DCCCCXIII

Anno diCristo DCCCCXIII. Indizione I.
Landone papa 1.
Lodovico III imperadore 13.
Berengario re d'Italia 26.

Circa questi tempi succederono delle rivoluzioni in Sicilia. Quivi signoreggiavano da gran tempo i Mori, o vogliam dire i Saraceni africani. Erasi non picciola parte d'essi ribellata al re dell'Africa loro signore, e nell'anno 909, per quanto si raccoglie da una cronica araba [Chronic. Arabicum, P. II, tom. 2 Rer. Ital.], cacciarono e mandarono in Africa il governatore ivi messo dal re. In quest'anno fecero loro amira, ossia generale, Korhab; laonde per domare costoro fu spedita nell'anno seguente dall'Africa un'armata navale, ma il figliuolo di Korhab uscito all'incontro d'essa coll'armata de' Siciliani, pose la nemica in rotta, e l'incendiò. Tanto son brevi quelle memorie, che solamente a tentone si può dar conto di quegli affari. Credo il Sigonio [Sigon., de Regno Ital., lib. 6.], seguitato in ciò dal padre Pagi [Pagius, ad Annal. Baron.], che in quest'anno circa la metà di ottobre Anastasio III papa terminasse i suoi giorni. Frodoardo [Frodoardus, de Roman. Pontificib.] scrittore di questi tempi, dopo aver narrata la morte di papa Sergio III, seguita a dire:

. . . . . . . . . Quo rebus ademto

Humanis, in Anastasium Sacra concinit aula.

Tertius hoc praesul renitet qui nomine Romae,

Sedis apostolicae blando moderamine rector,

Sentiat ut Christum veniae sibi munere blandum.

In luogo suo fu eletto papa Landone, a noi solamente noto pel nome, senza sapersi alcuna azione di lui. Fece in questi tempi Corrado re di Germania, non senza ingratitudine, guerra ad Arrigo duca di Sassonia, che fu padre di Ottone Augusto il Grande: ma nulla vi guadagnò. Ebbe maggior fortuna nel regno della Lorena, di cui s'era impadronito Carlo il Semplice re di Francia [Chronic. breve sancti Galli.], e ne staccò almeno l'Alsazia. Nella Cronichetta amalfitana [Antiq. Ital., tom. 1, pag. 210.], da me data alla luce, noi troviamo in questi tempi duca d'Amalfi Mansone, il quale dopo sedici anni di governo diede l'addio al secolo e si fece monaco. Nel dì 10 d'agosto dell'anno presente era in Pavia il re Berengario, dove donò al monistero delle monache della Posterla [Ibid., Dissert. XI, pag. 587.] una parte del muro di quella città.