SCENA VII.

Giovanni, Flaviano, Alessandro

Flaviano

(entrando pel primo, e parlando sottovoce a Giovanni.) La situazione te l'ò già posta nettamente dinanzi agli occhi. Sai quello che ài da dire, da fare, da pretendere. (Vede Alessandro, si ferma, saluta con un cenno del capo).

Giovanni

(dopo aver esitato un poco, come dominato da Flaviano, si dirige ad Alessandro e gli stende la mano. Poi, commosso, a bassa voce) Perdonami.... Ti ò dato un gran dolore, jersera.... Non dovevo, jeri, un giorno di tanta letizia per te....

Flaviano

(a sè) (È meraviglioso! Gli è ancora debitore lui!)

Giovanni

(c. s.) Che vuoi, ò perduta la testa.... Il dolore e l'ira mi ànno accecato.... Ma il colpo fu troppo forte.... Non me lo meritavo.... Le ò voluto tanto bene, ò fatto per lei tutto quanto ò potuto.... le ò dedicato tutto me stesso.... Non me lo meritavo, non ce la meritavamo, io e tu, tale ricompensa.... (Piange).

Flaviano

(seccato, per intervenire) Ora....

Alessandro

Figliuolo mio, ebbene: poichè la paura fu più che il danno.... (Flaviano straluna gli occhi, stupito) ed ora tutto deve dimenticarsi, mettiamo d'aver fatto un brutto sogno...

Flaviano

Un momento, signor Fara. (Allontana Giovanni da Alessandro e si mette in mezzo).

Alessandro

Ma mi lasci parlare. Ò delle cose importanti da dire, delle spiegazioni....

Flaviano

Delle spiegazioni, naturalmente; siamo qui per questo. Soltanto, il nostro colloquio deve essere avviato su un tono diverso da quello che avea preso causa la delicatezza — che io apprezzo — di mio fratello. E non vorrei che il giusto e retto criterio, indispensabile nell'esaminare dolorose circostanze come questa, venisse smarrito per dar luogo al sentimento, anzi al sentimentalismo. Dunque....

Alessandro

(che si è seccato da un pezzo) Dunque, io avrei una preghiera da farle, e che credo aver il diritto di farle. Quella cioè di lasciarci sbrigar la faccenda tra me e Giovanni. Noi soli vi siamo interessati.

Flaviano

Le perdono queste parole, caro signore, in considerazione dello stato d'animo in cui deve naturalmente trovarsi. È l'onore di mio fratello che è in gioco; ed ò il diritto e il dovere di essergli vicino e di assisterlo in questo momento gravissimo della sua esistenza....

Alessandro

Adesso soltanto, se ne ricorda che à un fratello!

Flaviano

Adesso sì, che à bisogno di me, sono al suo fianco. Senza nascondere poi che la sua proverbiale debolezza à bisogno dell'ajuto della mia esperienza e del mio retto criterio.

Alessandro

(che l'à seguito attento, pauroso, scrutandolo) Ma.... a cosa vuol venirne lei? Si spieghi, lo dica presto, per carità....

Flaviano

Se me ne lascia il tempo.

Alessandro

Perchè temo di capire....

Flaviano

Se non mi lascia parlare....

Alessandro

Temo di capire.... (commosso, spaventato) che ella pensa tutto debba essere finito tra Giovanni ed Eva.... È questo a cui vuol venire? Questo à.... deciso lei, e à fatto decidere a Giovanni?!.... (Volgendosi a Giovanni) Di', di' tu, parla, figliuolo mio.... Non è possibile, di'?....

Giovanni

Non so, non so.... non interrogarmi. La mia mente si perde.... Io non le conoscevo le nequizie del mondo.... Non supponevo neppure che simili infamie fossero possibili!.... Il mio lavoro, la mia casa, il mio bambino.... ecco tutta la mia vita.... Ed ora.... a un tratto.... Dio! Dio! Ah! ma, te lo giuro, se Eva mi à tradito, questo lo so, questo lo sento, l'ammazzerò come un cane!

Alessandro

No, no, Giovanni! Tu non conosci ancora la verità.... Quando saprai, quando ti avrò detto.... (A Flaviano) Per fortuna, signor mio, i fatti sono fatti, ed ò delle ragioni tali....

Flaviano

Ne ò anch'io.... più che ella non creda. Vedremo quali saranno le migliori. Del resto, ella disse benissimo: i fatti son fatti, ed i fatti sono questi. Da vario tempo mio fratello riceveva delle lettere anonime....

Alessandro

Anonime!

