CCCLXXVIII.

Al mio caro amico Bartolomeo Angelini in Roma.

Bartolomeo amico carissimo. — I' ò ricevuto in una vostra una del Cardinale:[322] di che mi son maravigliato, che per sì piccola cosa abbiate fatto scrivere, e tanto in fretta: alla quale non risponderò altrimenti, perchè non posso resoluto, come vorrei. A voi rispondo il medesimo che per l'altra, cioè come sono desideroso di servire suo Signoria Reverendissima, e ingegnierommene quanto potrò e più presto che potrò.

Io ò grande obrigo, e son vechio e mal disposto; che se io lavoro un dì, bisognia che io me ne posi quatro; però io non mi fido promettere di me molto resoluto. Ingegnierommi di servire a ogni modo, e dimostrarvi che io conosco l'amore che mi portate.

Altro non acade. Son sempre vostro. Racomandatemi a Sebastiano Veniziano.

Vostro Michelagniolo scultore in Firenze.

Museo Britannico. Di Firenze, (1523).