SCENA II.

Giulia, Gustavo, Costanzo

Giulia

«Honny soit qui mal y pense!» Caro avvocato!

A Gustavo

Buon giorno, Velati. State poco bene? Me l'anno detto al vostro studio, or ora. E in assenza vostra

a Costanzo

ò chiesto di voi.

Comicamente

Allora ò raccolte le idee: avevo urgente bisogno di parlare a Velati per un affare che gli sta a cuore. Potevo venirlo a cercare in casa sua?... Poichè ci avrei trovato un amico comune... Poichè non saremmo rimasti in due... Eh? Ò fatto bene? Ò fatto male?... Non lo so... Ma infine, siamo o non siamo amici? Bisogna bene sacrificare qualcosa all'amicizia.

a Costanzo

Vi pare?

Costanzo

Ma quando poi non si à nulla a temere!...

Giulia

lo fissa un momento, scrutandolo; poi, a Velati

Non siete andato a Torino?

A Costanzo

Doveva andarci anche lei?

Siede su una poltrona che Gustavo le offre.

Costanzo

Infatti.... Cioè.... si doveva partire.... doveva partire lui... ma un telegramma stamane... un rinvio...

Giulia

Ah! un rinvio! Ecco: ci avevo contato anch'io su codesto rinvio per

volgendosi a Gustavo

trovarvi oggi.

Un silenzio.

Dunque, vi ò detto, avevo urgente bisogno di parlarvi...

Vedendo che Costanzo raccoglie delle carte e si prepara a congedarsi.

Ve ne andate?... No, vedete, amico mio, volete fare il furbo... dirò meglio, l'uomo discreto... Non ne è proprio il caso. Dico a Velati ciò che ò da dirgli, e usciamo insieme. Volete?

Costanzo

Ai vostri ordini, signora.

Giulia

a Gustavo

Si tratta di vostro fratello... Oh! scusate: a questo non avevo pensato. Forse Monticelli...

Gustavo

Costanzo mi è troppo amico per non essere a parte d'ogni cosa mia.

Giulia

D'ogni cosa vostra?

Gustavo

Di tutto ciò che si confida all'amicizia quando l'amicizia può tornare d'aiuto. Ma ditemi dunque, vi prego.

Giulia

Ecco: come sapete, mio marito à assunte informazioni, iersera. E vi à detto che nulla aveva potuto sapere. Invece...

Gustavo

Invece?

Giulia

Non vi spaventate perchè non c'è nulla di grave. Seppe soltanto che si è messo in una operazione un poco arrischiata. Lì per lì, iersera, non volle dirvelo. Temeva ve ne preoccupaste troppo. L'à detto a me, dopo, aggiungendo che aveva già provveduto lui.

Gustavo

In che modo?

Giulia

Non so: non me ne intendo. Ma mi assicurò che nulla poteva accadere grazie alle misure che aveva creduto bene di prendere sùbito sùbito.

Gustavo

alzandosi

Ma bisogna dunque mi rechi da lui senza indugio.

Giulia

Non c'è. È partito stamane per Genova, prestissimo. Ma ò pensato, stanotte... Sapete, noi donne siamo tanto impressionabili, e almanacchiamo, almanacchiamo sempre... Ò pensato che forse, oggi, qualcuno poteva venire da voi ad informarvi, a spaventarvi inutilmente... Infine, ò temuto qualche grosso guaio... Allora, poichè mio marito era assente oggi, ò pensato di informarvi io, di venir subito a rassicurarvi... Sono stata al vostro studio, poi qui... Vi pare, Monticelli, che era uno stretto dovere d'amicizia?... Mi difenderete, mi giustificherete, voi, se occorrerà? Oh, a proposito! Mio marito voleva che pranzaste con noi, voi e Velati, domani: ma poichè lui doveva andare a Torino... Allora, poichè siete qui, vi aspettiamo. Ci vediamo domani, alle sei?

Costanzo

congedandosi

Vi ringrazio: con immenso piacere.

Giulia

Volete proprio andarvene? Non mi volete aspettare?

Si alza. Piano, tra il serio e il faceto

(Mi raccomando, non fate giudizî temerari... O, almeno, se li farete... con un po' di discrezione). A domani, dunque.

Costanzo

A domani.

A Gustavo

Vieni in istudio, poi?

Gustavo

Sì, tra poco. Ciao.

Costanzo esce.