II. LE CAUSE PROFONDE DELLA GUERRA

Questa seconda parte del volume comprende tre discorsi — dei quali i due primi sono inediti.

Il primo fu tenuto a Milano, per invito della Università Popolare, il 25 gennaio del 1914. Non tratta dunque della guerra, ma dell’America, dell’Europa e del progresso, riassumendo una delle tesi principali dell’ultimo libro dell’autore, che si intitola appunto Tra i due mondi. Il discorso potrebbe dunque sembrar estraneo all’argomento di questo volume: ma non è. Quanto sta scritto sulla guerra negli studi successivi raccolti in questo volume è l’applicazione di alcune idee esposte brevemente in questo discorso e più ampiamente svolte nel libro. È parso quindi opportuno all’autore far sì che il lettore, volendo, potesse, dopo aver conosciuto come la guerra europea è scoppiata, e prima di passare a vedere quali sono state le cause profonde della catastrofe, rendersi conto delle idee direttive che saranno guida e lume all’autore per intendere un così vasto fenomeno. L’autore spera così che gli studi seguenti riescano più chiari; e che il lettore possa giudicare se egli non si illuda, sul finir di questo primo discorso, mostrando di credere che «questo modo di considerare la storia del mondo aiuti a intendere il nostro tempo; e nelle loro congiunture vitali, le idee e le dottrine in cui crede, la politica che fa, le aspirazioni e i bisogni che lo travagliano, le crisi e i pericoli che lo minacciano». La guerra europea dovrebbe essere una eccellente pietra di paragone per tutte le dottrine, che pretendono di illuminare gli uomini sulle inclinazioni, i meriti e i vizi della civiltà presente.

Il secondo discorso fu tenuto a Firenze, il 13 marzo del 1915, per invito di un Comitato riunitosi apposta e di cui era anima Giulio Caprin, nel salone dell’Università Popolare posta nella scuola Luigi Alamanni; e ripetuto il 16. Applica alla guerra europea alcune delle idee svolte nel discorso precedente.

Altre di queste idee sono infine applicate nel terzo discorso, che fu pronunciato il 12 febbraio del 1915, a Parigi, nel massimo Anfiteatro della Sorbona, nella grande riunione convocata dall’Union des groupements latins e presieduta da Paolo Deschanel, presidente della Camera dei deputati. Il testo francese fu pubblicato nel Temps e nel Journal des Débats del 13 e nella Revue Hebdomadaire del 20 febbraio: la traduzione italiana, curata dall’autore stesso, nel Secolo del 13 febbraio. Questa traduzione non concorda sul finire con il testo francese, che porta le tracce di un pentimento avvenuto all’ultimo momento: la si ristampa con qualche emenda e ritocco, facendola terminare nel modo stesso del testo francese.

I. IL DISCORSO DI MILANO:
PROGRESSO E DECADENZA

Signore e Signori,