II. ANCORA L'EDUCAZIONE IN VIAGGIO.
L'uomo perfettamente bene educato, in viaggio, deve vincere ogni egoismo, ogni suo agio particolare e sacrificare ogni suo comodo, alla più nobile e più pericolosa virtù umana, che è quella dell'altruismo. Egli deve cedere il passo alle signore, ai vecchi, ai bimbi, dappertutto: agli sportelli dei biglietti, in stazione, e in ferrovia, negli sleeping, nei wagons restaurants, nelle dogane, nei caffè di frontiera; dovunque è bene arrivare per il primo e profittare del tempo e dell'occasione. L'uomo perfettamente bene educato deve sopportare il caldo, il freddo, il digiuno, in viaggio, senza protestare, quando i suoi compagni o le sue compagne di viaggio vogliono fargli subire tutte queste angarie, essendo egoisti e male educati. Egli deve finir di fumare, quando ne ha voglia ancora: svegliarsi quando gli piace ancora di dormire: addormentarsi, quando vorrebbe stare sveglio e ammirare il paesaggio: tenere gli sportelli chiusi, quando andrebbe bene una boccata d'aria e non muoversi dal suo angolo, quando vorrebbe passeggiare nel vagone, per isgranchirsi le gambe. L'uomo perfettamente bene educato deve prestare il suo giornale, il suo orario, il romanzo che legge, alla prima richiesta di un compagno o di una compagna di viaggio: deve sempre sapere il nome della stazione, in cui si arriva: deve sempre aprire o chiudere lo sportello, sollevare o abbassare le tendine, chiamare il conduttore, il facchino, parlamentare col capostazione. L'uomo perfettamente bene educato, in barca, in omnibus, in carrozza, in ascensore, in automobile, in cima a una torre, in fondo a una cripta, deve sempre eclissarsi innanzi alle signore, lasciando loro il miglior posto, o guidandole, scortandole, proteggendole. Egli, in albergo, non fa chiasso, non canta, non ride, non urta nei mobili, non batte alle porte, non suona a distesa: in ascensore, sta sempre col cappello in mano, se vi è qualche signora; a table d'hôte viene in frack o in smoking, sempre a tempo; si serve modestamente, non mangia molto, non si ciba, ma gusta il pranzo; non si mette a fumare, prima di arrivare al fumoir; non sequestra i giornali nel salon de lecture; non legge quello che scrive la sua vicina nella salle d'écriture. L'uomo perfettamente bene educato, nei teatri, nei cafés-chantants, nei musei, nelle gallerie, non toglie la visuale a nessuno e se la lascia togliere, senza mormorare. L'uomo perfettamente bene educato, in viaggio, è una vittima: ma ha qualche consolazione. Talvolta, egli incontra una compagna di viaggio che, stupita di trovarsi con un uomo bene educato, dopo aver incontrato tutti uomini male educati, s'innamora perdutamente di lui.