XX.

Un servo entrò, portando le lampade accese e collocandone una sul caminetto, l'altra sulla tavola. Quasi immediatamente dietro lui, giunsero Pietro e donna Teresa; poi Lidia, vestita a nero; tutt'e tre ostentarono di non guardarmi. I miei suoceri sedettero sul divano: Lidia in una poltrona di fronte a loro. Io, all'uscir del servo, chiusi le porte, assicurandomi prima che nessun romore indicasse la presenza d'altri domestici; le porte si chiusero in silenzio, e ritornai verso le persone sedute e taciturne.

Pietro ebbe un lieve colpo di tosse nervosa.

Il processo cominciava.

Rimasto in piedi, appoggiato alla finestra prospiciente la terrazza, mi rivolsi a Lidia, dicendo con calma:

—Vi prego; se volete parlar voi per la prima….

—Sì,—rispose Lidia,—parlerò io.—S'accomodò meglio nella poltrona, guardando in faccia i suoi parenti.

—Il signore,—mi accennò col dito,—si è permessa una condotta che mi ha obbligata a chiamarvi qui e a chiedervi consiglio. La mia deliberazione è già presa e la vostra spero non sarà differente. Era da molto ch'io aveva notato in Sergio un contegno insolito, ma non ne ho avuta la spiegazione che ieri solo. Il signore mi sospetta e mi accusa d'adulterio!—

Pietro, a cui Lidia si rivolgeva in modo speciale, sussultò visibilmente; donna Teresa si drizzò in piedi.

Ma Lidia con un cenno della mano li tranquillò, continuando in pari tempo:

—Sergio è venuto nella certezza della mia colpa in séguito a un fatto molto semplice: io ho ricevuta ieri una lettera, della quale non ho creduto di riferire il senso, perchè non potevo supporre vi si annettesse un significato così grave e insultante…. Sergio ha spiato però dove io posassi il foglio, e durante la notte ha aperto il cassettone, ne ha levata la chiave dello scrigno, ha aperto lo scrigno, e s'è impadronito della lettera…. Io era coricata e dormivo: egli è venuto a svegliarmi, chiedendomi conto di quelle poche righe, e siccome io, offesa dalla domanda, mi son rifiutata di dargli spiegazioni, il signore mi ha minacciata d'uno scandalo, di non so quale scandalo…. Peggio ancora, continuando io a rimanere muta, Sergio mi ha preso pel braccio e me l'ha stretto in modo che…. ecco, ne porto i segni.

Così dicendo, con rapida mossa, Lidia rimboccò la manica destra della vestaglia e offerse allo sguardo dei signori Folengo due chiazze livide intorno al polso…. Quantunque l'argomento mi sembrasse una parodia di quel d'Iperide per Frine, m'avvicinai io pure, e fremetti alla vista; certo, io non credeva averle fatto un tal male, io non credeva rimanessero sulle carni fragili della donna le tracce della mia violenza….

—È semplicemente una vigliaccheria!—proruppe il signor Folengo, guardando il braccio di Lidia con attenzione.

—Povera bambina!—esclamò donna Teresa.

Io tornai al mio posto, riprendendovi l'indifferente immobilità.

—I fatti che giustificarono l'oltraggiosa supposizione del signor Sergio,—riprese Lidia, mentre riabbassava la manica,—sono ridicoli…. Sergio m'accusa d'aver ricevuta la persona creduta mia complice, in ogni giorno della settimana, contrariamente alle abitudini: di non aver rifiutati i fiori che quella persona mi portava fedelmente, e l'altra sera, perchè avevo preso dei garofani e li avevo appuntati al corpetto, il signor Sergio mi rimproverò in modo assurdo…. Se volete anche il nome di quella persona, io ve la dirò, e ne rimarrete sorpresi: Ettore Caccianimico!

—Il signor Caccianimico!—ripetè Pietro.—Un uomo della mia età!

—Bisogna essere ben corrotti per arrivare a simili supposizioni!—osservò donna Teresa, guardandomi accigliata.

