SCENA VIII.

D'Almèna e Filippo.

D'ALMÈNA

La Marchesa ha deciso di partire con te.

FILIPPO

Sì, se mi coglie. Ho inteso tutto. È innamorata pazza del Dottore.

D'ALMÈNA

Ah!

FILIPPO

E glielo ha detto anche.

D'ALMÈNA

E lui?

FILIPPO

Lui? Le ha ricusato i suoi favori. Ci ho gusto. Bel tiro mi farebbe a partire con me. Le donne sono magnifiche, in parola d'onore.

D'ALMÈNA

Mio caro, ho veduto tanti disperati ubbriacarsi con una bottiglia di Cognac!

FILIPPO

Non vedo il rapporto.

D'ALMÈNA

La Marchesa ti piglia per un liquore spiritoso e inebriante.

FILIPPO

Ho inteso anche quello che ha detto con te. Mi piglia per una boccetta di vetriolo da buttare in faccia al suo innamorato. Fossi grullo!

D'ALMÈNA

Che vuoi fare?

FILIPPO (fa scoccare il gibus e se lo
mette in testa
)

Buona sera. Me ne vado pel giardino senza nemmeno rientrare nelle sale. E prima che la Marchesa mi riveda, voglio che ne passi dell'acqua in Tevere. Addio.

D'ALMÈNA

Non vai nemmeno a prenderti il soprabito?

FILIPPO

Se l'incontrassi glie le direi troppo grosse. E poi... voglio potermi vantare di averle lasciato il mantello a quella Putifarre. Addio. (quando è sulla porta a vetri si volta) Sai, se mi serbi il segreto mi fai piacere. (via per l'invetriata).

D'ALMÈNA

Povero diavolo! a quest'altro. (apre la porta di fondo).