XXVIII. L'«ARIA DEL BACIO».
Quella Grazia non fa che rovistar tra le carte di Claudio! Rientrati nello studio e mentre Claudio e Rosetta sono occupati a sfogliare un album di fotografie, Grazia si è avvicinata al tavolino per frugare ancora. Non è, del resto, diritto della Musa ficcare il nasino nelle faccende del suo Poeta? E, cerca, cerca... ha trovato! Ha trovato un brano che Claudio non aveva ancora confessato d'aver composto. Ora, con un lieve cenno, non veduta da Rosetta che continua a guardar fotografie, ha chiamato Claudio per mostrargli il foglio di musica e dirgli:
— Questa, “l'aria del bacio„, dovete farla sentire a me sola....
E Claudio le risponde sorridendo, sottovoce, e rimettendo il foglio sul tavolino:
— Sì... Più tardi... Quando Rosetta se ne sarà andata...
Uff!... Ma quando se ne va Rosetta?... È sempre laggiù, a guardar fotografie, tranquilla... Che può mai trovare d'interessante in un album di fotografie di gente che non conosce?... Sempre così, quella ragazza... Senza nervi, docile come una pecora... Se le dicessero di star lì tre ore a leggere e le mettessero fra le mani l'Indicatore generale delle Ferrovie, lo leggerebbe tutto, da cima a fondo... Per la prima volta Grazia è severa con la sua amica... Ma anche lei... Che ostrica attaccata allo scoglio... La lasciasse mai sola.... E Grazia guarda al suo polso il piccolo orologio: le quattro e mezza...
— Non doveva la tua istitutrice venirti a prendere alle quattro?... Sai che son già le quattro e mezza passate?
Rosetta s'è levata chiudendo l'album... Oh, finalmente.... Guarda dalla finestra per vedere se l'istitutrice venga... Oh, un passo nel giardino... Eccola... Ma no... È un uomo, è il domestico di Grazia, che vuol parlare a Grazia... E le parla, in un angolo, sottovoce:
— Venga sùbito, signorina... Il signor Marcello non sta bene... E la vuole...
Sùbito Grazia è in allarme: pallida, tremante... Il suo primo movimento è per andarsene... Ma guarda, lì, verso la finestra... Vede Rosetta e Claudio, vicini, vicinissimi, che parlano, che ridono... Che fare? Lasciarli soli?.. E il piccolo delitto si compie nell'anima sua. Non chiede al domestico di più per non sapere di più... Gli dice che andrà sùbito e, con un gesto, lo congeda. Poi risale verso i due che vengono incontro a lei per interrogarla:
— Forse Marcello?...
E Grazia, la voce fredda, e decisa:
— Nulla... Nulla...
Sente, Grazia, tutto il suo delitto, ma lo compie, irresistibilmente, inevitabilmente. Non può staccarsi. È lì, inchiodata, nel suo martirio e nel suo amore. E c'è qualche cosa di più della gelosia per non farla muovere. C'è l'amore per non farla andare via. Ora l'istitutrice di Rosetta è entrata e Rosetta è pronta per andarsene. Ora non c'è più la sofferenza di lasciarli soli, lì, accanto alla finestra, vicini, vicinissimi, a parlare, a ridere... Rosetta, gelosa anche lei, le dice:
— Vieni anche tu?
Ma Grazia, l'aria ingenua, gli occhi bassi, quasi con un fare annoiato di dover restar lì per non saper dove andare, risponde:
— No... Rimarrò... Ancora un poco...
A malincuore Rosetta va via. Claudio l'accompagna, fuori, in giardino. Per la prima volta da che si conoscono e si vogliono bene le due amiche non si sono baciate separandosi. Grazia, senza più forze, s'è appoggiata, rigida, contro il muro. È lì, inchiodata, e la visione le appare della sua casa, di Marcello disteso sul divano, nelle torture atroci del suo male, nella terribile crisi... E quando Claudio rientra la trova così: rigida contro il muro, pallida con gli occhi sbarrati.
— Che avete?
Ma non ha nulla, nulla... Non si allarmi... Nulla... E va al pianoforte, e prende il foglio di musica, e lo mette sul leggìo... E fa sedere Claudio, e siede accanto a lui, di contro a lui, a guardarlo, ad ascoltarlo... Com'è deliziosa, avvolgente suggestiva quella musica... Come si fa leggera, arguta, preziosa per il concettino lezioso, leggiadro e artificiale che definisce il bacio:
.... un apostrofo roseo messo tra le parole
t'amo...
E come più oltre la musica si fa appassionata, ardente, travolgente, con tutto l'ardore, con tutto il furore del bacio... Come Claudio guarda, suonandola, Grazia... Come Grazia guarda, ascoltandola, Claudio... Il bacio è già fra loro, aereo ancora, non tòcco, in quei due sguardi... L'invito, la forza magnetica delle due giovinezze, è irresistibile. Ed eccoli, quando la musica cessa, prima su l'ultimo grido, poi su l'ultima nota ch'è un sospiro di voluttà, eccoli l'uno nelle braccia dell'altra... Non è, ancora, il bacio delle bocche... Grazia non vorrebbe... Claudio non osa... Ma è, irresistibile, più grande, più profondo, il bacio delle anime che si sono intese, che comunicano... È la gloria trepida, immensa, senza parole, dell'amore che incomincia...