ATTO PRIMO.
A sinistra la casa del dott. Wangel con una grande veranda coperta e fornita di mobili. Avanti e tutto intorno giardino. Al di sotto della veranda un’asta con bandiera. A destra, del giardino, una pergola e sotto questa un tavolo e delle sedie: nel fondo della scena una siepe con una piccola porta. Dietro la siepe una via fiancheggiata d’alberi, che si prolunga fino alla spiaggia. Attraverso gli alberi si vedono i fiordi, e, in lontananza, la sommità delle grandi rocce. E’ un mattino d’estate, caldo, luminoso e chiaro.
SCENA I. Ballested e Violetta.
(Ballested, uomo di mezza età, indossa una vecchia giacca di velluto ed ha in capo un cappello d’artista a larghe tese, sta vicino all’asta e ne tira le corde. La bandiera è in terra. Vicino c’è un cavalletto su cui è posata una tela, sopra un pliant una tavolozza, dei pennelli, colori, ecc.)
(Violetta entra dalla porta aperta della stanza che dà sul giardino. Ha un gran vaso di fiori in mano che depone sulla tavola).
Viol. Ebbene, Ballested, siamo avanti?
Ball. Certo signorina, era una roba da poco.... Ma, mi permetta una domanda: deve arrivare qualcuno oggi?
Viol. Sì, aspettiamo il professore Arnholm che deve essere sbarcato questa notte.
Ball. Arnholm!... Aspetti.... è forse quel professore che qualche anno fa era qui come precettore?
Viol. Appunto lui.
Ball. To’ guarda!... Egli ritorna dunque in questa casa benedetta!
Viol. Ed è appunto in suo onore che issiamo la bandiera.
Ball. Ho capito (Violetta rientra in casa).
SCENA II. Ballested e Lyngstrand.
(Ballested continua il suo lavoro. Poco dopo arriva dalla destra, che è dietro la siepe, Lyngstrand il quale vedendo il cavalletto ecc. si ferma sorpreso. Lyngstrand è un giovane magro, d’aspetto malaticcio. Veste semplicemente, ma con proprietà).
Lyng. (dall’altro lato della siepe) Buon giorno.
Ball. Oh!... Buon giorno (issa la bandiera) Ora va bene! (assicura la corda e poi va al cavalletto per lavorare) Buon giorno, signore, ma non ho il piacere di....
Lyng. Lei è pittore, senza dubbio?
Ball. Sì. Perchè non dovrei esserlo?
Lyng. Me ne sono accorto. Mi permette d’entrare?
Ball. Vorrebbe vedere la mia tela?
Lyng. Ne ho un gran desiderio.
Ball. Non è gran cosa. Entri pure, prego....
Lyng. Grazie, signore. (entra dalla porta della siepe).
Ball. (dipingendo) Questo quaggiù, tra le isole, è il fiordo...
Lyng. Sì, si, lo vedo.
Ball. Mi manca ancora la figura: ma mi è stato impossibile trovare una modella in tutta la città.
Lyng. Ah! lei vuol metterci anche una figura?
Ball. Qui, su questi scogli vi dovrà esser dipinta una sirena morente.
Lyng. Perchè morente?
Ball. Perchè ella si è smarrita e non può più ritrovare la via che la conduce al mare. Rimane quindi imprigionata tra gli scogli ed è agonizzante. Ha compreso la mia idea?
Lyng. Perfettamente.
Ball. E’ stata la padrona di casa a darmene l’idea.
Lyng. E qual nome darà al suo quadro?
Ball. Ho intenzione di chiamarlo «la fine della Sirena».
Lyng. Ben appropriato. Lei potrà fare certamente una bell’opera d’arte.
Ball. E’ anche lei, forse, del mestiere?
Lyng. No, io non sono pittore, ma spero di diventare scultore. Mi chiamo Hans Lyngstrand.
Ball. Vuol divenire scultore? Benissimo, benissimo! Anche la scultura è un’arte che ha i suoi pregi! un’arte gentilissima. Ma mi pare di averla incontrata altre volte. E’ molto tempo che lei è qui?
Lyng. No, solo da quindici giorni; però penso di fermarmi tutta l’estate.
Ball. Per approfittare delle distrazioni della stagione dei bagni, non è vero?
Lyng. Sì, bisogna che mi curi, che riacquisti le forze.
Ball. Ma lei non è ammalato!
Lyng. Sono un po’ debole, ma nulla di grave però. Mi sento soltanto un po’ di oppressione.
Ball. E’ una cosa da nulla. Però sarebbe bene che lei consultasse qualche medico di vaglia.
Lyng. Ho intenzione di parlarne col dottor Wangel.
Ball. Farà bene. (guarda a sinistra) Ecco che arriva un altro battello a vapore carico di passeggeri. In questi ultimi anni il concorso dei forestieri ha preso uno sviluppo veramente sorprendente.
Lyng. Mi pare difatti che vi sia gran concorso di gente.
Ball. I bagnanti sono numerosissimi, tanto che quasi temo che questa invasione straniera non debba far perdere alla nostra città la sua primitiva fisonomia.
Lyng. Lei dunque è del paese?
Ball. Nossignore, ma ormai mi ci sono accla... accli.... acclimatato. A questo paese mi legano vincoli di abitudini e di tempo.
Lyng. Ed è già un pezzo che è qui?
Ball. Da 18 anni circa. Vi arrivai allora con una compagnia di comici, che non avendo fatto buoni affari, si sciolse e noi tutti ci sbandammo, io però....
Lyng. Lei però rimase in città.
Ball. Sì, e feci bene. Allora non ero che un semplice decoratore.
SCENA III. Violetta e Detti.
(Violetta entra sulla terrazza portando una sedia a dondolo che colloca a sinistra).
Viol. (parlando all’interno) Hilda, porta anche lo sgabello per papà.
Lyng. (avvicinandosi alla terrazza e salutando) Buon giorno, signorina Wangel.
Viol. (sui gradini) Lei qui, signor Lyngstrand! Buon giorno. Mi permetta un momento, bisogna che.... (rientra in casa).
Ball. Lei conosce la famiglia?
Lyng. Non molto: ho incontrato qualche volta le signorine e pochi giorni fa ho parlato con la signorina Wangel, al Belvedere, durante il concerto. Essa mi ha anche invitato a venirla a visitare.
Ball. Procuri di frequentare questa casa.
Lyng. E’ mia intenzione. Desidererei anzi poter andare a far visita a queste signore, ma mi occorre una scusa, un pretesto....
Ball. Oh! un pretesto. (guardando a sinistra) Perbacco! (raccogliendo colori, pennelli, ecc.) Il battello è già alla riva. Bisogna che corra all’albergo: forse i forestieri avranno bisogno di me. Perchè, le debbo dire, che io faccio anche il parrucchiere.
Lyng. Lei sa dunque far di tutto?
Ball. Bisogna sapere accli... accla.... acclimatarsi e fare un po’ di tutto nelle piccole città. Se caso mai avesse bisogno di pomata, d’olio, di cosmetico, di sapone.... non ha che a domandare di Ballested, maestro di ballo.
Lyng. Maestro di ballo?
Ball. Presidente dell’Associazione dei coristi, se le piace meglio. Questa sera avremo un concerto al Belvedere. Arrivederci signore (Esce dalla porta che s’apre nella siepe, con la scatola dei colori, cavalletto, ecc.).