SCENA X.

Detti meno Andrea.

GEMMA

Filippo, andatemi a prendere il mantello.

FILIPPO

Subito! (via).

GEMMA (ad Elena)

Persisti nella scommessa?

ELENA

Certo.

GEMMA

Uhm! Perderai.

ELENA

Credi?

GEMMA

Se n'è andato.

ELENA

Appunto. È quello che volevo.

FILIPPO

Eccomi qua. (aiuta Gemma a vestire il mantello). Vi accompagno.

GEMMA

Miracolo!

FILIPPO

La Marchesa è stata troppo buona con me in presenza dei terzi. Se rimango solo, se ne vendica, mi batte.

GEMMA (ad Elena)

Buona fortuna.

ELENA

Addio. Ah! Filippo, domattina vi aspetto alle undici e un quarto preciso.

FILIPPO

Ci siamo. Orologio alla mano.

GEMMA (nell'uscio a Filippo)

Venite?

ELENA

Pranzerete poi con me.

FILIPPO

Le briciole, cara Marchesa. (via con Gemma).

Cala la tela.

FINE DELL'ATTO PRIMO.


ATTO SECONDO

In casa della Marchesa. Salotto piccolo, elegantissimo. In fondo una specie di gabinetto colle pareti a cristalli interi che si capisce sporgere nel giardino. In quello nel mezzo una tavola rotonda coperta di tela cerata e sedie in bambou. Il gabinetto ha un ingresso a sè a sinistra, sull'imboccatura, cosicchè le persone di servizio vi accedono senza entrare nel salotto. Il salotto molto ingombro di mobili. La porta comune è a sinistra, a destra non c'è porta nè finestra, la luce viene dal gabinetto. Vicino al sofà un tavolino a due piani foderato in peluche con fiocchi e peneri. Nel piano disotto libri, sul piano superiore un atlante aperto. Dal lato opposto della scena, cioè a destra, uno scrittoio discosto dal camino. Sullo scrittoio un piccolo cavalletto regge una fotografia. Sul camino un'altra fotografia. Fiori dappertutto.