XXII.

RITRATTO

La testa, il busto suo da imperatrice
Sembran scolpiti in marmo imperituro;
Nel circo avrìa sorriso al morituro
Gladiator, suprema vincitrice.

Il morso dei desir, che a noi non lice
Impuniti pensar, nei dì che furo
Avrìa sentito e nel triclinio impuro
Regnato bionda incoronata attrice.

Or passa altera ma non più serena
Nella moderna vita dolorosa,
E il suo pallor dice la stanca lena,

Lo sguardo fisso la mestizia ascosa,
Lo sforzo d'una fede che raffrena
L'irrequieto spirto che non posa.