XXIX. SOLO.
Nella stanza del malato dove già le lampade sono accese, un andare e venire di ombre in un odore grave di farmaci. È la voce di Marcello che geme:
— E Grazia... Grazia che non viene... Ma l'avete, l'avete veramente chiamata?...
Ora un colpo di tosse, atroce, gli spezza il petto di fuoco. E, ricadendo sui cuscini, il malato geme:
— Sto così male, così male... Chiamate, chiamatemi Grazia, ve ne scongiuro...