SCENA PRIMA.

Giulietta, Raimondo, poi Fulvia.

GIULIETTA.

Precede RAIMONDO ch'entra nella sala da pranzo col cappello in mano.

Il signore è uscito di buon'ora, come al solito. La signora è ancora nella sua camera, ma c'è la signora Giuliuzzi con lei.

RAIMONDO.

Che appare agitato,
in orgasmo.

Ah! Non importa, ditele che son qui e che ho bisogno di parlarle.

GIULIETTA si avvia verso la porta di sinistra, mentre ne esce FULVIA.. GIULIETTA la lascia passare, poi entra a sinistra. FULVIA. è in abito da mattina primaverile.

FULVIA..

Oh, Raimondo, siete qui, così di buon'ora?

RAIMONDO.

Seccato, s'inchina appena.

FULVIA..

È un secolo, sono due secoli che non vi si vede. Neppure qui. Che diavolo fate?

RAIMONDO.

Con tono secco, ma educato.

I due secoli si riducono, credo, a due settimane. Nè ho cessato di venir qui. Non ebbi la fortuna d'incontrarvi, ecco tutto.

FULVIA..

Siete di cattivo umore?

RAIMONDO.

Punto.

FULVIA..

Certo è che non siete più assiduo, qui, come nei primi giorni.

RAIMONDO.

Naturalmente. Non ho l'abitudine d'importunare il prossimo. E poi sono stato fuori, due o tre volte. Da qualche giorno, infine, sono molto occupato nell'arredo del mio alloggio.

FULVIA..

Quando sarà in ordine m'inviterete a vederlo? Sono curiosa di ammirare il contenuto delle vostre venti casse congolesi.

RAIMONDO.

Quando tutto sarà in ordine.

FULVIA..

Mi avvertirete?

RAIMONDO.

Contateci.

FULVIA..

Decisamente non siete di buon umore…. Ero venuta a prendere Nicoletta per condurla al Tennis, ma quella dormigliona si è appena levata. Voi l'aspettate?

RAIMONDO.

Sì.

FULVIA..

E allora vi lascio. Quando ci vediamo?

RAIMONDO.

Presto.

FULVIA..

Davvero? Attendo un vostro biglietto per la visita al Museo.

RAIMONDO.

Attendetelo.

FULVIA..

Porgendogli la mano.

Orso!

RAIMONDO l'accompagna sino alla porta della sala da pranzo. Poi ritorna. NICOLETTA, in vestaglia, entra dalla sinistra.