SCENA VII. Detti, meno la Signora Solness.

Kaja. (sottovoce) Oh, Dio! Dio! La signora certamente penserà male di me.

Solness. Ma che! neppur per sogno. In ogni modo non più del solito. Però, adesso, è meglio che lei se ne vada, Kaja.

Kaja. Sì, sì, subito.

Solness. (severo) E faccia in modo d’accontentarmi. Ha capito?

Kaja. Oh! se non dipendesse che da me...

Solness. Voglio tutto accomodato per domani.

Kaja. Se non si potrà fare altrimenti, la finirò con lui.

Solness. (con violenza) Finirla con lui, lei vorrebbe?....

Kaja. (disperata) Sì, piuttosto... Perchè io voglio restar presso di lei. Non me ne posso staccare.

Solness. (si alza) Ma per Dio, e Ragnar? Ma se è appunto per Ragnar che io...

Kaja. (lo guarda con occhi spaventati) Che cosa intende dire?... lei dunque vorrebbe col mio mezzo...

Solness. (si riprende) Ah! no, non ci badi. Mi sono spiegato male. (dolce e sottovoce) È lei solamente, lei, che voglio avere qui, da me, a preferenza di chiunque altro. Ed è perciò che lei deve persuadere Ragnar a restare nel suo impiego. Ma ora vada a casa.

Kaja. Sì, sì. Buona notte.

Solness. Buona notte. (trattenendola) Ah! mi dica, sono qui i disegni di Ragnar?

Kaja. Credo; non ho visto che li abbia portati con sè.

Solness. Vada di là e me li porti. Voglio esaminarli un poco.

Kaja. (lieta) Ah, sì, lo faccia.

Solness. Per far piacere a lei, cara Kaja.

Kaja. (Corre nella stanza da disegno, cerca ansiosa nel cassetto, ne estrae una cartella e gliela porta) Ecco qui tutti i disegni.

Solness. Bene, li metta sopra quel tavolo.

Kaja. (li depone) Buona notte dunque. (con atto di preghiera) E pensi a me con bontà e simpatia.

Solness. Ah! questo sempre. Buona notte, cara, piccola Kaja. (guarda di sbieco verso destra) S’affretti, è già tardi.