LA MADRE POVERA

Alta è la tenebra,

Torbido è il cielo,

L'aria è di gelo.

Sui figli l'aquila

L'ali distende,

Ma quella misera

Con che difende

Il pargoletto

Che accoglie al petto?

Sopra le soglie

D'un tempio assidesi;

E il rigido aere

Or col respiro

Or colla mano

Gli tempra — invano!

«Qual se m'avesse maledetta Iddio

«La gente mi scacciò!

«Crudeli! supplicando il labbro mio

«Che mai vi domandò?

«Un ricovero a questo sventurato

«Che il suo destin non sà;

«Lo vedeste dal gelo assiderato,

«E non trovò pietà!

«Sol, che avvivi nel mattino

«Il più languido tra i fior,

«Sul mio povero bambino

«Spargi un raggio animator.

Prima che spunti il sole

L'aere è più crudo: e l'infelice mira

Pietosamente senza moto il figlio

Che qual reciso giglio

Piega il capo sul petto, e non respira.