V. «BUON APPETITO E BUON SOLE!»
Son venti? Son trenta? Chi li conta? Si passan la voce e ce n'è ogni giorno di più.. Ma c'è minestra per tutti... Grazia sa bene che i poveri sono sempre più di quanti crediamo e fa aumentare, meccanicamente, ogni mattina, la razione. Distribuisce a tutti ella stessa le belle scodelle fumanti e li mette lì, in fila, sul muricciolo che, nella villa, divide il giardino dall'orto. Che sole c'è là! Caldo dentro e caldo fuori... Come si scaldano tutti quei poverelli! E Grazia tutti li saluta, tutti li incuora:
— Buon appetito e buon sole!
E fugge. Ma una vecchietta afferra Grazia per la veste, la ferma, le bacia la mano:
— Dio ti benedica per quanto sei buona!
Su, nella villa, una finestra s'è aperta. Marcello, il fratellino malato, sorride, saluta Grazia, le fa cenno di salire, richiude, scompare. E Grazia, che prima ha sorriso, ora ha il volto doloroso e contratto. E si china, un'istante, all'orecchio della vecchietta:
— Non per me bisogna chiedere la benedizione di Dio... Ma per lui, per lui... bisogna tanto pregare...