SCENA V.

Paolina, poi Dario.

PAOLINA (rimane un momento immobile sulla soglia, cogli occhi fissi, imbambolati, a guardare quelli che se ne vanno. Poi si volge: si guarda attorno. Sulle sedie sono ancora le vesti da sposa come nell'atto terzo. Le osserva, ne prende qualcuna, poi, come ripetesse le parole di Dario)

Tutte scure, tutte scure... non pajono neppur vesti da sposa... (Le vesti le cadono dalle mani: fa qualche passo, come in uno stato di sonnambulismo, poi, vinta dall'emozione, dà in un angoscioso scoppio di pianto e cade spossata su di una sedia. Pausa).

DARIO (appare sulla soglia della comune, impacciato, quasi vergognoso, e sta un momento ad osservare)

PAOLINA (che non si è accorta della presenza di Dario, si alza, si volge, lo vede, e dà un piccolo grido, poi rimane a fissarlo, stupita, dubbiosa)

DARIO (commosso, a voce bassa)

Perdonatemi Paolina, se ò ardito di venir qui... ancora... Ci siamo lasciati, jeri, in un modo così doloroso... e siamo... o siamo stati troppo qualcosa l'uno per l'altro, per non scambiarci almeno una parola ancora, prima di... lasciarci... per sempre... (Pausa: fa due passi innanzi) Volete stringermi la mano?

PAOLINA (con effusione, va incontro a Dario e gli porge la mano, che egli afferra e tiene nella sua, lungamente. Paolina abbassa gli occhi, non osando di guardarlo)

DARIO

Ò molto da farmi perdonare da voi!

PAOLINA (sollevando gli occhi)

Perdonare?

DARIO

Sì. Jeri io sono fuggito, come un vile. Ma era la rovina di tutta la mia vita, della mia felicità... e come mi veniva da voi... mi parve persino che non dovessi neppur ribellarmici... Ora io partirò, andrò lontano... Mi attendono lunghe ore d'angoscia...

PAOLINA

Lei parte?... Oggi?

DARIO

Forse... oggi stesso...

PAOLINA

Non ci vedremo più... À fatto male di venir qui... di rivedermi ancora...

DARIO (à un impeto di passione, le afferra le mani, poi la circonda alla vita, e appassionatamente le susurra)

Paolina... mi vuoi bene, ancora?... Mi ami?... Dimmelo!...

PAOLINA (dimentica, quasi in estasi)

Oh Dario!...

DARIO (c. s.)

E allora no che non ci lasciamo... Non capisci che l'amore, che la passione mi ànno condotto qui... Se mi ami non ci dobbiamo, non ci possiamo dividere... c'è una forza sovrumana che ci unisce!... Io parto stasera, sì... e tu parti con me...

PAOLINA (colpita, svincolandosi, fissandolo)

No!...

DARIO (si guarda attorno rapidamente come se temesse d'esser veduto, poi circonda di nuovo Paolina, vincendo la riluttanza di lei)

Perchè no?... All'insaputa di tutti... noi fuggiamo, lontano, dove nessuno ci conosce... dove vivremo noi due soli, amandoci, adorandoci per tutta la vita...

PAOLINA (riuscendo a svincolarsi, commossa, senza astio o durezza di voce)

No! E non dire una parola di più, perchè mi offendi...

DARIO

Ti offendo?

PAOLINA

Sì, mi offendi: e oggi, oggi, ò il diritto di essere rispettata... (Colle lagrime nella voce) Sino a jeri che t'ingannavo, per amore, sia pure, ma t'ingannavo, se tu avessi saputo da altri che da me il mio passato, avresti avuto il diritto di propormi quello che ora mi proponi... (con un fil di voce) e l'avrei accettato, forse... Oggi no! Ti vergogni tu, di propormelo, perchè vuoi fuggire, all'insaputa di tutti, ti vergogni di amarmi... e vuoi che io accetti questo amore?!...

