SCENA III.

Vittorio, Cantoni.

VITTORIO

I dolci, capisci, è necessarïssimo che vengano presentati insieme al tuo nome. Ti renderanno subito simpatico.

CANTONI

Oh, adesso mi darai qualche spiegazione: perchè tu mi ài preso per mano come una fata del buon tempo antico, e mi ài condotto qui, senza dirmi nulla, come in un palazzo incantato.

VITTORIO

Ti ò però detto che non ti saresti annojato... (accende un sigaro).

CANTONI

Questo lo vedrò...

VITTORIO

Devi averlo già capito, dal modo come ti ò presentato, e dall'aspetto della padrona di casa. Lo vedi: ti ò condotto qui, senza essere preannunciato... (si sdraja su di una poltrona).

CANTONI

E dunque?

VITTORIO

Che vuoi che ti dica? È una casa sui generis...

CANTONI

Il che non significa nulla.

VITTORIO

Significa che non è una casa come tutte le altre... Quello poi che à di diverso dalle altre è... più difficile a spiegarsi.

CANTONI

La famiglia è composta?...

VITTORIO

Dalla madre, che ài visto, vedova...

CANTONI

Vedova?

VITTORIO

Autenticamente vedova, perchè c'è chi ricorda l'ottimo e defunto signor Tossi, impiegato al catasto. Quello che usciva quando noi entrammo, per esempio, è un certo Vercellini, un vecchio amico di casa, collega del defunto, che viene qui qualche volta a prendere il caffè, dopo pranzo, e se ne va appena arrivano i frequentatori più... moderni della casa. Dunque la madre, ò detto; poi ci sono tre figliole: la maggiore, Paolina, à tutte le caratteristiche esteriori di quelle fanciulle che si dicono comunemente di buona famiglia. Riservata, modesta, taciturna...

CANTONI

Genere nojoso.

VITTORIO

Sì; ma c'è di buono che non si vede quasi mai: è come non esistesse: è la massaja di casa. Non interessa, ma non disturba...

CANTONI

Le altre due?...

VITTORIO

Le altre due, Selene e Ninì, sono la parte tipica della famiglia, la Ninì specialmente, un folletto di diciassette anni, bellissima, simpaticissima, allegra, piena d'ingegno. Queste due sono... le vergini... Non spaventarti... è un nomignolo...

CANTONI

Oh, e perchè gliel'ànno dato?

VITTORIO

Perchè... se lo meritano...

CANTONI (stupito, senza capire)

Che bella ragione!

VITTORIO

Già, se lo meritano... quantunque non paja.

CANTONI

?

VITTORIO

Ecco: tu devi considerarle come due signorine da marito — come ce ne sono tante, pur troppo! — ma aver ben presente invece, sempre, che viceversa sono di quelle signorine...

CANTONI

Che non si sposano.

VITTORIO

Già, che non si sposano! Ma, bada, solo perchè le convenienze, i riguardi sociali, impongono di non sposarle. Che, effettivamente, nessuno può dire, o dice, o direbbe alcunchè sul loro conto, dal lato della loro onestà... dirò meglio, dal lato della loro... purezza.

CANTONI

Sì, ma...

VITTORIO

D'accordo! Sì, ma. In questo ma sta la vera ragione del perchè non si sposano le sorelle Tossi.

CANTONI

Vale a dire?

VITTORIO

Vale a dire nulla. È un ma con dei puntolini, che non à nè può avere continuazione. Il più ardito, o il più pettegolo, o il più maligno tra gli uomini, io per esempio, ti dirà tutt'al più: ma... sono ragazze che vanno attorno sole (e bada, parlo sempre della Ninì e della Selene, chè Paolina non fa neppur questo); che ricevono in casa soltanto uomini, anzi soltanto giovanotti; che vanno in teatro accompagnate sempre dalla mamma, è vero, ma col terzo e col quarto; che si susurra di aver riconosciute all'ultimo veglione sotto un domino cilestre non abbastanza impenetrabile... E così? ribatterai tu: si sa che queste ragazze abbiano un amante? No. Si sa che qualcuno possa dire o abbia detto di averne ottenute le grazie? No. Oh! e allora?... Allora il mondo che è un gran filosofo e un grande aristarco, conclude: è appunto per questo che nella mia grande bontà e indulgenza le chiamo le vergini, ma sposatene una e ne rideranno anche i comignoli!

CANTONI

Ma tutti quelli che vengono per casa non ànno che dei rapporti di pura amicizia?

VITTORIO

O di gran confidenza. Sai, si vien qui, si passa la sera, allegramente, come diversivo ai ricevimenti d'etichetta. Sei presentato oggi; domani, se non ti accomoda, non ci torni più; o ci torni dopo tre mesi, e sei ricevuto a braccia aperte, purchè porti una scatola di dolci o una chiave di palco.

CANTONI

E la madre?

VITTORIO

La madre cerca un marito alle figliuole, in buona fede, convinta di trovarlo un dì o l'altro, specialmente per le due maggiori: disposta tutt'al più a concedere alla Ninì di dedicarsi all'arte del canto, per non privare le scene di una nuova Patti.

CANTONI

In buona fede, dici tu?

VITTORIO

Certo! Poichè dopo tutto ella considera che la condotta delle sue figliole è regolare e illibata. E infatti, se dài un bacio, ti guarderai bene dal darlo altro che sulla mano... a meno che ti riesca di darlo quando nessuno ti vede. Se porti un regalo, saranno unicamente dei fiori o dei dolci: potrai anche offrire una veste, ma a patto tu dica che si tratta di una stoffa speciale che un amico ti à mandato dalla China. Se inviti a pranzo, per non avere un rifiuto, devi dichiarare che si festeggia il tuo compleanno, non importa poi se si ripete due volte in un mese. E così, come vedi, si salvano le apparenze. E se la signora Tossi non osa di andare in società colle sue figliole, à il diritto però di essere rispettata e trattata bene dalla società che riceve. Ti convince?... Di' fuma pure, sai! metti di essere in casa tua.

CANTONI (vedendo avvicinarsi Delfina)

Oh! la vecchia.

VITTORIO

Eh, non scomodarti.

CANTONI

Ma c'è una delle figliole. (Entrano Delfina e Selene)