Io restai muto e immobile.

—Vi domando,—fece Lidia,—se potevo accogliere male un vecchio il quale veniva a tenermi onestissima compagnia quando mio marito s'occupava d'una donna, che se non fosse morta, dovrei giudicare….

—Ve ne prego,—dissi inoltrandomi verso Lidia,—non pronunciate parole indegne….

—Voi sapete di chi intendo parlare,—seguitò Lidia, rivolgendosi a' suoi.—Quanto alla lettera, il signore la tiene nel portafogli e potrete giudicarla….—

Qui Lidia si alzò e continuò a parlare, camminando per la camera nervosamente:

—Dopo questo, io non ho che un'idea: verrò con voi al Cairo, subito, se volete, anticipando la partenza, o più tardi; ma è ben certo, ben deciso, che tra me e il signore non può durar più alcun legame. V'era già una differenza di caratteri tra noi, molto pericolosa, v'erano altre ragioni di discordia; ma dopo che mi si accusa d'esser l'amante d'un uomo di cinquant'anni, è impossibile perdonare e chiudere gli occhi….

—Se permettete,—dissi,—parlerò io, ora…

—Che cosa volete dire?—interruppe Lidia.—Osereste smentirmi?

—Lascialo parlare,—fece Pietro con dolcezza.—Ne ha il diritto….

——Sì, sì, via,—incalzò donna Teresa, avvicinandosi a Lidia e riconducendola presso di sè.—Calmati un poco….

—Sono dolente,—cominciai,—di dover negare, non i fatti esposti, ma l'interpretazione e il senso che Lidia ha prestato loro. Ella si lagna ch'io l'abbia trascurata per occuparmi d'altri: mi sono interessato, è vero, d'una persona ammalata, ma semplicemente perchè ella era una nostra conoscenza….

—Quanto a questo,—obiettò Pietro Folengo,—sarà meglio tacere. Non già che io ti accusi di troppa simpatia verso quella donna: ma senza dubbio, caro Sergio, l'opinione pubblica ti ha indicato come…. suo amico in altri tempi e tu avresti dovuto perciò costringerti in più delicato riserbo.

—L'opinione pubblica!—ripetei.—E che cos'è l'opinione pubblica?

—È tutto, per gli uomini serî,—disse gravemente Pietro.—Del resto, sarà meglio sorvolare a questo tema. Tu conoscevi la vita di quella donna e non ce ne hai parlato, lasciandola per lungo tempo al fianco di colei che doveva essere tua moglie…. Dovrei rimproverarti molto; volevo rimproverarti, anzi, appena ritornasti da Milano….

—Hai fatto male a non farlo,—risposi.—Avrei potuto difendere una memoria….

—Che sciocchezze!—esclamò Pietro.—Finiamola lì….

—E ti pare,—dissi, mettendomi innanzi a Pietro, poichè il duello si limitava a noi due,—ti pare che fosse giusta, ragionevole, la condotta di Lidia? S'ella vedeva mal volentieri ch'io prendessi notizie di quell'ammalata, perchè non dirmelo?

—Ah,—interruppe Lidia, sciogliendosi dalle braccia di sua madre,—ah non te l'ho detto, quando mi fu riferito che t'avevan visto ai Giardini con lei?

—Ai Giardini!—fece donna Teresa.—Andavano ai Giardini insieme?

—Una volta, per caso,—dissi, volgendomi a mia suocera. E a Lidia:—quella volta, mi dicesti che t'era affatto indifferente ch'io avessi una o dieci amanti!

—Hai detto questo?—domandò Pietro a Lidia.

—Fu per rabbia, papà!—rispose Lidia, mordendosi le labbra.

—E con simile congedo, non era io in diritto di supporre qualcuno tenesse nel cuore di Lidia un posto più importante del mio?—ripresi, verso Pietro.—L'assiduità del Caccianimico non mi piaceva…. Conoscete il Caccianimico: perfetto gentiluomo, il quale non esiterebbe tuttavia a romper fede e a portare il disonore nella casa che lo ospita….—(Queste parole, pronunciate con forza, mi stridettero alle orecchie come un fischio).

