NOTE:
| [1] | Eran i tempi della grandezza e della semplicità. Quei mercanti che servivano il re d’Inghilterra di 20 milioni di fiorini d’oro, avean appena sulla loro tavola una guastada d’argento, e le loro mogli audavan la mattina colla fante a far la spesa in mercato. |
| [2] | Vocabolo tutto fiorentino, col quale si distinguevano i capi delle arti. |
| [3] | «Firenze sarà flagellata, e, dopo i flagelli, rinnovata.» |
| [4] | Pezzo d’artiglieria così chiamato, che i Sanesi avean mandato al campo con quell’amorevol premura che mostravan gl’italiani in quel tempo gli uni verso gli altri. |
| [5] | Grandissima colubrina gettata da M. Vincenzo Brigucci. Pesava diciottomila libbre. Aveva nella culatta una testa d’elefante, ed i fanciulli le avevan posto nome l’archibuso di Malatesta, il quale era capitano de’ Fiorentini. |
| [6] | Vuol intendere Gio. de’ Medici che in quel tempo serviva di paragone fra i soldati Italiani per dir un uomo d’arme perfetto. |
| [7] | Nome dato per ischermo ai soldati Spagnuoli, perchè i loro ufficiali nel far gli alloggiamenti usavano chiedere ciò che occorreva per la loro gente scrivendo polizze che tutte cominciavano colla frase «C’è bisogno ec.» |
| [8] | Leon X avea spogliata la casa della Rovere del Ducato d’Urbino. |
| [9] | Parole del trattato. «Che Cesare per la quiete d’Italia e pace universale di tutta la cristianità, dovesse rimettere in Firenze nella medesima grandezza di prima, l’illustrissima Casa de’ Medici a spese comuni secondochè tra lui ed il papa si deliberasse» Varchi Stor. Lib. VIII, pag. 216. |
| [10] | Si seppe che la madre del Re avea detto «Che per aver un solo, non che amenduni i figliuoli del re suoi nipoti avrebbe dato mille Firenzi.» Varchi lib. IX, pag. 229. |
| [11] | Erano anche dette degli arrabbiati e compagnacci, degli adirati, de’ poveri, ec. |
| [12] | Eran le bande che avea comandate il sig. Giovanni de’ Medici, e che essendosi vestite a lutto dopo la sua morte si chiamavan Nere. |
| [13] | Segni, Stor. Lib. II. Pag. 39. |
| [14] | Apparecchia i broccati che veniamo a comprarli a misura di picche! |
| [15] | Circa le cinque dell’oriuolo così detto francese. |
| [16] | Il Legno Santo era il rimedio più in uso in quel tempo per questa malattia. |
| [17] | Lo scapulario viene anche detto Pazienza. |
| [18] | Tal crede tosare e torna tosato. |
| [19] | L’arte della seta così nominata in Firenze, per aver avuto dapprima quasi tutte le sue botteghe in Por S. Maria. |
| [20] | Visse in casa—Filò lana. |
| [21] | V’eran, e vi sono le tombe della casa Medici. |
| [22] | Ciò non era modo di dire, poichè appena cacciati i Medici nel 27, era stato vinto il partito nel cons. magg. di crear G. C. re de’ Fiorentini. |
| [23] | Una delle campane del Palazzo de’ Signori avea questo nome. |
| [24] | In Firenze ai tempi della repubblica, si nutrivan leoni a spesa del comune, e se ne teneva grandissima cura, in onore del Marzocco (leone di pietra sul canto di Palagio) una delle imprese della città. Il popolo credeva a molte superstizioni sul fatto de’ leoni. |
| [25] | All’epoca della nostra storia le meretrici per esser distinte dalle altre donne dovevan portar il velo giallo. Più tardi (nel 1600) un nastro giallo al cordone del cappello: poi l’appuntarono alle trecce. Alla fine ottennero, pagando una tassa, di smettere codesto segno. |
| [26] | Varchi, lib VI, pag. 146. |
| [27] | Capo della ciurma. |
| [28] | Anch’essi comandavano la ciurma sotto gli ordini del nostromo. |
| [29] | Una galera ben servita dalla ciurma e di buona proporzione, doveva prendere sei palate ad ogni impulsione data dai remi: cioè il primo remo, e così gli altri via via, dovean tuffarsi nel mare, al luogo istesso ove s’era prima tuffato il sesto remo che gli stava dinanzi verso prora. |
| [30] | Voga tutto, volea dire vogar con tutto lo sforzo possibile. |
