III.

Dopo la scoperta della congiura, Claudio arringò i soldati, dicendo loro che i matrimoni gli riuscivano troppo male, onde non intendeva più riammogliarsi. Il proposito forse era savio, ma difficile ad eseguire. Per tante ragioni l’imperatore aveva bisogno di avere accanto una donna! E ben presto Claudio consultò i suoi liberti sulla nuova moglie che voleva scegliere. Le discussioni furono molte e lunghe le incertezze; ma poi la scelta cadde su Agrippina, e non a caso. Poichè Agrippina era nipote di Claudio; e i matrimoni tra zio e nipote, se non erano proprio proibiti, ripugnavano al sentimento pubblico, Claudio e i suoi liberti non poterono risolversi a vincer questa ripugnanza, se non per gravi ragioni. Tra queste, la più grave fu forse che, dopo la prova di Messalina, si preferì di non uscire dalla famiglia, argomentando che una imperatrice della famiglia non si sarebbe così facilmente indotta a cospirare contro la discendenza di Augusto, come aveva fatto una estranea, venuta da una di quelle famiglie dell’aristocrazia che tanto odiavano la famiglia imperiale. Agrippina era una figlia di Germanico: raccomandazione potente, presso le plebi, le coorti pretorie e le legioni; era intelligente, colta, semplice, economa; era cresciuta in mezzo alle faccende politiche e conosceva il governo dell’impero; aveva sino ad allora menato vita irreprensibile. Parve dunque la donna che ci voleva, per far dimenticare al popolo Messalina; per rianimare nelle moltitudini il rispetto della famiglia di Augusto, mezzo spento da tanti scandali e da tante discordie; per non scomparir troppo al confronto di Livia.

Claudio domandò al Senato che autorizzasse i matrimoni tra zii e nipoti, non osando assumersi da solo la responsabilità di contrariare il sentimento del popolo. E la figlia di Germanico, la sorella di Caligola diventò imperatrice.