SCENA QUARTA.
Raimondo, Nicoletta.
RAIMONDO.
Non appena è assicurato che
FULVIA. è uscita, si avvicina
rapidamente a NICOLETTA.
Presto, non c'è un minuto da perdere.
Piero, certamente, è andato in
cerca di me, e, non trovandomi, tornerà.
Che cosa è avvenuto tra voi?
Dimmi, in due parole.
NICOLETTA, spossata, si lascia
cadere su una sedia.
RAIMONDO.
Parla, in nome di Dio! Una scena violenta?
NICOLETTA.
No….
RAIMONDO.
Hai confessato?
NICOLETTA.
No. Fui lì lì per farlo….
RAIMONDO.
È quello che temevo! Ah, che terribile ora ho passata! Non poter star qui, a dominarti, a impedire una catastrofe! Doverti lasciar sola con lui, per andarmi a battere!
NICOLETTA.
Ti…. vi siete battuto?
RAIMONDO.
Sì. Ci sbrigammo in mezz'ora, fortunatamente. In una sala privata, poco lungi da qui…. e son corso subito qui, con la paura di non giungere in tempo.
NICOLETTA.
È…. grave?
RAIMONDO.
No. Al braccio. Avrebbe potuto continuare. Ho consentito a smettere per togliere ogni apparenza di gravità al duello. Così sarà più facile far credere a Piero ciò che è indispensabile egli creda…. Ah, poveretto!… Orsù, ora tocca a me e a te di rimediare, d'impedire ch'egli s'ammazzi.
Moto di NICOLETTA.
Sì, sì, se non lo salviamo, egli si uccide. L'unica ragione di vivere, per lui, era il suo amore. Se il suo amore muore, non gli sopravviverà.
NICOLETTA.
È tardi, Raimondo.
RAIMONDO.
Tardi? Che avvenne tra voi?
NICOLETTA.
Egli dubita, e dubitava da tempo.
RAIMONDO.
Lo so. Ma non ha delle prove, e non ne avrà.
NICOLETTA.
Che importa? Noi ci separiamo.
È deciso.
RAIMONDO.
Deciso? da chi?
NICOLETTA.
Da me.
RAIMONDO.
Da te?
NICOLETTA.
Non potrei più vivere con lui. Per me è come se sapesse, se avesse delle prove.
RAIMONDO.
No. Devi salvare un uomo che ti ama, che vive di te e per te, che per amore divenne vile, e povero, e sventurato. Gli devi ridare la fede. Oh, non ti sarà difficile. Egli non cerca che di credere e di amare. Lo farai? Stamane mi hai offerto di mettere la tua vita nelle mie mani. Era uno dei tuoi momenti buoni, di quelli in cui tace il tuo orgoglio….
NICOLETTA.
Io non sapevo ch'egli dubitasse di me….
RAIMONDO.
Ebbene, si tratta di distruggere il dubbio. Rimedierò, per la parte che mi spetta. Rimedierò, a qualunque costo, a costo, guarda, di una menzogna e di un giuramento falso. Ma tu devi aiutarmi, devi essere la mia complice. Ho un disegno e tu devi secondarlo. Lo farai?
NICOLETTA rimane immobile, cogli occhi fissi, come se perseguisse un'idea vaga e lontana.
Dimmi, lo farai?
NICOLETTA c. s.
Mi chiedete una cosa senza scopo. Non capite che sarà una vita impossibile la nostra?
RAIMONDO.
Se già sospettava?!
NICOLETTA.
Ma io non sapevo…. e potevo concedermi a lui, dargli l'illusione dell'amore…. Ora, ora!
RAIMONDO.
Ma….
È interrotto del trillo del campanello elettrico interno.
NICOLETTA.
È lui!…
Istintivamente fa per rifugiarsi nella sua camera.
RAIMONDO.
Trattenendola, in tono di comando, dominandola.
Rimani!…
Entra PIERO dal fondo affrettato.
Ti chiedo una cosa sola: di tacere!