SCENA V.
Ninì, Selene, Vittorio, Cantoni.
NINÌ (entra dal fondo, affrettata, colla bocca piena di dolci, mangiucchiando. È in veste chiassosa, un po' scollata)
Oh! signor Vittorio! (Gli dà una forte stretta di mano) Che buoni marrons mi avete portati.
VITTORIO (alzandosi)
Pardon! Li à portati l'amico mio, il dott. Cantoni, che vi presento.
NINÌ (stringendogli la mano)
Buonasera. (Gli dà un'occhiata, lunga, esaminatrice, poi si volge a Vittorio) Che ne dite della mia toilette?
VITTORIO
Molto graziosa. È un gran ricevimento dunque, stasera?
NINÌ
Ò una gran voglia di ballare. (Al Cantoni) Suona il piano lei?
CANTONI
Un pochino.
NINÌ
Abbastanza per far ballare? (Intanto si è messa a cercare sul tavolino, tra i giornali). Di tutti quelli che vengono qui non c'è che il Cozzi che sappia suonare; è una disperazione...
VITTORIO (piano)
(Che cosa cercate?)
NINÌ
Il Secolo. Volevo veder una cosa... Non c'è.
SELENE (come assalita da un'idea cerca il «Corriere» e trovatolo si mette a leggere in quarta pagina)
NINÌ (al Cantoni)
Non à il Secolo, signor Cantoni?
CANTONI
Credo, nella mia pelliccia... (Esce)
VITTORIO (alla Ninì)
Il Pungolo o l'Italia non vi servono?
NINÌ
No...
VITTORIO
Ah! ah! bada, son geloso, Giovannina...
NINÌ
Non mi chiamate così!
CANTONI (rientrando, porge un giornale alla Ninì)
Ecco, signorina.
NINÌ (lo fissa un momento, stupita)
Grazie. (Prende il giornale e cerca in quarta pagina).
VITTORIO (piano al Cantoni)
(Insomma, vuoi smetterla di chiamarle signorina?)
CANTONI
(O come debbo dire?)
VITTORIO
(Ninì, Selene, tout court. Ti vuoi compromettere!)
CANTONI
(Come?!)
VITTORIO
(Ma già: a sentirsi chiamar signorina, crederanno che tu le prenda troppo sul serio, si faranno delle illusioni, vedranno in te un marito... Non è quello che vuoi, spero!)
CANTONI
(No davvero! Ma che cosa cercava sul Secolo?)
VITTORIO
(Ciò che l'altra cercava sul Corriere. Una corrispondenza amorosa. Quella è più aristocratica: questa è più borghese, anzi più repubblicana... in amore!)
(Intanto sono entrati: Cozzi, Merati e Dellago. Ninì e Selene ànno risalita la scena e parlano con essi al fondo. Poi entra il Marchese Zoppi, vecchio tinto, una caricatura).
NINÌ
Oh! buona sera Marchese, buona sera Marchese!! (Gli porge le due mani e gli saltella davanti).
VITTORIO
Comincia a venir gente...
CANTONI
Oh oh! quel vecchietto lì chi è?
VITTORIO
Un curioso tipo. Un eterno giovinetto che non à ancora rinunciato a corteggiare le donne. Ormai è tornato agli amori platonici e, capirai, questo è il luogo per lui.
CANTONI
Come si chiama?
VITTORIO
È il marchese Zoppi. Qui è la seconda o la terza volta che ci viene... ma, come vedi, per la Ninì è già un vecchio amico. Vieni che ti presento alla società.
(Il gruppo del fondo s'è posto attorno al piano: le discussioni sono animatissime. Risa, ecc. Qualcuno accompagna col canto la canzone di Carulì che il Cozzi accenna sul pianoforte. Vittorio e Cantoni si recano al fondo e si vede il primo presentare il secondo agli altri. Entrano: Dario dalla comune e Delfina dalla sinistra).