Flaviano

Anonime, sì, vale a dire senza valore sinchè i fatti non vi corrispondono, ma che ne acquistano uno grandissimo quando i fatti le confermano.

Alessandro

Ma che fatti?!

Flaviano

(calmo) O mi lascia dire, o non mi lascia dire. (Alessandro siede, quasi volgendogli le spalle).

Flaviano

A quelle lettere, mio fratello non diede alcuna importanza. Gli si diceva: guardatevi da vostra moglie, curatela, c'è il tale che passeggia sotto le sue finestre ed essa sta dietro i vetri a spiarne l'arrivo....

Alessandro

Be', è inutile tirar le cose tanto per le lunghe. La verità è questa.... (moto di Flaviano) mi lasci dire per Iddio, ò il diritto di difendere la mia figliola....

Flaviano

Dopo aver udita l'accusa.

Alessandro

La conosco l'accusa, me la immagino. La verità è questa.... Ascoltami Giovanni.... Quel mascalzone di Marinelli le à fatta la corte in tutti i modi, à tentato con tutti i mezzi di farla venir meno ai suoi doveri, inutilmente. Eva respinse le sue dichiarazioni non ne volle sapere, di lui, lo scongiurò anzi di lasciarla in pace....

Giovanni

E perchè non parlarne con me?

Alessandro

Ecco il suo errore! Glie l'ò rimproverato anch'io. Ebbe paura di darti un dolore, delle noje. Suppose, da bambina inesperta, di riuscire essa senza provocare un guajo.... Ma è innocente; non c'è che un malinteso di mezzo, delle apparenze....

Flaviano

E jersera? Sa cosa è accaduto jersera?

Alessandro

Sì, perfettamente. Eva à confessato tutto sinceramente.

Flaviano

Sfido! Fu colta sul fatto....

Alessandro

L'ò già ammesso: le apparenze sono contro di lei. Il Marinelli invocò un colloquio prima di partire. Minacciava di ribellarsi a suo padre, di non partire più, di tormentarla ancora. Ed ella, credendo di far bene, per evitare un guajo a Giovanni, supponendo di convincerlo a partire, a dimenticarla.... Glielo accordò, lì sull'uscio di casa.... Ancora una volta, le apparenze sono contro di lei, ma prima di condannare, prima di decidere, per carità, è un padre che ve lo chiede, esaminiamo le cose, cerchiamo, indaghiamo.... Ed io ò la profonda convinzione che la verità verrà a galla, sono convinto — senza di che, ve lo giuro, non implorerei, non chiederei misericordia — sono convinto che Giovanni potrà, dovrà perdonare un'imprudenza di bambina inesperta.

Flaviano

Perdonare! C'era da aspettarselo. Non à mai saputo far altro in vita sua!

Alessandro

(colpito) Cioè? (Dà un'occhiata a Giovanni, fa un passo verso Flaviano). Che vuol dire?

Flaviano

Voglio dire che parlar di perdono, adesso, nel momento nel quale ci troviamo, è assurdo. Perchè, non si faccia illusioni, il sistema di difesa suo e di sua figlia, potrà essere basato sulla verità, ma nulla per ora ci autorizza a ritenerlo tale.

Alessandro

Ma perchè lei ci mette tanto accanimento ad escluderlo?

Flaviano

Io? Nessun accanimento. Lei piuttosto ci mette troppo calore nel sostenerlo, ed è quello che mi spaventa....

Alessandro

(ognor più dubbioso e presago) Ma difendo la mia figliola.

Flaviano

Ed io l'onore di mio fratello. Via! Le ragioni del sangue si equivalgono.

Alessandro

Ma come mai può supporre che invocherei un perdono se non fossi convinto che è giusto invocarlo? (Tremante d'emozione) Perchè à detto che perdonare è tutto ciò che ò saputo fare in vita....

Flaviano

Oh Dio, una frase qualunque, sfuggitami nella foga del dire. Sono pronto a ritirarla. Infine, concludiamo. La ragione della nostra visita era molto semplice. Informarla per doveroso riguardo, che Giovanni va a provvedere come è suo obbligo alla tutela del proprio onore, partendo con me per Genova, col diretto del pomeriggio. Siamo sicuri di raggiungervi il Marinelli.

Alessandro

Un duello?!

Flaviano

La stupisce?

Alessandro

Ma è questo duello che bisogna evitare!

Flaviano

Come?!!

Alessandro

Ma sicuro! Si metta una mano sulla coscienza. Ne vale la pena? Un biricchino di vent'anni, che fugge! ma non gli si fa l'onore di misurarsi con lui. Un uomo onesto, un lavoratore, un padre di famiglia, un uomo infine la cui vita è preziosa e non appartiene a lui solo, non l'arrischia mica per una futilità come questa.

