SCENA VI. detti e la Signora Solness.
Solness. (violento) Si alzi, si alzi, viene gente, (lo aiuta ad alzarsi; essa vacillando va allo scrittoio. La Signora Solness entra dalla porta a destra. Ha l’aspetto macilento ed afflitto, con le tracce di una bellezza passata, riccioli biondi, elegante, tutta vestita di nero. Parla un po’ piano e con voce lamentosa).
Sig. Solness. (dalla porta) Halvard!
Solness. (si volta) Ah! sei tu, cara!...
Sig. Solness. (guardando Kaja) T’importuno, almeno pare.
Solness. Niente, affatto. La signorina Fosli deve scrivere una lettera.
Sig. Solness. Ah! sì, lo vedo bene.
Solness. Hai qualcosa da dirmi, Alina?
Sig. Solness. Volevo dirti solamente che c’è di là il Dott. Herdal e se vuoi vederlo...
Solness. (la guarda con sfiducia) Va bene. Ha bisogno urgente di parlare con me?
Sig. Solness. No. Egli è venuto soltanto a farmi visita e ne vorrebbe approfittare per salutarti.
Solness. (ride silenziosamente) Bene, bene. In tal caso pregalo di aspettare un poco.
Sig. Solness. (guardando di nuovo Kaja) Verrai un po’ più tardi, nevvero Halvard? (esce chiudendo la porta)