SCENA IV.
Manfredo, Alfonso
(Manfredo passeggia il palco scenico agitatissimo)
ALFONSO
E così?
MANFREDO
Sei tu? (Accennando la porta donde uscì Berta) Sa tutto.
ALFONSO
Oh! come è stata?
MANFREDO
Ha letta la lettera.
ALFONSO
Partirai lo stesso?
MANFREDO
Ho altro in testa che quella...
ALFONSO
Che cosa disse tua moglie?
MANFREDO
Nulla.
ALFONSO
Credi grave la cosa?
MANFREDO
La credo irrimediabile.
ALFONSO
Non hai fatto di tentare spiegazioni?
MANFREDO
Oh! sarebbe stato poco onesto ed inutile. Aveva proprio bisogno di scrivermi colei. Gli è che conosco Berta, e...
ALFONSO
Vuoi tu bene a tua moglie?
MANFREDO
ALFONSO
Perchè ne volesse a te.
MANFREDO
O amore o non, è mia moglie e son sicuro che non me la perdonerà più. — E poi mi ha sorpreso che ricorrevo a sotterfugi con lei..... capisci... ci ho fatta una bella figura. Il Marchese Terroni! Non rimpiango di aver perduto il suo amore; noi siamo troppo vecchi per tanta gioventù e tanta fede... mi pesava forse... Ma ho perduta la sua stima... e mi sta bene..... (Dà un crollo di spalle) Oh!
ALFONSO
Già... bisogna vedere di accomodare ogni cosa.
MANFREDO
Impossibile.
ALFONSO
No... Basta che tua moglie possa farsi convinta che le vuoi bene.
MANFREDO
Oh! già...
ALFONSO
Eh! Se ne superano di maggiori difficoltà. Ci sei già riuscito una volta a convincerla, e poi, una donna non domanda altro; in fondo in fondo sono migliori di noi... e una volta sicura dell'oggi vai tranquillo, che il ieri è suonato... Ma bisogna farla sicura dell'oggi.
MANFREDO
È così facile teorizzare...! Mi basterà aprir bocca per esser creduto eh? Non c'è che dirsi: lo volli e schiavo.
ALFONSO
Mio caro, c'è qualcheduno più astuto della volpe: colui che l'acchiappa. Non ti consiglio mica di dire a tua moglie: Dimenticate quello che è stato perchè vi assicuro che vi amo. No... quantunque, quando vogliono credere... ma si fa nascere un'occasione... Se tu diventassi geloso?
MANFREDO
Ah! che ho voglia di scherzare io?
ALFONSO
Diciamo così... se lei... ti facesse geloso? Si tratta di condurti ad un segno tale che ti abbia a credere innamorato di lei...
MANFREDO
Berta sa... che troppo la rispetto per...
ALFONSO
Non la rispettar tanto... l'avrà più caro.
MANFREDO
E poi... è volgare... la gelosia...
ALFONSO
Giove s'è vestito da uomo tante volte. Dài retta, io dirò alla marchesa, che t'ho visto agitatissimo, che sapevo di quella lettera, che non credo ad una tua gran passione per la signora... Guglielmo... Quelle attenuanti che tu non potevi, io potrò suggerire... e le dirò... come conclusione, che ti abbia a mettere alla prova. Ti va? E se ce n'è di bisogno io rimango.
MANFREDO
Che m'abbia ad ingelosire di te?
ALFONSO
Intendiamoci... a fingere...
MANFREDO
Caro mio... me ne duole... e non vorrei che te ne avessi a male, ma capisco che non ci riescirò... mi sarà impossibile... anche fingere.
ALFONSO
Con un po' di sforzo.
MANFREDO
Guarda... tu sai se ho voglia di ridere in questo momento; ebbene, all'idea che io possa diventare geloso di te... non ci resisto.
ALFONSO
Bada! Alle corte: io t'offro questo ripiego, da commedia se vuoi, vecchio, come l'amore e come la gelosia, ma, a parer mio, buono ed efficace... Decidi...
MANFREDO
Fa come vuoi...
ALFONSO
Va bene. (Suona il campanello).
MANFREDO
Mia moglie non accetterà.
ALFONSO
Ne sei sicuro?
MANFREDO
La conosco: non è donna da accondiscendere neanche per celia, e neanche per prova, a recitare una parte cosiffatta, e si valuta a troppo caro prezzo per venirmi incontro.
SERVO
Il signor marchese ha chiamato?
ALFONSO
Sentite se la marchesa è visibile. (Servo via).
MANFREDO
Ti devo dire una cosa?
ALFONSO
Di'...
MANFREDO
ALFONSO
Dove?
MANFREDO (mostrando la lettera)
A farmi perdonare...
ALFONSO
Padronissimo. Io rimango.
SERVO
La signora marchesa prega il signor duca a volerla aspettare un momento. (Via).
MANFREDO
Addio.
ALFONSO
Parti?
MANFREDO
Domani forse...
ALFONSO
Eh! la notte porta consiglio. (via Manfredo).