| [31] | Cannon di corsia. |
| [32] | Nei momenti di pericolo si obbligava i galeotti a prender tra i denti un pezzo di sughero che avevano appeso al collo con una funicella affinchè non potessero, urlando, destar paura ne’ soldati e ne’ marinai. |
| [33] | Le convulsioni infantili son chiamate il benedetto dalle donne Fiorentine. |
| [34] | Prima del concilio di Trento le leggi claustrali, molto rilassate, permettevano alle monache d’uscire. Molte di esse potevano così (essendo poverissime) campar delle elemosine che andavano raccogliendo, come al dì d’oggi fanno i frati mendicanti. |
| [35] | Micce. |
| [36] | —Ora—ora te lo segno in modo questo bambino, che
non s’ha a svegliare sino al dì del giudizio. —Aspettate——— vediamo prima. Potrebb’essere qualche gran gentildonna della terra, che fuggisse... e amerei meglio i suoi fiorini, che le cervella di questo figliuolo d’una.... Oh! non pare che già gli escano le budella? E che canna che hai al tuo comando, figlio mio! |
| [37] | —Si fermi, signor cavaliere, si fermi. Siamo poveri zingani, e venivamo al campo per suonare e tener allegre le signorie loro. Siamo poveri ora. Ma eravamo ricchi un momento fa. Avevamo una borsa con 100 fiorini, e certi soldati alemanni che passavan di qua ce l’hanno tolta... que’ ribaldi m’hanno spolverato le spalle a me colle loro alabarde, ed a quella poveretta una ceffatta che ha colto anche il bambino. Collà! collà guardino tra gli alberi... ancora li vedo che se ne vanno correndo. Si raggiungano perdio, e della borsa ci daranno poi quel che parrà loro. |
| [38] | Nardi, libro IV, pag. 120. |
| [39] | Uffiziale nelle bande del conte Pier Maria, che per quistione avuta con esso fuggì in Firenze. Preso in un fatto d’arme fu scannato poi dal conte di sua mano. |
| [40] | 1434. |
| [41] | I vecchi del 1530 erano chiamati, per derisione, zazzeroni, dalla zazzera che portavano secondo l’uso antico di Firenze, mentre i giovani, secondo la nuova moda, si tosavano, e lasciavan crescer la barba. |
| [42] | Lastri. Cominciò il Giunta a stampare nel 1494, e durò sino al 1555. |
| [43] | Dice il Varchi, libro IX, che nel 1530 erano in Firenze 75 compagnie di Scolari che si radunavano per attendere insieme a pratiche divote: erano di molte maniere, e sotto diversi nomi. Quattro nelle quali non erano se non uomini nubili, e si radunavano solo di notte, eran dette Buche. Quella di S. Girolamo, (V. Lastri) ebbe principio nel 1410 sul monte di Fiesole nel luogo detto Belcaso, ove Antonio De Conti Guidi era stato fondatore degli Eremiti Gerolimini nell’anno 1380. Per comodo dei frequentanti fu trasportata a Firenze sotto lo spedale S. Matteo. |
| [44] | Varchi, lib. X, pag. 310. |
| [45] | Castel S. Angelo. |
| [46] | Gli amici usavan aspettar la sposa al suo tornar di chiesa, e con un nastro le sbarravano la porta di casa. Lo sposo comprava il passo con una mancia, ch’essi spendevano in una cena. |
| [47] | Questa s’appendeva ad un chiodo, e serviva a ripulire i pettini. |
| [48] | Per l’esattezza storica si avverte il lettore, che questa mossa avvenne circa otto giorni prima di quest’epoca. |
| [49] | Il doge Grilli interrogato dall’oratore fiorentino che mostrava temere quello che di fatto avvenne, avea risposto «Questa repubblica non fece mai cose brutte e non comincerà adesso.» |
| [50] | Varchi, lib. X. |
| [51] | Varchi, lib. XI, fol. 349. |
| [52] | Vedi vita di B. Cellini. |
| [53] | Copia estratta dal N. 17 della Lib. Rinucciniana. Mi stimo felice di poter qui attestare al mar. Rinuccini la mia gratitudine per la cortesia colla quale mi permise d’usare della sua libreria data in cura al sig. Ajazzi, nel quale sono al sommo grado riunite gentilezza e coltura. |
| [54] | Ove oggi è il Gabinetto fisico. |
