SEGUITO DEL RACCONTO CINESE CHE PUÒ SERVIRE DA INTERMEZZO.
Piangeva ogni giorno, da mesi, Madama Lu, il suo povero e caro sposo perduto e veniva ogni giorno a piangerlo ore ed ore su la sua sepoltura quando un giorno, su la tomba contigua a quella del signor Tao, un elegante cinesino, dal bel vestito bianco di lutto e il bel codino nero tutto lucido e levigato, venne a piangere una dilettissima sorella. Passarono i giorni, una settimana, due settimane. Ogni giorno Madama Lu e l'avvenente cinesino si trovavano lì, su le due tombe, alla medesima ora. E Madama Lu piangeva il signor Tao e guardava fra una lacrima e l'altra l'avvenente cinesino il quale a sua volta piangeva a calde lacrime la dilettissima sorella e, fra lacrima e lacrima, guardava con aria di trovarla assai carina l'addoloratissima Madama Lu. Si guardavano così, ma non si parlavano. O si parlavan con gli occhi: il miglior linguaggio perchè è chiaro per tutti. E un giorno si parlarono anche con le bocche perchè a Madama Lu cadde il grande ventaglio bianco e l'elegante cinesino con gran premura si chinò a raccoglierlo. E Madama Lu gli disse grazie, parola che in cinese ha un gran valore di seduzione: non so come si scriva ma, a sentirla, è dolce come una carezza.
Avvenne da quel giorno che Madama Lu e l'elegante cinesino si vedessero ogni mattina su le contigue sepolture del compianto signor Tao e della dilettissima sorella e dai regni bui della Morte partissero insieme, dopo le ore di pianto, verso i rosei regni dell'Amore. Anche in Cina i giovanotti eleganti sono intraprendenti e non sanno accompagnar per via una bella signora senza parlarle d'amore. Così l'elegante cinesino parlò un giorno d'amore a Madama Lu. Avrebbe voluto questa rispondergli: non per le rime, ma piuttosto facendo rima: rima baciata. Ma non s'è giurato per nulla... E Madama Lu, fedele al suo giuramento, resisteva al fascino del nuovo amore, poichè non le era concesso di baciar bocca di uomo prima che la terra fosse asciutta su la sepoltura del suo compianto marito. E la terra era ancora bagnata, anche perchè, quasi a far dispetto a Madama Lu e piacere al signor Tao, i tempi erano eccezionalmente piovosi. Pioveva a catinelle ogni sera. E il sole aveva un bell'asciugar l'umidità ogni mattina. Ci pensavano le grosse nuvole nere di mezzogiorno a rimettercene altrettante ogni sera....
47.
— Cucù! Guardate chi c'è?
Gli ufficiali, in punta di piedi, riuscendo con ogni cautela a non far scricchiolare la ghiaia nei vialetti, sono giunti in giardino dietro la poltrona nella quale Mimì è seduta a leggere. E, di sorpresa, dietro le spalle, con un fazzoletto le han tappato gli occhi...
— Indovinate chi c'è?
E le hanno posto qualcuno davanti. Tocca, Mimì, il nuovo ospite, con le mani caute, per identificarlo. Un'uniforme, un berretto: è, certamente, un ufficiale.
— Ma chi? Garlini che viene da Taranto? Lanciani che ritorna dal Mar Rosso? Zandrini che tutti aspettavano il mese scorso di ritorno dalla sua spedizione equatoriale?...
Ma le voci rispondono, a destra, a sinistra:
— No... no... no...
Ora Mimì non regge più all'impazienza, alla curiosità. Tanto più che adesso le è parso di riconoscere: la fronte larga, il naso corto, il mento pronunziato. In un gran gesto improvviso si strappa il fazzoletto dagli occhi e, con un grido, si getta indietro:
— Ardea!
Sì, Ardea di ritorno. Le sue mani non l'avevano nella breve cecità ingannata: Ardea tornato improvvisamente, da un giorno... La crociera terminata prima per necessità di riparazioni alla nave... Ardea incontrato dagli altri ufficiali alla porta del giardino di Mimì... venendo da opposte parti... mentre anche Ardea veniva a far visita all'antica amica mai dimenticata...
48.
Perchè trema Mimì, mentre appoggiata al braccio che Ardea le ha offerto, rientra con lui nella casa? Quel ritorno inaspettato, improvviso, le mette un fremito in tutto l'essere, le par quasi un sogno, un avvertimento, un oscura volontà: volontà del destino.
Su la soglia del salotto, uscito non si sa da dove, appare Pierotto che si pianta su l'attenti al passaggio del suo ufficiale; ma non appena questi è passato lo segue con uno sguardo nero di diffidenza, ardente d'odio.
Perchè? Segno, avvertimento del destino anche per lui?
Sono nel salotto, adesso, Mimì ed Ardea. E Ardea le dice la parte che ha presa al suo dolore. E poi le parla di sè, della sua pena... Lunghe terribili ore ha egli attraversate, passata la prima ora felice che è quella dell'ebrezza di sacrificarsi... E ancora le dice che non l'ha mai dimenticata, che ancora, disperatamente, non ostante la lontananza, non ostante l'oblio tentato, che ancora l'ama, ancora e sempre. E sempre l'amerà, come il primo giorno...
Parole ardenti, appassionate, che vanno al cuore di Mimì... Ma Pierotto, che sorveglia, che spia, riappare nella stanza, gli occhi indagatori, con un vaso di fiori che nessuno ha chiesto... E la visione di Pierotto richiama Mimì all'idea del suo dovere. Ed ella mette una mano su la bocca di Ardea per non permettergli di parlare ancora, di dirle ancora...
— No... No... No... Non dica nulla, Ardea... Non dica nulla... Nulla... nulla... nulla...
Perchè nulla Mimì può ascoltare... Nulla... ancora...
49.
E le ritornano in mente, mentre Ardea, senza più parlare, senza più toccarla, indugia accanto a lei, le ritornano in mente le ultime parole ch'ella ha lette poco prima nella Storia di Madama Lu...
«... non le era concesso di baciar bocca di uomo prima che la terra fosse asciutta su la sepoltura del suo compianto marito... E la terra era ancora bagnata...».