—….È un uomo elegante, parlatore facile, scettico fin dove si può esserlo senza pericolo…. A' suoi cinquant'anni, io non pensava. Lidia leggeva solo i libri prestati o indicati da lui; non portava che i fiori inviati da lui; ne riceveva delle lettere, e si sobbarcava a studiar l'inglese con lui…. Ebbi troppa precipitazione formulando un'accusa gravissima; tuttavia, non potrete assolvere Lidia dalla taccia d'imprudenza….—

I volti di Pietro e di donna Teresa restarono impassibili. Lidia corrugò la fronte.

—Oggi,—proseguii con voce calda,—non son più i giorni in cui una moglie rappresenti agli occhi d'un estraneo qualche cosa di sacro e di sovrano, se pure tali giorni sono mai esistiti. E quando questa moglie non si sforzi a mantenersi in ogni atto superiore al dubbio, nel cuore del marito entrano il sospetto, la gelosia, quell'orribile tortura che io ho provata e che mi ha fatto trasmodare….

—Io credo,—osservò donna Teresa,—vi sia dell'esagerazione. Un uomo deve conoscere la moglie.

—Chi può rispondere del proprio domani?—ribattei.—E, peggio, chi può rispondere del domani d'un altro?

—Non divaghiamo,—disse Pietro.—Non facciamo teorie….

—Eccomi. Io sorvegliava Lidia, da qualche giorno: lo confesso. Mi sono impossessato d'una lettera del Caccianimico quando e come ho potuto. Lidia m'accusa d'essere entrato stanotte nella sua camera e d'averne aperto la scrivania furtivamente…. Voi capite benissimo che la mia idea era giusta, al contrario: s'io non avessi trovato nulla di significante nella lettera, avrei evitata qualunque spiegazione incresciosa….

—Era meglio agire con lealtà,—fece donna Teresa.—Chieder la lettera a Lidia medesima….

—A mente fredda si fanno molte belle cose,—replicai.—Quanto alla lettera, io non dirò ch'essa sia molto compromettente; ma è, innanzi tutto, una lettera inutile, vale a dire una lettera scritta pel solo scopo di abbreviare le già brevissime assenze e di tenersi presente nel pensiero di Lidia….—

Frugai nella tasca interna dell'abito, ne cavai il portafoglio e ne trassi la lettera, mettendola sulla tavola…. Lidia mi guardava con espressione avversa.

—…. Eccola qui. Leggila tu, Pietro!

—C'è la data,—osservò Pietro, guardando il foglio che teneva in mano.—Ed anche la firma.

—Questo è naturale,—risposi.—Senza data e senza firma, la lettera formerebbe di per sè un documento grave.

«Gentilissima signora,—cominciò Pietro.—Le faccio consegnare il libro di cui Le tenni parola; nel medesimo tempo la ringrazio d'avermi resa bella e interessante la serata, acconciandosi a passarla nel mio inestetico salotto, in mezzo a gente, più estetica forse, ma non meno indifferente per me. A Sergio ho annunciato che le nostre lezioni d'inglese non proseguiranno oltre; credo con questo d'aver risposto a un desiderio di lui, se non al mio: egli è addolorato e nervoso per altre contrarietà e non avrei voluto che interpretasse a rovescio un così semplice passatempo, quantunque la lunga amicizia e la perfetta comprensione che Sergio ha del mio animo, dovrebbero impedire alla sua mente ombrosissima di pensar men bene di me. Ho l'onore di dirmi, ecc., ecc.»

Un silenzio grave piombò nella camera non appena, finita la lettura, Pietro ripiegò il foglio e lo rimise nella busta. Lidia ed io avevamo compreso che la lettera lasciava tranquilli i signori Folengo; onde ella, prima colle braccia stese e chiuse fra le ginocchia in atto d'angoscia, sollevò la testa guardandomi: io restai muto ad aspettare.