| [55] | Capo di fanterie, che venuto in sospetto ai Signori fu chiamato in Palazzo e quivi ucciso, poi gettato in piazza dalle finestre. La sua vedova fu la virtuosa Anna Lena, fondatrice del convento di questo nome, ove si ritirò dopo la morte del marito, e finì i suoi giorni. |
| [56] | Varchi lib. XI, foglio 420.. «e a Piagnoni, i quali aveano affermato, che Ferruccio era Gedeone, e ch’egli dovea esser senza fallo vittorioso e liberar Firenze, non era altra speranza che quella degli angioli rimasa.» |
| [57] | Varchi, lib. XI, foglio 427. |
| [58] | Niccolò Capponi, Gli Ottimati. |
| [59] | Per ben intendere le espressioni di Baccio convien sapere che vi fu sospetto il principe non venisse ucciso se non per ordine di chi temeva volesse farsi poi egli signore di Firenze. Varchi Lib. XI, fog. 420. |
| [60] | La casa de’ Mezzalancia è ora de’ Ciampalanti. |
| [61] | Anche in oggi vien detto campo di ferro. |
| [62] | Allude all’assalto dato al convento da’ nemici di Fra Girolamo. |
| [63] | Tra i frati minori e quelli di S. Marco ardevan ire e rivalità fratesche sin da’ tempi di Fra Girolamo, alla cui rovina molto s’adoperarono i primi. Dopo la sua morte ottennero dalla Signoria di togliere ai Domenicani la campana, e la portarono al loro convento di S. Francesco, fuor di porta S. Miniato, di dove però fu poi restituita al primo luogo. |
| [64] | Nel 1496 venne l’imperatore Massimiliano a Livorno colle genti del Duca di Milano e l’armata de’ Veneziani per mutar lo stato di Firenze. I Fiorentini si tennero perduti, ed i nemici del Savonarola andavan dicendo tra loro: «Si tu chiaro, che questo frate ci ha ingannati!» Succeduta la rotta dell’imperatore secondo la predizione di Fra Girolamo, questi fece una predica, ripetendo in suo favore le parole de’ suoi avversarj onde venne poi chiamata la predica del Sei tu chiaro? |
| [65] | La notte in cui venne espugnato il convento di S. Marco (così racconta il P. Pacifico Burlamacchi) «Le monache di S. Lucia non patirono molestia alcuna da maligni spiriti, i quali dissero poi la mattina per la bocca loro: Questa notte siamo stati occupati nell’esercito che era contro alli frati.» |
| [66] | Fatto narrato dal Burlamacchi nella vita del Savonarola. |
| [67] | ....E ’l suo giubbone Le mette il tristo e una berretta in testa E l’usa in ogni ufficio di garzone. (Bentivoglio, Satire) |
| [68] | Per scoprire se fossero rimasti almeno i nomi delle due opposte fazioni, domandai a un contadino di Gavinana, se usassero da paese a parse chiamarsi con qualche nome particolare ed oltraggioso, come accade in altre parti, mi rispose soltanto, che chiamavano Canciugli quelli di S. Marrello, senza sapermi dir perchè. Sarebbe una corruzione di Cancellieri? Ma essi invece eran Panciatichi. |
| [69] | Cin da Pistoja. |
| [70] | Dopo scritte queste pagine fu posta finalmente una povera lapide che indica il luogo ove morì Ferruccio. |
| [71] | Modo toscano per dir vi son gli spiriti. |
| [72] | Natale. |
| [73] | V’era a’ Servi un’immagine di Clemente VII appesa alla vôlta, simile a quelle che trovammo alla buca di S. Antonio. Alcuni giovani la fecero in pezzi. |
| [74] | Calze, significava allora un vestimento che dai piedi ricuopriva sin sopra l’anche, come oggi i calzoni. |
| [75] | Quia oneratis homines oneribus quae portare non possunt et ipsi uno digito vestro non tangitis sarcinas. S. Luca c. II, v. 46 |
| [76] | Tra i soldati di quell’epoca erano molte superstizioni di questo genere. Ad un ferito a morte solevano, per esempio, i troppo zelanti compagni, empier la bocca di terra per supplire alla comunione. |
NOTE DEL TRASCRITTORE:
—Corretti gli ovvii errori tipografici e di punteggiatura.
—L’indice non è compreso nell’opera originale. Ne è stato prodotto ed aggiunto uno dal trascrittore.
—La copertina è stata creata dal trascrittore ed è posta in in pubblico dominio.