DCCLXXIX

Anno diCristo DCCLXXIX. Indiz. II.
Adriano I papa 8.
Leone IV imperadore 29 e 5.
Costantino Augusto 4.
Carlo Magno re de' Franchi e Longobardi 6.

Dagli Annali d'Eginardo [Eginhardus, Annal. Franc.] abbiamo che nella primavera dell'anno presente venne Carlo Magno a Compiegne, e partitosene, allorchè era nella villa di Virciniaco, se gli presentò Ildebrando duca di Spoleti con dei gran regali. L'accolse Carlo con tutta benignità, e dopo averlo anch'egli regalato, il rimandò contento al suo ducato. Tal notizia ci può far di nuovo dubitare che questo duca fosse prima decaduto dal governo di Spoleti, e che in luogo suo quivi risiedesse Ildeberto, da noi veduto duca di quella contrada nell'anno precedente. Certo è che nelle Carte farfensi non s'incontra da lì innanzi menzione alcuna di questo Ildeberto, ma solamente del duca Ildebrando. Passò dipoi Carlo Magno colle armi contra de' Sassoni, i quali più che mai continuavano nella loro ribellione, con riportar sopra d'essi molti vantaggi. Potrebbesi riferire a questi tempi la lettera cinquantesima settima del Codice Carolino, dove papa Adriano notifica al re Carlo, come i Greci residenti nella provincia dell'Istria, perchè Maurizio vescovo in quelle parti esigeva le pensioni spettanti alla Chiesa di Roma, aveano inventata contra di lui una calunnia, cioè ch'egli meditasse tradimento per mettere in mano del medesimo Carlo quella provincia; e però gli aveano cavati gli occhi. Era ito a Roma il povero vescovo; e papa Adriano l'avea rimandato e raccomandato a Marcario duca del Friuli. Ora dunque prega il re di ordinare ad esso duca d'impiegare efficaci uffizii, affinchè questo prelato possa restituirsi alla sua chiesa. Da tutto ciò apparisce che l'Istria doveva essere, almeno in parte, ritornata in potere de' Greci. Circa questi tempi fioriva Teodoro, che si truova console e duca di Napoli.