SCENA I.
Gustavo e Costanzo
Gustavo è sdraiato sul divano. Costanzo entra dal fondo.
Gustavo
Sei tu, Costanzo? Ciao.
Costanzo
Beati i ricchi: e chi à da fare se la sbrighi! Nevvero? Non si può essere più concisi di quello che tu fosti nel tuo biglietto di stamane.
Cava di tasca un biglietto e lo legge
«Carissimo. Sto poco bene. Non ò nessuna voglia di venire in istudio. Chiedimi un rinvio nella causa Candalari, manda al registro la convenzione Ponti, e all'inferno i clienti, se ne vengono.» Il che ò fatto. Ò ottenuto il rinvio, ò mandato al registro la convenzione Ponti, e...
Gustavo
E all'inferno i clienti?
Costanzo
In paradiso. È più sicuro che non tornino. Vediamo un poco.
Gli si avvicina, gli tocca il polso
Febbre impercettibile. Una faccia da papa. Meno male! Neanche stavolta non vai a raggiungere i clienti.
Gli presenta un plico
Qui c'è l'incartamento Corbellini Trevisani con la conclusionale avversaria. Esaminare in fretta essendo fissata l'udienza per il dodici.
Gustavo
Stai fresco!
Costanzo
Sfido! nevica!... Eh! voglia di lavorare, saltami addosso!
Gustavo
Non è la voglia che mi manca!
Costanzo
D'accordo: è la... volontà, il desiderio, la lena... Come la chiami, tu? Sai, per intenderci!
Gustavo
Caro mio, sto malissimo di spirito. Sto moralmente male, ti assicuro. E se non esco dalla situazione in cui mi trovo, non so come l'andrà a finire.
Costanzo
Oh! oh!
Gustavo
Cioè, andrà a finire che liquido lo studio, chiudo la casa e me ne vado.
Costanzo
Adagio, liquidi lo studio! Dello studio faccio parte anch'io. Liquidi anche me?
Gustavo
Te lo cedo completamente.
Costanzo
gli siede accanto
Gustavo
Vuoi delle confidenze?
Costanzo
Se me ne credi degno!
Gustavo
Come amico, sì: ti conosco per prova. Ma temo della tua serietà.
Costanzo
Della mia serietà, quando occorra, è garante l'amicizia.
Gustavo
Ascoltami. Io mi trovo nelle condizioni di un uomo che à un'amante, e bisogna... la lasci.
Costanzo
Bisogna... da parte di lei, o da parte di lui?
Gustavo
Di lui.
Costanzo
Di te, dunque. La si paga e la si congeda.
Gustavo
E se è una di quelle che non si pagano?
Costanzo
La si cede a un amico.
Gustavo
seccato, alzandosi
Ecco la tua serietà! Ed io che ò bisogno di espandermi, di chiedere aiuto e consiglio, sono così sciocco di rivolgermi a te!
Costanzo
si alza, gli si avvicina
In un orecchio
La Campiani?
Gustavo
Lo sai anche tu?!
Costanzo
cantarellando
Tutto il mondo lo sa!
Gustavo
con dispetto
Già! tutto il mondo lo sa!... E non me n'ài parlato mai?
Costanzo
Bravo! Se non me ne parlavi tu! Non è una pratica di studio... pur troppo!
Gustavo
Ma io non ne ò parlato a nessuno! E...
Costanzo
E ciò malgrado, nevvero?... E ti stupisce? Senti: passeggiamo oggi sul Corso dalle 4 alle 6. Delle signore che incontreremo ti dirò quelle che ànno un amante e dell'amante ti dirò anche il nome. Nè avrò l'aria di farti delle rivelazioni, sai! Ti dirò cose che sai anche tu, che sanno tutti... che sa anche il marito, qualche volta. Oh! questo non è il caso del buon Campiani!
Gustavo
Il buon Campiani!... Ài l'aria di canzonarlo!
Costanzo
Sì, dico, di noi due non so chi lo canzona di più.
Gustavo
Eppure, se c'è uomo tradito che non sia ridicolo, è lui.
Costanzo
Davvero?!
Gustavo
Ma certo! Egli non à motivo di dubitare di sua moglie. Oserei dire che non ne à il diritto.
Costanzo
Vai!
