SCENA VII.

Andrea e detti.

SERVO

Il signor Sarni.

DEL SANNIO

Ci..... (vede Andrea) Diavolo! (s'allontana. Lerici e Pardi s'allontanano ridendo).

ANDREA (fra sè)

Li faccio scappare. (si guarda indosso per vedere se ha nulla di singolare) Sembrano ridere di me. (va verso il gruppo dov'è Elena) Marchesa, ho visto entrare questi signori coll'aria così allegra che non ho saputo resistere al desiderio di seguirli. (a Gemma) Contessa. (nota l'imbarazzo di tutti) Si direbbe che faccio l'effetto dell'ombra di Banco. (verso Elena cercando intavolar discorso per uscire d'imbarazzo) Ho visto di là un oggetto d'arte che non avevate ieri.... una statuetta bellissima.

(Rulfi scoppia in una risata, cercando invano
di contenersi
).

ANDREA

Pare che senza accorgermene dico delle cose molto lepide.

FILIPPO (volendo accomodare)

No, sono io che gli rammentavo uno scherzo.

RULFI

Ma sì, è Filippo che... (s'allontana ridendo con Filippo) È troppo comico.

ANDREA (fra sè)

Ridono di me!

ELENA (s'alza e segue Rulfi e Filippo)

Mi fate il piacere di contenervi.... non voglio guai!

ANDREA (cogliendo il momento che Elena sta per
tornare vicino a Gemma
)

Ho fatto male a tornare?

ELENA

Perchè?

ANDREA

Lo domando a voi. Devo aver detto un'ingenuità.

ELENA

Oh! siete così ingenuo?!

ANDREA

Lo sapete?

ELENA

Io non so nulla; lo saprà il vostro amico D'Almèna.

ANDREA

D'Almèna!

ELENA

Non è vostro amico?

ANDREA

Amicissimo.... ma....

ELENA

Non vi domando spiegazioni... e non mi parlate piano, ve ne prego.

ANDREA

Con che tono me lo dite!.... per carità.....

ELENA

Zio! (chiama Teodoro).

ANDREA

Ah! (colpito, addoloratissimo).

TEODORO (accorrendo)

Mi hai chiamato?

ELENA

Sì, volevo pregarti di far servire il thè, ma lo faccio io, tu mi aiuti.

TEODORO

Volentieri.

FILIPPO (è tornato nel cerchio dove c'è Gemma.
A Gemma che si vuol levare
)

No, no, ancora un momento.

GEMMA

Dite delle cose impossibili.

PARDI

Le dice perchè non le può fare.

GEMMA

Con voi non si può discorrere. (si alza).

FILIPPO

Badate, contessa, che se vi allontanate, dico una parola sottovoce a questi signori.

GEMMA

Che parola?

FILIPPO

Volete sentirla voi prima? Ma nell'orecchio.

GEMMA

No, no. (s'allontana).

TUTTI (a Filippo)

A noi... a noi...

(Filippo li raccoglie e parla piano.
Tutti scoppiano dalle risa
)

ELENA

Voglio sentire anch'io.

FILIPPO

Sì, venite, venite, Marchesa.

GEMMA (s'avvicina ad Andrea che è ritto
vicino al camino
).

Che ha? Perchè sta in disparte? Ha l'aria di cattivo umore.

ANDREA

Dacchè ha la bontà d'accorgersene, mi risponda lei. Sono capitato qui a sproposito, eh? Mi spieghi. Qualunque cosa mi dica, se anche mi dovesse offendere mortalmente, gliela perdono e la ringrazio fin d'ora. Che fa qui tutta questa gente?

GEMMA

Siamo venuti a portare alla Marchesa il pegno d'una scommessa.

ANDREA

Quella statua?

GEMMA

Sì.

ANDREA

E la scommessa?

GEMMA

Oh! una cosa da nulla.

ANDREA

Ma perchè la mia venuta ha messo tanto imbarazzo? Si parlava di me? Lo so bene che quelli non mi sono amici. Che dicevano?

GEMMA

Perchè non è partito pel suo viaggio lei?

ANDREA

Non me lo domandi. Perchè non ero degno di farlo.

GEMMA

C'è chi pretende che l'abbia trattenuto la Marchesa.

ANDREA

Questo si diceva al mio arrivo?

GEMMA

E dicono che la Marchesa si fosse vantata di volerlo trattenere per esperimentare il potere de' suoi vezzi.

ANDREA

È un' infamia!....

GEMMA

Certo, se fosse...

ANDREA

Dico la voce che è un' infamia. La Marchesa è incapace... oh!

GEMMA

Eppure io stessa.....

ANDREA

Non è vero, non è vero! (vuol passare nel mezzo).

GEMMA

Per carità, non facciamo scandali.

ANDREA

Ha ragione. Questa gente non ne vale la pena.

GEMMA (agli altri)

Andiamo.

(Tutti s'alzano)

Per la gita a Napoli è inteso?

ELENA

Sì, riceverete la circolare.

GEMMA

Va bene. Addio, cara.

ELENA

E grazie. (piano a Filippo) Filippo, fate di portar via il dottor Sarni, non voglio spiegazioni.

FILIPPO

Subito. (mentre gli altri fanno i saluti s'avvicina al dottor Sarni) Viene con noi, dottore?

ANDREA

No.

(Filippo s'inchina e torna ad Elena
cui parla sottovoce
).

ELENA (ad Andrea)

Devo uscire, ve ne avverto.

ANDREA

Me l'avete detto un'altra volta, non era vero, v'aspetterò. Voglio parlarvi, doveste farmi cacciare dai vostri domestici.

ELENA

Va bene. (s'allontana).

TEODORO (ad Elena)

Se credi, io rimango.

ELENA

No, tanto vale, la faremo finita, addio. (Tutti partono. Elena li accompagna).