DARIO

Ma ti amo!

PAOLINA

No, no che non mi ami!... Se tu mi amassi apprezzeresti quel poco di buono che è in me, capiresti che la mia sventura non è una colpa, e non saresti venuto qui ad avvilirmi, confessandomi che arrossisci di quello che fai... Domani mi disprezzeresti, mi scacceresti forse lontano da te... Ne morirei di vergogna.

DARIO

Ah Paolina, dopo avermi innamorato ài forse creduto che una confessione terribile come quella che tu mi ài fatta non potesse mutare più le mie intenzioni a tuo riguardo... e per questo l'ài fatta!

PAOLINA (con un gesto disperato)

Oh Dio, che orrore! (Poi, a mani giunte, quasi supplichevole) Dario, Dario, e sei tu che mi parli così, tu, tu che avevi tanta fede in me, sino a jeri... Oggi, che ti ò aperto il mio cuore, a tal punto tu dubiti e mi disistimi?... Ma è possibile? E vorresti che fossi la tua amante! Ah no! Dario, mai, mai!

DARIO

E perchè non ài confessato subito?

PAOLINA

Perchè ti amavo... perchè avevo vergogna di confessarmi qual'ero al primo uomo che mi mostrava della stima e del rispetto sincero!... Oh, Dario tutto è finito, per sempre.... Tu lo vedi.... nessun legame, di nessuna natura, è più possibile tra di noi... Ebbene, in questo momento ti giuro che la mia confessione fu sincera, che fu un impulso dell'anima, che l'ò fatta senza calcolo alcuno... Ma dopo quella confessione io mi sento superiore a te. Non ti debbo più nulla... Non puoi rimproverarmi di nulla... E non ti ò cercato, non avrei tentato di rivederti... Sei tornato, tu, per offendermi. Addio!... (Si avvia verso la porta a sinistra).

DARIO (combattuto)

Paolina!...

PAOLINA (quasi sulla soglia, si ferma, si volge)

DARIO (accorre a lei, l'abbraccia)

Paolina!...

PAOLINA (dimentica)

Ti amo... ti amo!

DARIO (le susurra nei capelli)

Sì... a stasera...

PAOLINA (con impeto, come prima, svincolandosi)

No! Addio! (E fugge nella sua stanza)

DARIO

(à un impulso per rattenerla, ma si frena. Sta per chiamarla, ma soffoca le parole mettendosi il fazzoletto sulla bocca. Lotta ancora un momento, poi si risolve, prende il cappello che aveva posato sul tavolino, ed esce dalla comune). (Cala la tela).

FINE.

NOTA.

Questa commedia fu rappresentata per la prima volta al Teatro Alessandro Manzoni di Milano la sera del 16 Dicembre 1889, dalla Compagnia diretta dalla Signora Virginia Marini.

Le parti erano così distribuite:

DarioSig.Cav. Enrico Reinach.
Vittorio Olgiati»Cav. Claudio Leigheb.
Corrado Cantoni»Angelo Gattinelli.
Vercellini»Ettore Mazzi.
Il Marchese Zoppi»Ugo Leigheb.
Cozzi»Paolo Cantinelli.
Merati»Ettore Berti.
Dellàgo»Stanislao Ciarli.
DelfinaSig.ªAngela Beseghi.
Paolina»Italia Vitaliani.
Ninì»Edvige Guglielmetti.
Selene»Elisa Berti.

* * * TEATRO * * *

Marco Praga,L'AMICOL. 1 —
Marco Praga,ALLELUJAL. 2 —
Marco Praga,L'INNAMORATAL. 2 —
Marco Praga,LA MOGLIE IDEALEL. 2 —
Marco Praga,LE VERGINIL. 2 —
E. A. Butti,IL VORTICEL. 1 50
F. Mariani,UNA COSCIENZAL. 2 50
Turguenieff,IL PANE ALTRUIL. 2 50

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L. OMODEI ZORINI — Milano.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.