Gustavo
Seriamente! Quella donna strana, incomprensibile per chi la vede nella sua vita domestica e pur la sa moglie infedele, à risolto questo problema: di essere contemporaneamente di due uomini. Dell'uno lo è col corpo e col cuore, dell'altro coll'animo e col cervello. Ed è così l'amante più appassionata e la moglie più affettuosa. Ragione per la quale suo marito la ricambia di grandissimo affetto ed è ben lontano dal dubitare di lei!... Dimmi tu: di tante donne adultere, perchè, tosto o tardi, il marito viene a conoscere il fallo? Anzitutto e sopratutto perchè è la moglie istessa che glie lo rivela. Ma certo! Dal dì che à un amante la donna piglia in uggia il marito: lo tratta con indifferenza, o lo trascura, o gli nega ogni carezza. Il buon uomo, che vede così disamorarsi la moglie, deve pensare necessariamente che qualcuno o qualcosa si è messo al suo posto. E comincia a dubitare, a insospettirsi. Allora studia la moglie, nei suoi atti, nelle sue parole; e il dubbio si accresce. Indaga, spia, tende il tranello: e trova l'amante.
Costanzo
E le lettere anonime? E le cameriere? E il caso? Dove li lasci questi elementi potentissimi di scoperta? Questi... Cristofori Colombi dell'infedeltà coniugale?
Gustavo
Credi a me: si trovano più nelle commedie che nella vita. C'entrano, qualche volta, come elementi complementari, rafforzativi, e ànno effetto laddove il dubbio s'è già infiltrato. Sono come la pioggia che fa germogliare più presto il seme, ma il seme è già nella terra... Ebbene! vedi: se a Campiani mandassero una lettera anonima, la distruggerebbe con disgusto, o, meglio ancòra, la mostrerebbe a sua moglie, per riderci su, dopo pranzo.
Costanzo
Gustavo
Ne sono convinto. Tu non ài un'idea di quello che è Giulia per suo marito. È un poema di affettuosità, è una perfezione di cure, senza un'interruzione, senza una dimenticanza, senza un affievolimento, mai. E, d'altra parte, nell'amore è ardita. Nulla la fa indietreggiare, nulla la impaurisce, e si compromette, senza riguardi quando le occorra. Se io rimango otto giorni senza andarla a vedere, è capace di venire a cercarmi in istudio. Ce l'ài vista. Ma tornando a casa, ecco la donna, non lo nasconde; lo dice al marito, con grande naturalezza, trovando un pretesto alla sua visita, molto convincente. E, nota, dopo aver lasciato me, tornando al marito, non era certo nè immusonita, nè vergognosa, nè seccata. Anzi, chiacchierina, allegra, affettuosa. E quel giorno gli avrà, per colmo di previdenza, portato un piccolo regalo, un ninnolo, un nonnulla, per dimostrargli che lo à sempre in mente, che non pensa che a lui, vicina o lontana; e avrà trovato la parola più dolce, più affettuosa da susurrargli nell'orecchio, con un bacio. E lui, certo, senza essere uno scemo, anzi non essendolo punto, avrebbe potuto, dopo ciò, immaginare piuttosto la fine del mondo che non un'infedeltà di sua moglie.
Costanzo
E ti ama?
Gustavo
Non so: ma, per certo, nessuna donna innamorata à fatto meglio e di più di quello che Giulia à fatto per me.
Costanzo
Gustavo
Vuoi dell'altro? L'anno scorso — ricordi? — andai a Brescia a discutere una causa. Ebbene: dopo poche ore ch'io ero là, mi vedo comparire Giulia: «Amor mio — mi dice — ò una cugina che abita qui. Sono venuta a passar qualche tempo con lei...» Che bella occasione, eh? E ci si è trattenuta tre giorni. Quando non ero in Tribunale ella stava con me: ma quando io ero occupato sai come spendeva il suo tempo? Scrivendo a suo marito, delle lettere di otto pagine, piene d'affetto, nelle quali gli raccontava cento fandonie graziose. Nella prima gli scriveva: «Sai che combinazione? Ò trovato qui Velati; l'ò presentato a Elena (la cugina) che lo trova molto simpatico: in confidenza mi pare che le faccia un po' di corte!» E nell'ultima, il dì avanti che ripartisse: «Ritorno domani: qui mi diverto, mi trovo bene, ma non posso rimanere di più: mi manchi tu, e Giannino.»
Costanzo
Meraviglioso!
Gustavo
E, nota, questa finzione continua che pare sfrontatezza, non deriva da corruzione dell'anima e non è un calcolo in lei. Ella è buona, molto buona d'indole... È così, senza accorgersene...
Costanzo
Caro mio, io mi domando se questa non è la moglie ideale!
