SCENA V.

Alfonso poi Berta

ALFONSO (guardandogli dietro)

Tu non partirai...

(Berta entra).

ALFONSO

Mi duole di avervi disturbata.

BERTA

Stava ripassando una suonata di Beethoven; venite a salutarmi?

ALFONSO

Sì.

BERTA

Non vi chieggo, che cosa vi chiami a Firenze.

ALFONSO

No... piuttosto non chiedetemi che cosa mi cacci di qui.

BERTA

Vi caccia? Lo chiedo invece.

ALFONSO

Ci son cose che d'ordinario una donna come voi... non vuole udire.

BERTA

Tutto ciò che un gentil uomo ed un onesto uomo può pensare, una donna come me può udire...

ALFONSO (con intenzione)

Non tutti i nostri pensieri sono volontari, e non ne siamo padroni di tutti... Certe volte... inavvertiti, lenti ed insinuanti, una idea, un sogno, una speranza impossibile, s'insinuano attraverso le migliori intenzioni, e non ci facciamo accorti della loro esistenza, se non quando questa idea è divenuta assidua tanto, che il combatterla è impresa difficilissima, ed il vincerla..... impossibile.

BERTA (seria)

Non capisco...

ALFONSO

Ed appunto...

BERTA

O desidero di non capire...

ALFONSO

Eppure, permettetemi, marchesa, di continuare; eppure, quando di fronte a cosiffatti pensieri assidui e tormentosi, un uomo trova in sè e nella propria coscienza di amico, sufficiente forza per resistere e manifesta la propria resistenza con un mezzo così eloquente come è quello di togliersi volontariamente al seducentissimo pericolo, mi pare che quest'uomo meriti almeno...

BERTA

Vi prego di non continuare...

ALFONSO

Dove c'è un'offesa nelle mie parole? Vi chieggo d'essere vostro amico; non l'amico volgare, e non l'amico, che si contenta al meno, per conseguire il più. Ve lo chieggo, oggi, e vi giuro, che non chiederò altro domani. Ci sono confidenze che un intimo orgoglio impedisce fra donne, e l'anima talvolta trabocca a segno che una confidenza le è necessaria. Vi stendo la mano. Ma la mia lealtà mi costringe a dirvi, che questa profferta di amicizia è rassegnazione, e che...

BERTA

Non ho bisogno di amici. Le mie confidenze io soglio farle a me stessa e soglio trovare in me tutta la forza e tutti i conforti che mi offrite. Alle tre... volete partire?

ALFONSO

E se... malgrado vostro...

BERTA

Insomma...

ALFONSO

Non mi potete impedire...

(Berta s'alza per andar a suonare il campanello).

Il campanello? Non vi disagiate... lo suonerò io. (Suona il campanello).

(Berta rimane in piedi ad aspettare — Servo compare).

Fate risalire le mie robe. Rimango. (Il servo s'inchina ed esce).

BERTA (rinviene dal proprio stupore)

Che vuol dir ciò?

ALFONSO

Vi do la mia parola di gentiluomo e di galantuomo che mi potete toccar la mano (glie la porge).

BERTA (esita, lo guarda, poi glie la stringe)

Ci credo.

ALFONSO

Sentite... so tutto, e vengo a dirvi: c'è rimedio a tutto.

BERTA

Oh! sì, sì...

ALFONSO

Ed aggiungo di più... Manfredo vi ama.

BERTA (sorride)

Non so che valore diano gli uomini alle parole..... Mia madre allevandomi lontana dal mondo, e nella solitudine severa di un vecchio castello, mi apprese a distinguere nettamente i profili di ogni azione e di ogni intenzione, e mi educò al principio che la via giusta è larga e retta. Non conosco le sfumature. Voglio o non voglio... e nel mio stretto cervello... soglio chiamare le cose col loro nome il più brutale.

ALFONSO

Avete torto... Non è ai tempi... nostri che si possa vivere pensandola come voi. — Gli uomini si somigliano troppo fra di loro... Dacchè si convenne di chiamare elegante tutto ciò che non esce dal comune, credetelo, una idea assoluta, è impolitica. I libri, la vaghezza dello spolvero, la facilità dei commerci, hanno ridotte le relazioni tra uomini e donne ad una continua guerriglia d'imboscate, e la felicità, a cui una volta si mirava dritto, bisogna conseguirla ora a forza di rigiri e di scaramuccie... Io comprendo che al vostro orgoglio di sangue ripugni un simile maneggio, ma in fine dei conti, si può sacrificare anche l'orgoglio, quando ne va di mezzo... la vita.

BERTA

A che volete condurmi? E prima di tutto, perchè quella inesplicabile commedia di poco fa?

ALFONSO

È cosa difficile a dirsi, specialmente ad un... Catone come voi... Mi ci proverò, tanto più che avete diritto ad una spiegazione. Sapete a che si riduce oggi la scienza di tutto il vivere? Ad una brutta parola... Diffidenza. Prima di darmi a comporre certi screzii famigliari... ho voluto farmi certo che il male era profondo...

BERTA

In una parola, non eravate ben convinto che io non fossi una civettuola.

ALFONSO

No... ma... insomma, non fatemi durare nell'imbarazzo... Mi confermai nella mia credenza, che voi siete una retta, seria e nobile dama... Sentite..... Manfredo ricevette una lettera di donna, di una donna che in passato... Un uomo di cuore non può ricusarsi a certe domande...

BERTA

Ha mentito. Ha limosinato un pretesto per abusare della mia fede.

ALFONSO

No... vi ha nascosto quanto non vi poteva palesare, nè più nè meno. È naturale che voi duriate fatica a darmi credito, ed è naturale che non abbia cercato egli di sminuire la mala impressione prodotta in voi da quello scritto. Vi propongo un'esperienza. Siete libera di accettarla o di ricusarla. Ma lasciatemi almeno manifestarvi il mio progetto.

BERTA

Sentiamo.

ALFONSO

Si tratta...

(Cala la tela).


ATTO SECONDO


La stessa decorazione. C'è il fuoco acceso.