XIV.
A Lodovico di Lionardo di Buonarrota Simoni in Firenze.
Carissimo padre. Io vi scrissi sabato passato che voi non vi curassi di scrivermi troppo spesso, e questo perchè io sto lontano dal banco e el più delle volte m'ànno a essere portate le lettere, e parmi piu presto dar noia che altro: pur nondimanco acadendo da scrivermi, pregovi mi scriviate, e massimamente quando voi fussi per comperare, fate che io il sapi. Intesi come lo Spedalingo v'avea straziato. Non me ne maraviglio, perchè se fussi buono, non sarebbe tenuto in quello luogo; pur nondimanco fategli buon viso, e mostrate di non avedere: forse gli verrà voglia inanzi che io torni di darci qualche cosa: e se nol fa, com'io torno, piglierèno qualche partito che lui non abbia a godere e' danari e 'l podere. Non altro.
Vostro Michelagniolo scultore in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, (di ottobre 1509).
XV.[23]
A Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze.
Carissimo padre. I' ò inteso per l'ultima vostra come avete riportati e' quaranta ducati allo Spedalingo. Avete fatto bene: e quando voi intendessi che gli stessino a pericolo, pregovi me n'avisiate. Io ò finita la capella che io dipignievo:[24] el Papa resta assai ben sodisfatto: e l'altre cose non mi riescono a me come stimavo: incolpone e' tempi che sono molto contrari all'arte nostra. Io non verrò costà questo Ogni Santi, perchè non ò quello che bisognia a far quello che voglio fare, e ancora non è tempo da ciò. Badate a vivere el meglio che potete, e non v'impacciate di nessun'altra cosa. Non altro.
Vostro Michelagniolo scultore in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, (del dicembre 1509).