A GIO. BATT. NICCOLINI
La giovin rigogliosa età serena
Fugge per me qual odoroso spiro,
E i procellosi affetti ond'è ripiena
In dolce nota modular desiro.
Benchè il pensier mi gravi aspra catena,
Spesso tra lievi fantasie m'aggiro,
Ma del cor l'armonia cessata appena
Sento il dir fioco, e col sermon m'adiro.
Tu di conforti a me deh sii cortese,
O Generoso, perchè in altri petti
Serpeggi il fuoco che di sè m'accese:
Tu per cui dal sepolcro delle istorie
Escono a risvegliar sopiti affetti
Vergogne antiche, Scelleranze e Glorie.