Gustavo
Costanzo
Relativo, sì, com'è tutto relativo a questo mondo, l'onestà compresa. Dimmi: qual è l'ideale dello zoppo? quello di essere perfettamente diritto? Ma no, perchè egli sa bene che quell'ideale lì non lo raggiungerebbe mai. L'ideale dello zoppo è semplicemente quello di trovare un paio di scarpe colle quali possa camminare e parere diritto. Ora, in questa società corrotta in cui viviamo, piena di vizî contagiosi, e nella quale la donna respira coll'aria le tentazioni, e tutto congiura contro la sua onestà, la moglie perfettamente saggia e fedele è un'eccezione, è un idolo a cui bisogna erigere un altare. Chi la possiede è un essere privilegiato fuori delle leggi del mondo. Per i più, per la folla, l'ideale delle mogli dovrebbe ben essere questo: una donna che avendo un amante si conserva una buona moglie, affettuosa verso il marito; che evita gli scandali e l'infelicità dei figli, e mantiene la pace in casa, una pace vera e sincera, non fittizia e di convenzione come se ne vedono tante e sotto le quali covano odi e disprezzi. Non ti pare?
Gustavo
Però con quelle idee lì non prendere moglie.
Costanzo
Si capisce! È quello che faccio.
Un silenzio.
E tu ora devi... cioè vuoi lasciare questa donna?
Gustavo
Sì.
Costanzo
Gustavo
Perchè... la relazione dura da due anni e non può durar tutta la vita!
Costanzo
Semplicemente?... Ohè! amico, mi pare che negli affari di cuore tu non sia molto sincero!... Mi permetti di correggere? Vuoi lasciarla perchè non l'ami più.
Gustavo
E se fosse? Che colpa ne avrei? Si può comandare al cuore? L'ò amata due anni, con tutte le forze dell'anima, senza una infedeltà, neppure di pensiero. Non l'amo più; che colpa ce n'ò? Chi mi può condannare?
Costanzo
E chi ti condanna? E chi ti dice niente? Perdio! come sei irascibile.
Gustavo
Amico mio, la mia situazione è orribile. Ti giuro, ti giuro, Costanzo, che la noia, il disgusto di essere legato ad una donna che non ami più, sono più forti mille volte della gioia che ti dà il primo convegno con lei. L'amore passato tu lo odî come un usuraio che non ti riesce di ripagare e che ti succhia il sangue dalle vene!
Costanzo
Lo credo!
Gustavo
E poi... tutto ciò non mi va più. Ò trent'anni, non ò famiglia, questa vita in casa altrui mi pesa... Bisogna essere più giovani per trovarci attrattive. Debbo pensare ai casi miei, al mio avvenire...
Costanzo
Ò capito: vuoi prendere moglie.
Un silenzio.
Eh! amico mio, è sempre molto difficile il rompere una catena: con una donna simile lo deve essere anche di più. Forse il meglio è trovar del coraggio, e dirglielo.
Gustavo
Che cosa?
Costanzo
Che non l'ami più.
Gustavo
Ah! e tu credi che lo si possa trovare questo coraggio?... Ò diradate le mie visite, mi sono mostrato freddo verso di lei... Non à servito a nulla. Iersera, dopo otto giorni che la sfuggivo, sono andato da lei, ben deciso a trovar modo di finirla...
Costanzo
Ebbene?
Gustavo
Ci siamo lasciati più amici di prima.
Un silenzio.
E vorrei trovar modo di finirla! Dopo tutto, essa non si merita questo disamore. Ed è forse più crudele la mia freddezza, che un colpo solo, decisivo... se trovassi il coraggio di darlo!... Le ò scritto stanotte, a lungo...
Costanzo
Per dirle che non l'ami più?
Gustavo
Ma no, ma no! Non si può dirlo, questo! Le ò scritto che è necessario ci lasciamo.
Costanzo
Verrà a cercarti e vi lascierete, sì, ma più amici di prima.
Gustavo
Per ora mi crede assente. Anche per questo non sono venuto in istudio oggi...
Ettore
dal fondo
Signor avvocato, una signora chiede di lei.
Gustavo
Dio santo! Persino in casa, questi clienti!
Costanzo
piano, furbesco
Gustavo
(Ah! no! non è possibile!)
A Ettore
À dato il nome?
Ettore
Nossignore.
Gustavo
Le ài detto che ò gente?
Ettore
Sì, il signor avvocato Monticelli; mi rispose che lo sapeva.
Gustavo
A Costanzo
(Non è lei!)
A Ettore
Passi.
Costanzo
A buon conto, non potrei squagliarmi, io?
Gustavo
Da qual parte? E poi, se lo sa già che sei qui.