SCENA III.

Berta e Manfredo.

BERTA

Quanti ne abbiamo oggi?

MANFREDO

Ventidue... perchè?

BERTA

Perchè questi ultimi giorni di campagna mi corrono a carriera. Vorrei che durassero un mese almeno.

MANFREDO

Non sarebbero più gli ultimi.

BERTA

Oh! è vostra la scoperta? Mi perdonerete la mia schiettezza, ma, sono contenta che il duca se ne vada.

MANFREDO

Perchè?

BERTA

È uno di quei perchè che non si dicono e che dovreste indovinare... E poi... è un originale.

MANFREDO

Alfonso?

BERTA

Ma sì, figuratevi che non mi ha fatto neppure un principio di corte. Niente, proprio niente.

MANFREDO

Glie lo dirò...

BERTA

Non sono poi tanto vecchia ed orribile da toglierne affatto l'idea, vi pare? Che cosa avete? siete preoccupato.

MANFREDO

Io no.

BERTA

Oh! sì. Che cosa avete?

MANFREDO

Nulla.

BERTA

Ebbene, oggi, partito il duca, andremo a passeggio a cavallo fino al Torrione, e così tutte le sere finchè si vada via. Che brutta cosa lasciar la campagna. Vedrete come ho domata la Irga! Ieri l'altro tornando mi fece un salto di paura. Non ve ne siete accorto? Guai se non dite di sì.

MANFREDO

Mi spiace che la montiate quella bizzarra.

BERTA

Oh non c'è pericolo. Ieri ci tornai sola, la ricondussi al luogo dove s'era impennata e riprese, ed io ferma. Si era spaurita di un vecchio tronco segato; ci ripassai tante volte di galoppo, che glie lo feci smettere il grillo.

MANFREDO

Testolina!

BERTA

Sì... risoluta lo sono, è una tradizione di famiglia. Che cosa avete?

MANFREDO

Che cosa ho? Sono diverso dal solito?

BERTA

Spero... Non siete garbato!

MANFREDO

La stagione mi uggisce.

BERTA

No, non lo dite, la più bella stagione dell'anno! Queste brevi giornate di sole sono così sorridenti! (Pausa). C'è bisogno di avere amici in casa!? Io li detesto gli amici. Preferisco un capriccio ad un amico. Sia come non detto.

MANFREDO

Finirete per viziarmi.

BERTA

Gli è che toccherebbe a vossignoria dirmi di queste cose. Non signore, voi vi ingusciate nella vostra dignità d'uomo.

MANFREDO

Io le penso.

BERTA

Proprio?

MANFREDO

Come potrei diversamente?

BERTA

Lo credo io. Tutti i giorni, mi ripeto che non potevate incontrare una moglie migliore.

MANFREDO

Hai ragione.

BERTA

Solo tu, come tutti gli uomini, non conosci le dolcezze del conversare. Non si crederebbe come le occasioni dei più bei momenti vi sfuggono inosservate. Convien dire che l'immaginazione non vi giovi. C'è bisogno di caccia, di corsa, di bigliardo e di giornali? Farne che? Passi in città, e ancora... ma qui... tu seduto lì, io qui, senza pensieri, a dirsi che il tempo è bello, che le mie amiche sono insopportabili, che gli amici tuoi sono ridicoli... perchè lo sono ridicoli... il duca, con quella toeletta da Nembrotte incivilito! a parlare dei libri che si leggono, a giudicare i non letti dalla copertina, che so io... a dir nulla, a tacere... Per esempio... sei contento tu... di essere al mondo?

MANFREDO

Sentiamo prima il tuo parere.

BERTA

Grazie... Io, malgrado la sorte mi abbia destinato un marito... come lei... io non mi lagno... Vuoi che te ne dica il perchè?

MANFREDO

Sentiamo.

BERTA

I perchè sono molti. Prima, perchè mi piaccio; sono svelta, elegante, bella, buona, buona!... e poi mi chiamo Berta, mentre potevo chiamarmi Carlotta... figurati... se mi chiamassi Carlotta! e poi sono marchesa... e ci tengo... e poi, tu hai un castello grandioso, ed io ho un quartierino simpatico in città... Se l'avessimo a Firenze il castello! che bella cosa... con tanta distesa di campagna dattorno!

(Manfredo sorride).

BERTA

Tu hai qualche cosa.

MANFREDO

Perchè?

BERTA

Perchè non hai sorriso bene. Dunque..... A che ora parte il tuo duca?

MANFREDO

Alle tre.

BERTA

E non verrà più nessuno?

MANFREDO

Credo di no... tanto più...

BERTA

Tanto più?...

