO (a Paolo e Rulfi)
Lasciate, non è nulla, s'è già riavuta. Ha presa una storta al piede e il dolore l'ha fatta impallidire a quel modo. Non è nulla, discorre, vedete.
PAOLO
Meno male.
GEMMA (entrando, a Teodoro che torna di là)
È bello e passato. Ora viene. (Rubaconti e Del Sannio entrano con Gemma).
PAOLO (a Gemma)
Voi non state di là?
GEMMA
Non mi vuole vicino, mi ha lanciato uno sguardo tragico. La storta la vuol dare a noi. Quello era uno svenimento bello e buono.
RULFI
GEMMA
Non la credevo così presa.
RULFI
Eh quel dottore? Invece d'andare al polo è arrivato a Cipro.
TUTTI
Ah! Ah! (ridono).
DEL SANNIO
Come ha detto? Non ho capito.
RUBACONTI
Che il dottore invece d'andare al polo è arrivato a Cipro.
DEL SANNIO
Ah! (non capisce ma ride) Eh! Eh!
RUBACONTI
Ne capisci meno di prima.
DEL SANNIO
Oh! bella cosa. È arrivato... ma no, se non è partito.
RULFI
Cipro è un'isola dove è nata Venere, la dea degli Amori.
DEL SANNIO
GEMMA
Non ci siete. Sarni voleva andare al Polo, n'è vero?
DEL SANNIO
Sì.
GEMMA
E invece s'è innamorato della Marchesa e l'ha innamorata di sè. È arrivato a Cipro.
DEL SANNIO
Ah! Ah! bellissimo! Cipro è la patria... bellissimo, bellissimo. (s'allontana).
RUBACONTI
Ora lo va a ridire. E lo dà per suo. Ripete per suoi tutti i detti che gli riesce di capire.
RULFI
Glielo regalo.
RUBACONTI
L'avete visto, contessa, in istrada?
GEMMA
Chi?
RUBACONTI
Il dottor Sarni; era fermo sull'angolo della casa qui sotto.
GEMMA
Possibile? Ci ha veduti entrare?
RUBACONTI
Oh certo. L'ho mostrato a Rulfi che ci ha fatto una risata.
RULFI
Sfido, era troppo comico. Aveva un'aria di cane bastonato.
ELENA (tornando con D'Aspri, Filippo e gli altri)
Ah bella, bella, bella, Gemma ti ringrazio. Quella statuetta è un capolavoro.
GEMMA
La terrai nel tuo salone?
ELENA
Certo. Ci sta così bene! Voglio che tutti la vedano.
D'ASPRI
È un trofeo di vittoria.
FILIPPO
I capitani veneziani tenevano nel loro salone il fanale delle galee vinte al nemico.
GEMMA
Qui manca il nemico.
D'ASPRI
Ecco il prodigio della vittoria.
TEODORO (tornando dal salone).
ELENA
O zio, un bicchiere di Champagne, e t'incarico di fare il brindisi in mio nome.
TEODORO
Ai vostri begl'occhi, contessa!
GEMMA
No, no, lo voglio di circostanza. Non sono io l'eroina qui. Un brindisi a me non è possibile.
TEODORO
È passabile.
D'ASPRI
Ma passibile d'uno migliore.
RULFI
A buon conto è passato. (tutti ridono).
GEMMA
Lo farò io. Ai viaggiatori che rimangono.
ELENA
No! ai viaggiatori che partono.
RULFI
Ah che ingratitudine! (tutti bevono ridendo).
DEL SANNIO (a Pardi e Lerici che stanno presso
la porta che mette al salone)
Ho avuto occasione di dire un motto che fu trovato spiritoso.
PARDI
DEL SANNIO
Sapete che il dottor Sarni è innamorato della Marchesa Elena?
LERICI
E viceversa.....
DEL SANNIO
Ebbene, ho detto che il dottore volendo andare al Polo, è arrivato a Capri. (i due restano seri) Non capite?
PARDI E LERICI
No.
DEL SANNIO
A Capri, è arrivato a Capri!
PARDI
Ho inteso, e poi?
DEL SANNIO
Pare impossibile!.... Capri è un'isola.
LERICI
Vicino a Napoli.
DEL SANNIO
Dov'è nata Venere.
LERICI