SCENA III

Giulia e Costanzo

Costanzo

congedandosi

Signora.

Giulia

Ve ne andate?

Costanzo

Da Gustavo... E poi da quel cliente di Torino che mi avete inventato così a proposito.

Giulia

Sapete, è quel tale dei rinvii.

Costanzo

Ah!

Giulia

Stasera poi, potrete mandar Velati solo al convegno. La vostra presenza forse è superflua, nevvero?

Costanzo

Oh, perfettamente inutile!

Giulia

E accompagnarci al Dal Verne.

Costanzo

A più tardi, dunque.

Giulia

E con lui!

Costanzo

Sì, ma... siate indulgente, generosa. Voi che avete capita così bene la vita, che l'avete presa così pel lato giusto... dovete concedere qualcosa alla natura umana.

Giulia

A quella mascolina, soprattutto. Gli uomini valgono ancor meno delle donne, credetelo.

Costanzo

E alleviategli il supplizio.

Giulia

Ma sì, ma sì.

Costanzo

Siete... calma, nevvero?

Giulia

Calmissima.

Costanzo

E poi... vostro marito è in casa.

Giulia

Già!... Mio marito è in casa.

Costanzo

Infine, quello che è stato è stato... Il passato... non se ne parli più...

Giulia

E amici come prima!

Lo fissa un momento

Che ottimo amico à Velati, in voi! E come, per amor suo, vi fate meno buono di quello che forse siete in realtà...

Costanzo

Meno buono? Perchè? Io vi seguo sulla vostra strada. Voi avete preso il vostro partito; il migliore, dopo tutto...

Giulia

Già!... E... forse... mi giudicate male Vedendomi così... come dire?... così rassegnata, voi pensate: questa donna non à mai amato veramente, e si acconcia ad essere abbandonata con tanta indifferenza perchè...

Costanzo

No, non lo penso, ve lo giuro. Penso invece che voi siete la donna moderna, che ragiona. Ed è in voi uno strano ma benefico equilibrio tra l'amore per un uomo e l'affetto per la vostra casa. E in questa parola «casa» metto tutto quel complesso di persone, di affetti, di soddisfazioni, di doveri, di diritti, che la fanciulla acquista diventando moglie e madre. All'amore per un uomo che non è vostro marito, voi sacrificate tutto, per esso voi arrischiate tutto, sì, ma sino a quel punto in cui non è compromesso e non corre pericolo l'affetto per la vostra casa. Il giorno in cui il pericolo si affaccia, vi ritraete. Finchè potete essere contemporaneamente la moglie e l'amante, lo siete con tutta la passione, con tutto l'entusiasmo. Quando bisogna essere o l'una soltanto, o l'altra, sacrificate l'amante. Voi recitate nella commedia dell'amore: commedia appassionata, se volete, ma commedia a lieto fine. Il dramma che si chiude violentemente, non è fatto per voi. Al punto in cui ora siete giunta della vostra relazione con Gustavo, vi siete accorta, che, insistendovi, il dramma poteva scoppiare. Quel tale equilibrio benefico che è in voi, vi fa ritrarre dalla scena. Ecco tutto!

Giulia

E vi pare di giudicarmi bene? Mi negate gli slanci, gli entusiasmi...

Costanzo

Fatali, sempre!

Parlandole quasi all'orecchio

Avevate un amante, e ciò malgrado vostro marito era il più felice degli uomini... e per merito vostro! — Ci sono delle donne oneste — quelle che la folla chiama oneste — che rendono la vita al marito meno lieta, meno tranquilla che voi non facciate.

Giulia

fissandolo

Vorreste avere una moglie come me?

Costanzo

Questa è un'altra quistione! Ma gli è ben certo codesto: che la botte dà del vino che à, e la società le mogli che può. Voi, non siete delle peggiori!... Vi pare che vi giudichi male?

Giulia

Pessimista!

Costanzo

Pessimista? Perchè? Anzi, io ò questo merito: che so sempre trovare un lato buono, in tutte le cose... Dunque, arrivederci più tardi.

Le stringe la mano ed esce dal fondo accompagnato da Giulia.