XV. PREPARATIVI.

Grazia mette una rosa nei suoi capelli e si guarda allo specchio: è carina, è molto carina. Ma non pensa solo a sè, Grazia. Pensa anche a Rosetta. E c'è una rosa anche per lei. C'è un po' di cipria anche per lei. C'è uno specchio per dire anche a lei che anche lei è carina, molto carina...

E ha l'aria di trovarsi molto carino anche Claudio Arceri, nella sua stanza da letto al Castello, se indugia così davanti allo specchio a fare impeccabilmente diritta la scriminatura, a rivedere il nodo della cravatta, a infilar nell'occhiello un gran garofano bianco e a metter nel fazzoletto due gocce d'ambra antica Coty.

E come si senton carini anche i quattro che, rivestiti a festa, tutti lustri e attillati, scendon giù per un vicolo del paese verso la villa di Grazia... Che palamidone ha il farmacista! E che panciotto di velluto a scacchi bianchi e neri ha tirato fuori il maestro di scuola! Le ghette e i guanti bianchi del conte Spada accecano per il loro splendore e don Giovannino ha messo fuori una cravatta scozzese che, per non innamorarsi a prima vista di lui e di lei, bisogna aver duro il cuore come un macigno...