MANFREDO

Tanto più che probabilmente devo partire ancor io.

BERTA

Perchè?

MANFREDO

Ho ricevuta una lettera... che mi chiama a Roma.

BERTA

A far che?

MANFREDO

Il ministro mi vuole.

BERTA

Perchè ti vuole il ministro?

MANFREDO

Per mandarmi in Baviera.

BERTA

A far che in Baviera?

MANFREDO

Ministro.

BERTA

Che bisogno hanno di un ministro quelli là? E tu ci vai?

MANFREDO

Non so.

BERTA

Colle tue opinioni?

MANFREDO

Che sai tu delle mie opinioni?

BERTA

So che la tua opinione sono io. Ecco la tua politica...

MANFREDO

Insomma, no, non ci andrò.

BERTA

Ah!

MANFREDO

Non andrò in Baviera, ma a Roma...

BERTA

Dacchè ricusi...

MANFREDO

Non importa... non posso scrivere un no, così asciutto asciutto.

BERTA

Non si scrive asciutto.

MANFREDO

Uh!... Giudica tu stessa, ti darò la lettera del Terni. (Trae di saccoccia parecchie lettere).

BERTA (è appoggiata allo schienale della scranna
dove lui è seduto
)

Quanta roba avete sempre in saccoccia, voi altri uomini!

MANFREDO (non trova la lettera)

Dove sia?

BERTA

Ed io a vedere tante carte... mi sento nascere una curiosità... Oh!

(Manfredo nasconde la lettera di donna).

Perchè hai coperta subito quella soprascritta?

MANFREDO

Io?!

BERTA

Sì tu... Era una scrittura di donna.

MANFREDO

Oh!... che!

BERTA

Sì sì sì... (Manfredo le mostra le soprascritte, tenendole in mano) Non quella, non quella... questa no... insomma c'era... l'ho veduta io... eccola qui...

MANFREDO

Ebbene?

BERTA

Ebbene, è scrittura di donna.

MANFREDO

Ma no... è di un amico.

BERTA

Dammela.

MANFREDO

Dite da senno, marchesa?

BERTA

O dammi la tua parola d'onore...

MANFREDO

Nè l'uno, nè l'altro... finchè ho creduto che scherzaste... ho scherzato... ora basta...

BERTA

Manfredo... è un capriccio, poni che sia un capriccio... ma non mi ricusare... sarebbe la prima volta... Dammi quella lettera...

MANFREDO

È un capriccio pericoloso. Se non valsi a destarvi sufficiente confidenza, perchè il più leggero nonnulla non vi abbia ad ingelosire...

BERTA (seria)

Oh! ingelosire... no.

MANFREDO

Non lesino sulle parole... ad insospettire.

BERTA

Senti, Manfredo, non ho sospetti, chi ti ha detto che io abbia sospetti? Ti domando che tu mi conceda questa piccola tirannia; lo sai che siamo tiranne noi; ci vuol tanto? Dammi quella lettera; quando vedrò che sei disposto a cedere, non abuserò della tua arrendevolezza... è un capriccio; ebbene, per noi sovente i capricci sono... me la dài...?

MANFREDO

E se fosse una lettera di donna?

BERTA

Non lo è... ne sono sicura che non lo è... e fosse anche...

MANFREDO

È una lettera di donna....

BERTA

Non importa... Se tu la serbi così gelosamente... potrò supporre, che so io... potrò supporre... Che se invece me la dài, mi basterà questa prova di sicurezza... per tranquillarmi... Non la leggerò.

MANFREDO

Non la leggerai?

BERTA (leggermente)

E che sono curiosa io? Sono impuntita... e null'altro... S'era tanto in pace... (Gli strappa rapidamente la lettera di mano) Ah!...

MANFREDO

Berta... Berta... rendimi quello scritto... è indegno... rendetemi...

BERTA

Quello scritto è qui... ed è scritto di donna; mi date la vostra fede che non c'è dentro nulla che mi possa toccare... ed io ve lo rendo...

MANFREDO

Non ho ceduto mai ad una minaccia.

BERTA (apre febbrilmente e legge; lunga
pausa, poi con voce calma
)

Prendete... Chi è quella donna che non ha il coraggio di avere un nome?

MANFREDO

Non lo so.

BERTA

È giusto... Raggiungetela...

MANFREDO

Fu un'azione inqualificabile la vostra.

BERTA

Non mi fate rimproveri... Io non so chi abbia create certe comode leggi di discrezione e di delicatezza, e non le discuto... sento nella mia rettezza che non ho nulla a rimproverarmi. Non ho mentito io. (S'incammina).

MANFREDO

Berta... sentite...

BERTA

Non mi fate arrossire. (Esce).