IV

Al medesimo

Perchè nessuno si intrometta ne le cose che appertengono alla Cancelleria de lo Arcivescovato nostro di Milano, se non Mess. Paolo Rena e Mess. Filippo da Calcano, li quali Mess. Ludovico Ariosto per l'autorità che di questo gli avemo data ha eletti all'officio di quella,[319] volemo che per nostra parte facciate uno editto, che nessuno altro notaro, se non li prefati Mess. Paolo e Mess. Filippo o li sostituti loro, si debbia intromettere in alcun atto appertinente a ditta Cancellaria, massime di collazioni e di instituzioni di beneficî ne la città e diocesi di Milano, sub poena nullitatis actus et contractus, et ulterius sub poena quinquaginta ducatorum aureorum auferendorum a quolibet contrafaciente, aplicandorum pro dimidia mensae nostrae Archiepiscopatus, et pro alia dimidia Cancellariae, e così voi ancora avrete a mente di non interponere la vostra autorità in alcuno contratto, se uno de li prefati Cancellieri non serà rogato de lo instrumento iuxta solitum.