SCENA IV.
Giulia, Andrea, Gustavo.
Andrea
Che freddo, amici miei! Abbiamo almeno 5 gradi sotto zero.
Gustavo
Nevica?
Andrea
Un poco.
A Giulia
Sono in regola? Nove e venti.
Giulia
Cinque minuti di ritardo.
Gustavo
I cinque minuti di tolleranza.
Andrea
Dato che si trovi della tolleranza nelle mogli.
A Gustavo
Sa, ò già cominciate le mie investigazioni. Però, finora, nulla di certo...
Gustavo
Grazie. Ma sa, con tutto suo comodo, perchè poi non dubito neppure che — per ora — ci sia nulla di grave.
Andrea
Oh, lo credo anch'io. Ma se ne va? Non prende il tè con noi?
Giulia
alzandosi
Glielo avevo già offerto anch'io. Dice che à un convegno alle nove e mezzo. Anzi, stava per lasciarmi, e sarei rimasta sola se tu non tornavi.
A Gustavo
Piuttosto: quando pranza con noi? Posdomani, per esempio? È domenica... Perchè gli altri giorni, cogli affari di Andrea non si sa mai a qual'ora si pranza.
Andrea
L'aspettiamo.
Gustavo
Ma...
Giulia
E ci porti Monticelli. È un giovanotto simpatico. Nevvero Andrea?
Andrea
Alle sette e mezzo: ella e il suo socio ed amico.
Gustavo
La ringrazio, ma sono dolentissimo: parto domani...
Giulia
Oh oh! è una scusa!
Gustavo
Le pare? Ò una causa alla Cassazione di Torino.
Giulia
Davvero?... Al suo ritorno, dunque.
Andrea
Ci contiamo.
Gustavo
Mille grazie.
Salutando
Signora!... Buona sera.