SCENA II. Detti e Solness.

Solness. (sulla soglia, indicando la stanza da disegno, sotto voce) Sono partiti?

Kaja. (sotto voce, scuotendo il capo) No. (depone il para-occhi. Solness attraversa la camera, butta il cappello sopra una sedia, mette la mappe sul tavolo presso il divano e si avvicina di nuovo allo scrittoio. Kaja scrive senza interrompersi, ma sembra nervosa, agitata).

Solness. (ad alta voce) Che cosa sta facendo lei, Signorina Fosli?

Kaja. (spaventata) Oh! non è che una cosa, che...

Solness. Mi lasci vedere, signorina; (si curva sopra di lei per guardare il libro e sussurra) Kaja?

Kaja. (scrivendo, sottovoce) Che cosa?

Solness. Perchè si toglie sempre il para-occhi quando io vengo?

Kaja. (come sopra) Ma, mi rende così brutta!

Solness. (sorridendo) E questo non lo vuole lei Kaja?

Kaja. (alzando gli occhi verso di lui) No, per tutto l’oro del mondo. No, ai suoi occhi.

Solness. (le passa leggermente la mano sui capelli) Povera piccina, povera Kaja.

Kaja. (abbassando la testa) Silenzio, possono sentire qui. (Solness va adagio verso destra, ritorna sui suoi passi e si ferma sulla porta della stanza da disegno)

Solness. C’è stato qualcuno a domandare di me?

Ragnar. (si alza) Sì; i giovani che vogliono far costruire il villino presso Lövstrand.

Solness. (borbottando) Quelli? Possono aspettare. Non ho ancora nessun progetto in mente.

Ragnar. (più vicino, alquanto esitante) Vorrebbero aver i disegni al più presto possibile.

Solness. (come sopra) Sicuro, questo lo vorrebbero tutti.

Brovik. (alza gli occhi) Sono ansiosi, dicevano, di abitare una casa propria!

Solness. Certo, certo, conosco queste cose. Prendano quel che trovano e come lo trovano. Si facciano costruire un alloggio, una specie di ricovero, ma non una casa. Lasciate che costoro si rivolgano a un altro. Diteglielo se ritornano.

Brovik (si alza gli occhiali sulla fronte e lo guarda meravigliato) Vuol cedere questo lavoro?

Solness. (impaziente) Sì, sì, sì, per Dio! Se assolutamente dev’essere... meglio così, che fabbricare in aria. (con vivacità) Perchè li conosco così poco ancora questa gente.

Brovik. È gente seria; Ragnar li conosce, frequenta la famiglia.

Solness. Seria, seria? Ma non intendo parlar di questo. Dio buono, nemmeno lei mi capisce dunque più, adesso? (con violenza) Non voglio aver da fare con stranieri che non conosco. Per mio conto lasciate che si rivolgano a chi vogliono!

Brovik. (si alza) Parla sul serio?

Solness. (brusco) Certo — Almeno per ora. (attraversa la stanza) (Brovik scambia un’occhiata con Ragnar che fa un gesto di diniego, poi va nell’anticamera)

Brovik. Mi permette dirle due parole?

Solness. Volentieri.

Brovik. (a Kaja) Ritirati nell’altra stanza.

Kaja. (nervosa) Ma...., no.... zio....

Brovik. Fa come ti ho detto, cara, e chiudi la porta. (Kaja va esitante nella stanza da disegno, guarda Solness ansiosa, con furtivo atto di preghiera e chiude la porta).