UN GIUNCO.

Sol soletto a la gioconda

Fresca brezza del mattin

Trema un giunco in su la sponda

D'un argenteo ruscellin.

Dentro al suol per via romita

Lieto ei sugge il fresco umor,

Nè gli cal se la sua vita

Non ha fronda e non ha fior.

Scherza il rivo a lui d'intorno.

Sopra lui sorride il ciel;

Guarda ei l'onda e notte e giorno,

Ma fin lei non va il suo stel.

Fresca, tersa e cristallina

L'onda volvesi al suo piè;

Lento lento egli si china,

E par chiegga a lei mercè.

Verso l'onda, verso il rivo

Più si china e notte e dì,

Già il saetta il raggio estivo,

Già il suo verde inaridì;

China, china, e dolce invito

Nel fuggir l'onda gli fa;

Purchè a l'onda ei muoia unito

Lascia il suolo e al mar sen va.

Su quell'onda a l'aer nero

Un pietoso astro brillò;

Venne a l'alba un capinero,

E così così cantò:

Amor mio, dolce amor mio,

Come il giunco io vuo' languir,

Come il giunco in grembo al rio

Vuo' baciarti e poi morir.