SCENA IV.
Paolina, Vittorio.
VITTORIO
Dunque, Paolina, siamo quasi alla vigilia...
PAOLINA
Di che?
VITTORIO
Di che? Delle vostre nozze... Perbacco, si direbbe che vi premono assai poco...
PAOLINA
No... (Con un amaro sorriso) Gli è che ancora non oso crederci...
VITTORIO
E perchè? Vedeste Dario! È attorno, affacendato in grandi compere... Non l'ò mai veduto così allegro, così felice. Non parla che di voi, non vede che coi vostri occhi, maledice la legge che impone dei termini per lui assurdi, vorrebbe sposarvi oggi, vorrebbe avervi sposata jeri. Come è innamorato!... Eh! ma anche voi la siete di lui... lo capisco dal sorriso che è nei vostri occhi e con cui ascoltate quello che vi dico... (Paolina si turba) Infine... sarete felici...
PAOLINA (prendendogli le mani)
Ditemi francamente, Olgiati: che ne pensate, voi?
VITTORIO
Di che?
PAOLINA
Di questo che fa vostro cugino?
VITTORIO
Che ne penso?... Oh Dio, trovo che poichè vi ama a tal punto ed è corrisposto da voi, fa benone a sposarvi...
PAOLINA
No, no: vi ò pregato di dirmi francamente, sinceramente, quello che ne pensate... Voi l'avevate sconsigliato con tutte le vostre forze da questo passo... Perchè vorreste negarlo?... Non ve ne faccio un rimprovero... capisco perfettamente che era il vostro dovere di farlo...
VITTORIO (serio, affettuoso)
Paolina mia: voi sapete anche che, ad ogni modo, lo facevo non in considerazione di voi... Ma poichè egli, sposandovi, à la ferma intenzione di portarvi via da Milano, di stabilirsi all'estero forse per sempre... e voi avete accettato quasi con gioia questo partito... Vedete, vedete, ora vi turbate di nuovo, vi fate triste... perchè mi obbligate a dirvi delle cose che vi rincrescono... e che vi debbono causare un dolore... Parliamo di cose più allegre...
PAOLINA (con insistenza)
No, no! Ò bisogno di parlare di tutto ciò... e lo faccio con voi, volentieri, perchè siete come un fratello per Dario. Da quindici giorni il mio cuore e la mia mente sono continuamente in lotta tra di loro... Io sono persino affranta, spossata... Mi pare d'aver smarrito il retto giudizio delle cose... e Dario non contribuisce certamente a darmi la calma di cui ò tanto bisogno... Ditemi, signor Vittorio... ditemi voi, parlatemi col cuore... Che cosa debbo fare?... Forse posso ancora... sono ancora in tempo...
VITTORIO
Paolina: vi ricordate che cosa mi diceste, una sera, qui? «Sarò io che glielo impedirà... non ve ne preoccupate... » Ebbene, io ò studiata la vostra vita, ò riandato il passato... quel poco del vostro passato che conosco... Ne ò tratta la convinzione che siete buona e sincera... E quando Dario mi disse: «Mi basta che la Paolina sia degna di me, e che ella stessa, accettando la mia proposta, me ne renda sicuro...» (controscena di Paolina) ebbene, io ò ricordate le vostre parole di quella sera: e mi sono convinto che accettando di essere la moglie di Dario, sentivate di poterlo fare. E sono tranquillo. Tutto il resto a Dario non importa nulla... non importa nulla a vostro marito, non dovete preoccuparvene voi...
PAOLINA (si è appoggiata col gomito allo schienale del divano nascondendo la faccia)
VITTORIO (cercando sollevarle la fronte)
Vi pare, Paolina?
PAOLINA (come trasognata)
Sì... Vi ringrazio...
VITTORIO
Su, su, allegra, dunque: Dio mio, non lasciatevi scorgere da Dario così... potrebbe credere che non siete felice... che non gli volete bene, che lo sposate per forza.
PAOLINA
Oh, no, lo sa che lo amo, che lo amo tanto!
VITTORIO
E allora, siate più sicura, più forte, lasciate tutte le vostre preoccupazioni...
DARIO (dalla comune, affacciandosi)
Posso entrare?
VITTORIO
Prova! (Alla Paolina piano) (Su su, allegra, dunque!)