Flaviano

Vede! Torniamo al punto di prima. Ella la considera una futilità. Oh! gliene faccio una colpa relativa. Perchè, mi permetta di dirglielo: ciò dipende dal suo carattere.... fortunato. Ella vede le cose attraverso quella lente di ottimismo e di buon umore che le à sempre permesso di dare un'importanza relativa alle cose più gravi: che le à permesso sempre in vita sua, di affogare i dispiaceri nell'allegria, di dimenticare le disgrazie.... e gli affronti in una burla agli amici o.... in una mascherata da martedì grasso!... (Alessandro si frena a stento, colpito, anche, dalle sottolineature di Flaviano) Ma noi dobbiamo considerare ben altrimenti le cose. L'offesa ci fu e bisogna lavarla. Non ci chieda di venir meno alle leggi dell'onore.

Alessandro

Non ci sono venuto mai meno, io, e non lo chiederei a nessuno. Ma non si tratta dell'onore, qui. L'onore di Giovanni non fu compromesso da sua moglie....

Flaviano

È la sua opinione!

Alessandro

Ed è questo primo passo falso che bisogna evitare. Dopo il duello, qualunque ne sia l'esito, come sarà difficile veder chiare le cose! Come muteranno, inevitabilmente, i sentimenti di Giovanni verso Eva! Oh! un duello come questo causa ferite ben più gravi che quelle prodotte dalla spada! Metterà una barriera morale, insormontabile forse, tra Giovanni e sua moglie!...

Flaviano

In tal caso, vorrà dire ch'era giusto e doveroso per Giovanni il dar vittoria alla ragione sul sentimento.

Alessandro

(perdendo la calma) Ed ella ci conta su questo?!... Ma in nome d'Iddio, che interesse à a provocar tanta rovina? Dica, in nome d'Iddio! da che proviene tanto accanimento?

Flaviano

(per prorompere; si frena) Davvero che se la discussione continua così io finirò per aver torto, per passare per un tiranno persino agli occhi di mio fratello.... Gli è che Ella può usare di tutti i suoi argomenti; io non posso usare tutti i miei. (Alessandro lo fissa colpito, dubbioso) Le chiedo di non insistere e di lasciare a me, come mi spetta, di essere giudice sulla condotta di Giovanni. Andiamo.

Alessandro

No! no! no! Adesso sono io che la prego di restare. I suoi argomenti, à detto.... Ebbene li esponga.

Flaviano

Di nuovo, la prego, la scongiuro di non insistere....

Alessandro

Invece insisto! Parli, parli! dica quello che pensa.... Lo dica!....

Giovanni

Flaviano?

Alessandro

(angosciosamente) Parli, dica quello che sa....

Flaviano

(imbarazzato) Non riguarda la quistione.... o per dir meglio la persona di cui si tratta.... È inutile quindi. La prego.... Andiamo Giovanni....

Alessandro

(c. s.) No! no! Giovanni.... Giovanni.... non uscire! (Torna alla porta di destra e si assicura che nessuno ascolta. Un silenzio. Commosso straziato, a Flaviano) L'ò capito perfettamente. Ella conosce il passato, e pensa, e vorrebbe dire che....

Flaviano

No, è inutile....

Alessandro

Che le figlie....

Flaviano

Le giuro che non avrei mai voluto....