—Ebbene?—cominciò mia suocera.—Io non trovo nulla di strano in queste righe.

—Nulla di strano,—ripetè Pietro.—Una lettera convenzionale….

—C'è della malafede,—notai irritato.—E non so come voi non ve ne siate accorti…. Io sono addolorato e nervoso per altre contrarietà, afferma il Caccianimico. È falso: quali contrarietà possono addolorarmi quando tutto il mio pensiero e la mia vita son chiusi qua dentro? E perchè chiamarmi ombrosissimo, se non per prevenire Lidia e animarla contro ogni più giusta mia osservazione? Io credo che tutto quanto si fa da un uomo come Ettore abbia uno scopo; lo scopo delle sue insinuazioni era di disgiungerci, e a sua volta questo disegno ne aveva un altro che vi lascio indovinare.—

Ero riuscito a flettere la voce con molti chiaroscuri sentimentali e simpatici; mi ripromettevo dalle parole un ottimo resultato per la mia causa; onde fui scosso da capo a piedi, quando scorsi Pietro Folengo sorridere bonariamente, stirarsi, e lasciando il divano venirmi incontro.

—Tutto questo è molto buono!—egli disse, battendomi sulla spalla.—Sei geloso e perciò pigli dei granchî; ma se sei geloso in modo così esagerato, vuol dire che ami la nostra Lidia.

—No,—proruppe Lidia,—Sergio non mi ama più….

—Tu taci, ragazza!—si rivolse Pietro alla donna.—Tu sei troppo suscettibile e non sai che in ogni cattiva cosa può esservi del buono…. Siete due bambini oziosi e null'altro…. Se non era che per mostrarci una piccolissima contusione, tu, Lidia, potevi risparmiar di muoverci e di minacciarci una fuga al Cairo; quanto a te, Sergio, potevi rimetter nella scrivania quella lettera ingenua…. Questa è la mia sentenza: datevi due baci, e buona notte….

—Certo,—corroborò donna Teresa, alzandosi ella pure con un sospirone;—avete fatto un romore indiavolato per delle fanciullaggini…. Non c'è stata colpa in Lidia, come non ci fu nel signor Caccianimico….

—Dunque,—esclamai,—venite voi pure a concludere ch'io sono ombrosissimo?…—

Pietro Folengo si strinse nelle spalle.

—Sono contrario alla mania di concludere,—disse.—Ma senza dubbio, io al tuo posto non avrei dubitato nè d'una moglie nè d'un amico, stando le cose come sono…. Al Caccianimico parlerò io….

—Tu? Che vuoi dirgli?

—Lo pregherò di non scrivere, di farsi veder meno in casa…. Non infastidirti, Sergio: il tuo nome non sarà pronunciato: parlerò per conto mio; sono vecchio e quanto in bocca mia ha un significato, in bocca tua ne assumerebbe uno ben diverso…. Ciò che mi preme è la pace vostra….—

In così dire gettò un'occhiata a Lidia, la quale si alzò dal divano e rimase colle mani incrociate sul grembo…. Sembrava ella pure stupita che tutto finisse con sì inaspettata calma: la freddezza di Pietro ci toglieva la possibilità di dire altre cose, o di persistere in quanto avevamo già detto….

—Quali erano le tue idee, infine?—mi domandò Pietro.—Volevi anche tu un estremo rimedio a un male supposto estremo?

—No,—risposi;—non ho chiesto io, questo giudizio…. Son venuto qui per spiegare la mia condotta e in ogni caso non avrei resa Lidia responsabile, ma il Caccianimico….

—Vi fidate di me?—disse allora donna Teresa.—Fate quel che vi ordina vostro padre, chiamato a giudicarvi.—

Andò presso Lidia e la prese per mano, trascinandola dietro come una bambina….

—Datevi due baci,—concluse la signora Folengo, mentre mi spingeva
Lidia fra le braccia….