Alessandro

Che importa? Non l'avrebbe detto qui, in faccia a me; ma lo direbbe poi, a lui, per convincerlo se titubasse.... Oh! è troppo geloso del nome dei Conte, lei! Ella pensa che le figlie assomigliano alle madri.... (Giovanni fa un passo innanzi, dolorosamente stupito) Sì, figliuolo mio, poichè è venuto questo momento terribile di dirtelo, ebbene, sappilo. Non te lo avrei detto mai perchè era bene che tu amassi e rispettassi la madre di tua moglie, la nonna del tuo bambino. Ora è tuo fratello che mi spinge a parlare.... (Moto di Flaviano) Sì, è lei, perchè avrebbe detto tutto a Giovanni uscendo di qui. Preferisco di dirglielo io. Chissà che questo nuovo supplizio non serva a qualcosa! Perchè lei che à viaggiato, che à girato il mondo, à saputa la sventura mia, non solo, ma à imparato delle belle cose. È uno scienziato, lei, chissà, ci à fatto degli studii profondi, lei, su questa nuova scoperta della scienza, la legge dell'atavismo! È su questo che si basa lei, per tentar di farmi del male; è questo il grande argomento, l'argomento peregrino che avea da contrapporre ai miei argomenti dettati dal cuore e dal senso comune!... Ebbene, sì, mia moglie mi à tradito, vent'anni fa; e mi sono battuto con colui, e gli ò data una sciabolata che gli avrà levata la voglia di far altre vittime in vita sua. Oh! magra soddisfazione per me, glie lo assicuro! Tornando a casa, dopo il duello, avrei dovuto strozzare mia moglie, o scacciarla. Ma avevo una figliola.... E poichè diventava, sventuratamente, la figlia di una donna adultera, volli che ciò rimanesse un segreto, perchè il mondo è birbone e fa scontare alle figlie le colpe delle madri; e volli che fosse un segreto per lei, per Eva, perchè non potesse mai dirmi un giorno, “à fatto così anche mia madre!„ Ed ò rinunciato alla vendetta, e mi sono sacrificato alla mia Eva, e ò fatto che crescesse adorando la mamma come la più santa delle donne. E ò finto.... e fui.... Alleluja, un nomignolo che provoca il suo disprezzo, signor Flaviano. Ma lei è un uomo serio, lei, è un uomo d'onore, è un uomo che non transige.... Lei avrebbe ammazzato, sicuro che i giudici l'avrebbero assolto, ma sua figlia sarebbe stata una vittima; che importa? Purchè l'onore del nome fosse salvo.... Una macchia sul nome dei Conte? Ah! giammai de la vita!... (Cambiando tono, singhiozzando, per finire in uno scoppio di pianto) E del resto avrebbe avuto ragione! A che à servito il mio supplizio? A che à servito il mio sacrificio? Ecco distrutto tutto quanto, adesso, in un minuto!

(Lunga pausa. Giovanni, stupito, accasciato, si è lasciato cadere su una sedia, in fondo alla stanza, la testa tra le mani. Flaviano è a destra, in piedi, appoggiato al tavolo).

Flaviano

Sono profondamente addolorato, signor Fara, che le circostanze dolorosissime in cui ci troviamo l'abbiano obbligata ad una confessione, della quale io non avevo bisogno e che, glie lo assicuro, non avrei mai provocata di progetto, anzi avrei voluto evitare. Le ripeto, ne sono addolorato. Ma perchè, come Ella disse, non sono l'uomo dalle mezze misure, nè dai pietosi inganni, io stimo che.... adesso.... forse... sia meglio, infine, che le cose sieno nettamente conosciute da chi.... deve prendere una importante decisione la quale può aver tanta influenza sull'avvenire.

Alessandro

(alzandosi, ritto, fissandolo) Senta! Giovanni, lei, per dir meglio, deciderà quello che vuole. Ma se deciderà nel modo crudele ed ingiusto che propugna e consiglia....

Flaviano

Perdoni....

Alessandro

(con forza) Sì! che propugna e consiglia, badi! non mi venga mica a dire che lo fa, più che per quello che è accaduto, per il timore di quello che potrà accadere in avvenire. Non mi venga a parlare di sangue, di tradizioni, di ricorrenze atavistiche. L'educazione, gli esempi ci fanno onesti o malvagi. Giovanni! Giovanni! una parola buona, un impeto buono del cuore.... Non t'inganno, non vorrei ingannarti.... Ti amo.... quanto mia figlia.... Credimi, suvvia! una parola buona.... Il mio strazio, il mio martirio, non te l'ispira.... non te lo suggerisce?.... Giovanni!....

Giovanni

(si alza, tien gli occhi bassi, indeciso tra la ragione e il sentimento. Si sente dominato dal fratello).

Alessandro

No? No?

Flaviano

(pigliando Giovanni sotto braccio) A più tardi, signore. Non è il momento di decidere adesso. Al nostro ritorno da Genova....

Alessandro

No, no! Adesso voglio la parola buona, la parola che irrompe dal cuore. So di meritarla, adesso, di essermela conquistata a prezzo di angoscie e di umiliazioni terribili.... Adesso, Giovanni. Non andartene così, o una barriera, insormontabile forse, si eleva tra di noi.... Giovanni!

(Giovanni à uno scoppio di pianto, si copre la faccia colle mani. Flaviano lo circonda, gli fa volgere le spalle e lo trascina fuori).

Alessandro

(sta come ipnotizzato a fissare la porta dalla quale uscirono Giovanni e Flaviano; poi si volge, à un impeto di commozione e ricade su una poltrona, disperatamente. Lunga pausa. A un tratto si scuote, si solleva). No, no! non così, non così. Agire, bisogna, non disperarsi. (Si dirige a destra) Elisa? Elisa? (Esce a destra. Cala la tela).

Fine del II. Atto.